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I gamer nel mirino: perché nel 2026 potrebbero essere il prossimo bersaglio dei cyberattacchi

Redazione Napolitan di Redazione Napolitan
13 Aprile, 2026
in Non solo hobby
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Videogame, social e overboard: è allarme giovani in Campania
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Chi è appassionato di videogiochi da qualche anno dovrebbe già averlo capito: un account pieno di skin rare, ore di progressi e carte di pagamento collegate è un bersaglio molto appetibile per i cybercriminali. 
Se mai ce ne fosse bisogno, i primi numeri del 2026 lo confermano con forza.

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Un settore sotto attacco: i dati aggiornati

Secondo il Rapporto Clusit 2026, pubblicato a marzo, nel 2025 si sono contati 507 incidenti gravi di cybersecurity, con un aumento del +42% rispetto all’anno precedente. L’Italia rappresenta il 9,6% degli attacchi mondiali registrati, a fronte di un misero 0,7% della popolazione globale. Il cybercrime, cioè il mondo dei crimini digitali inteso nel senso più ampio, è colpevole di circa il 61% degli episodi, mentre gli attacchi DDoS, ovvero quelli che sommergono di richieste una connessione per bloccarla completamente, pesano ben il 38,5% del totale nazionale (contro il 6,4% della media mondiale).
Numeri che non riguardano solo banche o aziende ma toccano sempre più anche chi passa serate su Discord, Twitch o in partite “ranked” su Valorant e Fortnite.

Perché i gamer sono un target così interessante

I motivi sono tre e frutto della concretezza tipica delle organizzazioni criminali.
Primo, gli account hanno un valore economico misurabile e fungibile. Skin, valute virtuali, battle pass (i pass a pagamento necessari per sbloccare contenuti speciali) e metodi di pagamento salvati possono valere centinaia o migliaia di euro. Dopo il furto, finiscono sul dark web in poche ore, dimostrandosi asset facilmente liquidabili.
Secondo, le comunità online sono gigantesche e spesso caratterizzate da una fiducia verso il prossimo fin troppo elevata. Su gruppi Telegram, Discord o forum italiani si condividono link, mod (modifiche create dai giocatori stessi) e “offerte imperdibili” che diventano il veicolo perfetto per le truffe.
Terzo, tanti gamer usano dispositivi connessi in casa, PC, console, TV box Android, che possono finire dentro una botnet, reti di computer e dispositivi infettati e controllati a distanza dagli hacker, come BadBox 2.0, già segnalata nei report del 2025-2026. Un solo dispositivo compromesso può aprire la porta a tutta la rete internet della famiglia.

Le minacce più comuni contro i gamer

Il phishing, cioè le truffe in cui i criminali inviano messaggi privati fingendo di essere rappresentanti di aziende per rubare password e dati, resta il cavallo di battaglia. Questo schema truffaldino, potenziato dall’AI, riesce ad andare a segno con maggiore efficacia grazie a messaggi sempre più personalizzati e credibili. 
Poi ci sono gli account takeover, ovvero i casi in cui un hacker prende il controllo completo dell’account, dove basta una password riutilizzata o un click sbagliato per perdere la propria identità da gamer.
Non mancano le fake mod (modifiche dei giochi create apposta per infettare i dispositivi) e gli aggiornamenti taroccati per giochi come Minecraft, GTA V o Roblox. Scarichi quello che sembra un miglioramento grafico e ti ritrovi un malware che ruba le credenziali o trasforma il tuo PC in un nodo di botnet.
Le truffe create con l’aiuto dell’intelligenza artificiale sono in forte crescita: voci sintetiche o chatbot che fingono di essere amici di clan o “helper” per chiedere dati e “boostare” (migliorare velocemente) l’account. La Polizia Postale ha gestito nel 2025 oltre 9.250 eventi di computer crime, con migliaia di segnalazioni legate a phishing e frodi su piattaforme di gaming e intrattenimento.

Come difendersi

Uno degli strumenti più utili per proteggersi da questi rischi è la VPN per il gaming, un servizio che crea un collegamento sicuro per proteggere i dati dell’utente ogni volta che gioca online. Non è utile solo per ridurre il lag (il ritardo nella risposta del gioco ai comandi del controller) o sbloccare server, essendo uno strumento di difesa concreto.
I dati trasmessi sono resi illeggibili da un algoritmo crittografico, inoltre la VPN nasconde il tuo indirizzo IP reale e rende molto più difficili gli attacchi DDoS. Su reti pubbliche (LAN party, Wi-Fi degli hotel, campus universitari) impedisce le intercettazioni e gli attacchi man-in-the-middle.

Altre contromisure utili

Una buona VPN per il gaming è un tassello fondamentale di una protezione completa. Ma non basta da sola: servono anche autenticazione a due fattori, password uniche per ogni piattaforma, mod scaricate solo da fonti ufficiali e una sana diffidenza verso “skin gratis” e offerte troppo belle per essere vere.
Oggi i gamer non sono più semplici appassionati: sono bersagli. Account ricchi di oggetti di valore, ore e ore passate online e spesso poca attenzione ai rischi li rendono prede ideali. Una VPN per il gaming, unita a qualche accortezza in più, può davvero fare la differenza e salvare il tuo account.

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