L’ennesima morte prematura e violenta macchia il selciato delle strade di Ponticelli, quartiere della periferia orientale di Napoli, teatro di un agguato all’alba di martedì 7 aprile, in cui ha perso la vita il 20enne Fabio Ascione.
I sicari sarebbero entrati in azione a bordo di un’automobile e non su uno scooter, come inizialmente era stato riferito. Ignoti avrebbero esploso diversi colpi d’arma da fuoco dal finestrino dell’automobile, nei pressi del bar “Lively” in via Carlo Miranda, strada che costeggia il cosiddetto “Parco di Topolino”, quartier generale del clan De Micco. Complice la giornata di Pasquetta che volgeva al termine, nei pressi del bar, al momento degli spari, erano presenti numerosi giovani, tra quali anche la vittima, Fabio Ascione, 20 anni, incensurato, raggiunto da un proiettile al petto che non gl avrebbe lasciato scampo. Il 20enne è deceduto poco dopo l’arrivo al pronto soccorso dell’ospedale Villa Betania.
Fabio Ascione si era trattenuto all’esterno del bar ubicato poco distante dalla sua abitazione, al termine della serata di lavoro. Il giovane lavorava già da diverso tempo al Bingo di Cercola.
Amici e familiari non hanno dubbi: Fabio sarebbe vittima di uno scambio di persona.
Gli inquirenti non si sbilanciano, anche tenendo conto del vincolo di parentela del 20enne con un soggetto legato agli ambienti malavitosi del quartiere, seppure Fabio Ascione risulti estraneo alle dinamiche camorristiche. Tuttavia, le modalità di esecuzione dell’agguato restano al vaglio dei carabinieri.
L’unico dato certo è lo sconcerto che la notizia ha seminato tra gli abitanti del quartiere, addolorati per l’ennesima morte violenta di un giovane che viene descritto come un ragazzo lontano dalle logiche camorristiche, impegnato a costruirsi un futuro semplice e normale, fatto di valori e sogni genuini: un lavoro, gli amici, la famiglia. Una vita normale, spezzata da un colpo di pistola che ha squarciato il silenzio della notte e ha introdotto l’ennesima morte violenta che sembra essere maturata per effetto di quello che a tutti gli effetti appare un agguato di matrice camorristica. Un dato di fatto che concorre ad infittire il mistero.
Saranno le indagini in corso a far luce sulla vicenda, quello che resta oggi, a poche ore di distanza dall’ennesimo omicidio di un giovane ragazzo, sono la rabbia, il dolore l’impotenza di chi è stanco di vivere in un quartiere segnato dalle logiche violente.











