A meno di 24 ore dal sequestro di un panetto con la scritta «Akatsuki Hash» a Capodimonte, i carabinieri ne trovano un altro identico a Varcaturo. In casa anche 12 dosi di cocaina e proiettili. Arrestati due conviventi
Gli anime sono arrivati anche a Giugliano, ma questa volta non c’entrano il Comicon, i manga o gli appassionati di cultura pop giapponese. Il riferimento a Naruto compare su un panetto di hashish sequestrato dai carabinieri a Varcaturo, dove una coppia è stata arrestata con l’accusa di detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio.
La circostanza che rende la vicenda ancora più singolare è che il ritrovamento è avvenuto a meno di 24 ore da un analogo sequestro effettuato nella zona di Capodimonte, a Napoli, dove i militari avevano trovato un panetto di hashish da 50 grammi con la stessa scritta: «AKATSUKI HASH».
Una coincidenza che apre un interrogativo sulla provenienza della partita di stupefacente e sulla possibile diffusione di quello che, almeno dal punto di vista del confezionamento e del marchio utilizzato, sembra essere lo stesso prodotto.
Il blitz nel Residence Paradise
Questa volta i carabinieri sono intervenuti a Varcaturo, nella frazione di Giugliano in Campania, all’interno del Residence Paradise di via Madonna del Pantano.
I militari della locale Stazione hanno predisposto un controllo mirato e sono entrati nell’appartamento occupato da una coppia di conviventi. L’irruzione avrebbe lasciato ai due poco tempo per reagire o tentare di disfarsi dello stupefacente.
Lui, 28 anni, era già noto alle forze dell’ordine. Lei, 33 anni, è invece incensurata. Entrambi sono italiani.
La perquisizione ha permesso di scoprire un piccolo deposito di droga e munizioni.
Cocaina, hashish e proiettili
All’interno dell’abitazione i carabinieri hanno trovato 12 dosi di cocaina, già confezionate e presumibilmente destinate alla vendita al dettaglio.
Ma a catturare l’attenzione degli investigatori è stato soprattutto un altro involucro: un panetto di hashish del peso di 50 grammi, sul quale compariva l’etichetta «AKATSUKI HASH».
Il panetto era stato nascosto all’interno della lavatrice.
Nell’abitazione sono stati inoltre rinvenuti 11 proiettili calibro .38 Special e un proiettile calibro 7,65, finiti anch’essi sotto sequestro.
La coppia è stata arrestata e le indagini proseguono per ricostruire la provenienza dello stupefacente e delle munizioni.
Lo stesso «marchio» trovato a Capodimonte
Il particolare dell’etichetta assume un significato ancora più interessante se collegato a quanto accaduto appena il giorno precedente a Capodimonte.
I carabinieri della Stazione Napoli Capodimonte, impegnati nei servizi serali e notturni di controllo del territorio, avevano fermato in via Nicolardi una Renault Clio con tre persone a bordo.
Alla guida c’era un 32enne incensurato, mentre gli altri due occupanti avevano 30 anni ed erano anch’essi incensurati.
Durante la perquisizione dell’automobile, sotto il sedile del conducente, erano state trovate quattro buste contenenti complessivamente oltre 30 grammi di hashish e poco più di 10 grammi di marijuana. Una delle confezioni riportava la scritta «ALESSIO».
Il controllo era poi proseguito in caserma, dove i militari avevano trovato addosso al 32enne, nascosto negli slip, un panetto di hashish da 50 grammi con la stessa etichetta «AKATSUKI HASH».
La successiva perquisizione domiciliare aveva portato al ritrovamento di altri sei panetti di hashish, per quasi 90 grammi, oltre a circa 35 grammi di marijuana, materiale per il confezionamento e 360 euro in contanti.
Una droga «brandizzata» per attirare i giovani?
La scritta richiama chiaramente il nome dell’Akatsuki, l’organizzazione criminale immaginaria presente nella serie manga e anime Naruto.
Non è però possibile stabilire, sulla base dei soli sequestri, se si tratti di un vero e proprio marchio commerciale utilizzato per identificare una specifica partita di hashish, di una strategia di marketing illegale o semplicemente di una modalità di confezionamento adottata dagli spacciatori.
Il dato certo è che la stessa dicitura è comparsa in due sequestri effettuati a distanza di poche ore e in due aree diverse della provincia di Napoli.
Ed è proprio questo elemento ad avere attirato l’attenzione degli investigatori.
La scelta di utilizzare personaggi e simboli della cultura pop, particolarmente conosciuti tra i più giovani, potrebbe rappresentare un tentativo di rendere il prodotto più riconoscibile o accattivante, ma saranno le indagini a stabilire se dietro quei panetti esista un collegamento concreto.
Da Capodimonte a Varcaturo: la pista della partita di droga
La distanza tra Capodimonte e Varcaturo e la rapidità con cui è comparso lo stesso confezionamento rappresentano ora un elemento da approfondire.
I carabinieri dovranno verificare se i due episodi siano effettivamente collegati, se la droga provenga dallo stesso canale di approvvigionamento e se dietro la distribuzione dei panetti brandizzati ci sia una rete più ampia.
Per ora esistono due sequestri, due panetti da 50 grammi e una stessa etichetta.
Il resto dovrà essere ricostruito attraverso le indagini.
Di certo, dietro quella scritta apparentemente innocua per chi conosce il mondo degli anime, c’è una realtà molto diversa: una partita di hashish destinata al mercato dello spaccio e confezionata con un nome preso in prestito dall’immaginario di una delle serie più popolari tra le nuove generazioni.
E adesso quella stessa «firma» è comparsa a decine di chilometri di distanza.
Le indagini dei carabinieri proseguono.











