Parla piemontese nella vita quotidiana, scrive e canta in napoletano, vive in roulotte con la sua famiglia ed è riuscito a trasformare un brano nato sulle piattaforme digitali in un Disco di Platino. La storia di Valentino Casagrande, in arte Banfy, è una delle più insolite emerse negli ultimi anni nella musica italiana, perché mette insieme elementi che sembravano destinati a non incontrarsi: l’appartenenza alla comunità sinti, le radici del Nord Italia, il linguaggio della musica napoletana e la forza di TikTok come trampolino per una carriera discografica.
Ridurre Banfy a un semplice fenomeno virale, però, significherebbe fermarsi alla superficie. Dietro milioni di streaming e contenuti condivisi c’è un percorso che racconta come la musica pop stia cambiando, abbattendo confini geografici, linguistici e culturali.
Un artista fuori dagli schemi
Banfy non proviene dai tradizionali circuiti dell’industria musicale. È cresciuto nella comunità sinti piemontese, una realtà raramente rappresentata nel panorama discografico nazionale, e ha costruito la propria identità artistica senza rinunciare alle proprie origini.
La scelta più sorprendente riguarda però la lingua.
Pur essendo piemontese, ha deciso di esprimersi artisticamente in napoletano, trasformandolo nella lingua con cui raccontare emozioni, relazioni e sentimenti. Una scelta che non appare costruita a tavolino per intercettare una moda, ma che nasce da un’autentica identificazione con una cultura musicale che sente propria.
In un periodo storico in cui i dialetti stanno vivendo una nuova stagione nel pop italiano, Banfy rappresenta un caso quasi unico: non utilizza il napoletano come elemento folkloristico o citazione estetica, ma come linguaggio naturale della propria musica.
“BAM BAM”: il tormentone diventato Disco di Platino
L’esplosione arriva con “BAM BAM”, realizzata insieme a Sheridan.
Il brano nasce sulle piattaforme digitali, conquista TikTok grazie alla sua immediatezza e diventa rapidamente uno dei tormentoni più condivisi del momento.
Ma ciò che distingue Banfy da molti altri artisti esplosi sui social è la capacità di trasformare quella viralità in risultati concreti.
Il pubblico continua ad ascoltare il brano anche fuori dalle piattaforme social, portandolo ai vertici dello streaming fino alla certificazione di Disco di Platino.
È un passaggio tutt’altro che scontato.
Molti successi nati online si consumano nell’arco di poche settimane; “BAM BAM”, invece, dimostra una capacità di permanenza che pochi fenomeni digitali riescono a ottenere.
Il riconoscimento dell’industria musicale
Il successo di Banfy non passa inosservato.
Negli ultimi anni arrivano collaborazioni importanti e attestati di stima da parte di artisti affermati.
Tra questi il duetto con Nek, l’apprezzamento pubblico di Lorenzo Jovanotti, le citazioni da parte di rapper come Shiva e Anna, fino alla versione internazionale di “BAM BAM” realizzata con Dimitri Vegas & Like Mike e Gabry Ponte, che porta il brano anche nei circuiti della dance internazionale.
È la dimostrazione che dietro un fenomeno nato su TikTok esiste un artista capace di dialogare con mondi musicali differenti.
“Lady Laura”: il passaggio dalla viralità alla maturità artistica
Con “Lady Laura”, pubblicato per Island, Banfy affronta probabilmente la sfida più delicata della sua carriera.
Il nuovo singolo non cerca di replicare semplicemente il successo di “BAM BAM”, ma prova a mostrare un’evoluzione.
La canzone è costruita come una serenata contemporanea, dove italiano e napoletano convivono all’interno di una scrittura semplice, diretta e profondamente popolare.
L’apertura del brano è già una dichiarazione d’intenti:
“Troppo bella te fai guardà, non sei pronta pe te ‘nnammurà”.
L’intero testo si sviluppa come un corteggiamento spontaneo, privo di artifici, nel quale il linguaggio quotidiano diventa materia musicale.
Anche versi come:
“Amò sei bella come un Porsche, mi mandi ko”
oppure
“L’amore spezzerà le catene si due core si vogliono bene”
mostrano il desiderio dell’artista di raccontare l’amore senza filtri letterari, mantenendo quella spontaneità che ha caratterizzato fin dall’inizio il suo modo di scrivere.
Il napoletano come lingua dell’identità
Uno degli aspetti più interessanti del percorso di Banfy riguarda proprio la lingua.
In un panorama musicale sempre più contaminato da slang e dialetti, il suo caso assume un significato particolare.
Non canta in napoletano perché è nato a Napoli.
Lo fa perché quella lingua rappresenta, artisticamente, il modo più naturale attraverso cui riesce a esprimersi.
È una scelta che dimostra come oggi le identità culturali siano sempre meno legate ai confini geografici.
La musica, in questo senso, diventa uno spazio nel quale appartenenze differenti possono convivere senza contraddirsi.
Un successo che racconta anche l’Italia di oggi
La storia di Banfy ha anche un valore sociale.
Un giovane sinti, cresciuto lontano dai grandi centri dell’industria musicale e ancora oggi legato a uno stile di vita distante dagli stereotipi della popstar, riesce a conquistare milioni di ascoltatori senza rinunciare alla propria identità.
In un Paese dove la comunità sinti viene spesso raccontata soltanto attraverso cronaca e pregiudizi, il suo percorso mostra un’altra prospettiva: quella del talento che emerge senza dover nascondere le proprie origini.
Oltre il fenomeno TikTok
Molti artisti diventati celebri grazie ai social faticano a costruire una carriera duratura.
La sfida di Banfy è proprio questa.
Con “Lady Laura” prova a dimostrare che dietro il successo di un tormentone esiste una direzione artistica precisa.
Il singolo conserva l’immediatezza che ha reso riconoscibile “BAM BAM”, ma la inserisce in una struttura più radiofonica e melodica, cercando una continuità che vada oltre la logica del contenuto virale.
È un passaggio decisivo per qualsiasi artista nato nell’epoca delle piattaforme.
Un’identità artistica ormai riconoscibile
Oggi Banfy rappresenta uno dei casi più singolari del panorama pop italiano.
La sua musica attraversa mondi differenti: TikTok, radio, streaming, dance internazionale e tradizione melodica.
Il suo percorso dimostra che la viralità può diventare una carriera quando è sostenuta da un’identità autentica e riconoscibile.
Con “Lady Laura”, Valentino Casagrande non cerca semplicemente di replicare un successo passato, ma prova a consolidare un progetto artistico che unisce culture, lingue e percorsi di vita apparentemente lontani.
In un mercato musicale in continua evoluzione, Banfy è la dimostrazione che oggi il talento può nascere ovunque: in una roulotte, lontano dai riflettori dell’industria, parlando piemontese e scegliendo il napoletano come lingua delle emozioni. È proprio questa combinazione, improbabile solo in apparenza, a renderlo una delle voci più originali emerse negli ultimi anni nella musica italiana.










