La Camera dei deputati ha approvato la proposta di legge che istituisce la Giornata nazionale “Enzo Tortora” in memoria delle vittime degli errori giudiziari, da celebrare ogni anno il 17 giugno, anniversario dell’arresto del celebre giornalista e conduttore televisivo, avvenuto nel 1983. Il provvedimento ha ottenuto 178 voti favorevoli, nessun voto contrario e 97 astensioni. Ora il testo dovrà essere esaminato dal Senato prima di diventare legge.
La scelta della data non è casuale. Quel 17 giugno di oltre quarant’anni fa segnò l’inizio di uno dei più clamorosi errori giudiziari della storia italiana.
Il caso Tortora, simbolo degli errori giudiziari
Enzo Tortora venne arrestato con l’accusa di associazione camorristica e traffico di droga sulla base delle dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia che, nel corso del processo, si rivelarono inattendibili.
Dopo una condanna in primo grado, il giornalista affrontò un lungo percorso processuale fino all’assoluzione piena con formula definitiva nel 1987, perché il fatto non sussisteva. La vicenda lasciò un segno profondo nel dibattito italiano sul rapporto tra giustizia, garanzie costituzionali e presunzione di innocenza.
Non solo Tortora: i numeri degli errori giudiziari in Italia
Il caso Tortora è diventato il simbolo di una questione che continua a interessare il sistema giudiziario italiano.
Secondo i dati elaborati sulla base delle relazioni del Ministero dell’Economia e delle Finanze e diffusi negli ultimi anni dall’Associazione Errori Giudiziari, dal 1991 al 2024 lo Stato italiano ha versato oltre un miliardo di euro tra risarcimenti per ingiusta detenzione e riparazioni dovute a errori giudiziari.
Nello stesso periodo sono state riconosciute oltre 31.000 vittime di ingiusta detenzione, persone finite in carcere o sottoposte a misure cautelari e poi risultate innocenti; centinaia di casi di errore giudiziario in senso stretto, ovvero condanne definitive successivamente annullate attraverso i procedimenti di revisione.
Si tratta di dati che alimentano da anni il confronto tra magistratura, avvocatura e politica sulla necessità di ridurre il ricorso alla custodia cautelare quando non strettamente indispensabile e di rafforzare le garanzie processuali.
Un dibattito ancora aperto
L’approvazione della proposta di legge non ha evitato il confronto politico.
I gruppi di maggioranza, insieme a Italia Viva e Azione, hanno votato a favore, mentre Partito Democratico, Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi-Sinistra hanno scelto l’astensione, spiegando di condividere il ricordo di Enzo Tortora ma manifestando perplessità sul testo e sulla sua impostazione.
Una giornata per ricordare il valore della giustizia
L’istituzione della Giornata nazionale non intende soltanto commemorare Enzo Tortora, ma richiamare l’attenzione sulle conseguenze che un errore giudiziario può avere sulla vita delle persone.
Un’accusa infondata, una custodia cautelare rivelatasi ingiustificata o una condanna poi annullata non producono soltanto effetti processuali: incidono sulla reputazione, sul lavoro, sui rapporti familiari e, spesso, sulla salute psicologica di chi le subisce.
La vicenda di Tortora continua a rappresentare uno dei richiami più forti al delicato equilibrio tra l’esigenza di perseguire i reati e il dovere dello Stato di garantire i diritti fondamentali di ogni cittadino. La proposta di legge approvata dalla Camera si inserisce proprio in questo solco: trasformare una delle pagine più dolorose della giustizia italiana in un’occasione annuale di riflessione sul valore delle garanzie costituzionali e sulla tutela degli innocenti.











