Chiuso nell’arco di poche ore il cerchio delle indagini volte a far luce sul duplice omicidio di due donne, una 29enne del casertano e una 49enne di origini ucraine, i cui corpi sono stati rinvenuti la scorsa notte in un cantiere abbandonato nel comune vesuviano di Pollena Trocchia.
I carabinieri sono giunti sul posto, insieme alla scientifica, poco prima dell’una di lunedì 18 maggio, in seguito alla segnalazione di due cadaveri. I corpi delle donne erano sul pavimento del piano seminterrato del palazzo in costruzione e sarebbero precipitate da due differenti piani ascensore.
Un uomo, un 48enne originario di Sant’Anastasia, è stato sottoposto a fermo, in seguito a un interrogatorio, al culmine del quale avrebbe confessato il duplice omicidio. Dopo le formalità di rito è stato trasferito nel carcere di Poggioreale, in attesa dell’udienza di convalida del fermo.
Il duplice omicidio si è consumato in un cantiere era abbandonato da circa trent’anni e che da tempo immemore è adibito a luogo di ritrovo per coppiette, ma anche per i senzatetto e i giovani alla ricerca di un posto tranquillo dove consumare alcool e droga. La struttura avrebbe dovuto ospitare un complesso di edilizia popolare mai completato e col tempo si era trasformata in un luogo di degrado e isolamento.
L’allarme è stato dato da una coppia che si trovava in zona al momento di uno dei due presunti omicidi: i due hanno visto l’uomo entrare nel cantiere con una donna per poi uscire da solo, con una borsetta in mano. Il 48enne avrebbe assassinato le due donne dopo aver consumato dei rapporti sessuali, ciascuno culminato con una lite al momento del pagamento.
L’area del ritrovamento è stata sequestrata per consentire ulteriori accertamenti tecnici e medico-legali. Saranno le autopsie, disposte dalla Procura, a stabilire con precisione le cause della morte e il momento esatto in cui le donne sarebbero state uccise.
Il caso ha riportato l’attenzione anche sul degrado di molte strutture incompiute presenti nell’area metropolitana di Napoli, spesso trasformate in rifugi di fortuna o luoghi sottratti a qualsiasi controllo. Proprio quel cantiere abbandonato di Pollena Trocchia, fermo da decenni, sarebbe diventato nel tempo un simbolo di abbandono e marginalità.











