Si è concluso all’alba l’ultimo servizio Alto impatto dei carabinieri del Comando Provinciale di Napoli, con controlli mirati nei quartieri della movida partenopea, dal centro storico ai Quartieri Spagnoli. Obiettivo principale: monitorare l’uso di sostanze stupefacenti tra i giovani frequentatori della vita notturna.
Lo scenario che i militari incontrano è spesso ricorrente: vicoli poco illuminati, bottiglie rotte a terra e pusher in agguato a distanza. Anche un piccolo spinello, infatti, è spesso il filo che collega al mondo dell’illegalità e del degrado, soprattutto quando coinvolge ragazzi e minorenni.
Questa notte, durante i controlli del Nucleo Operativo Napoli Centro, quattro giovani sono stati segnalati alla Prefettura per il possesso di modiche quantità di hashish e marijuana. I ragazzi non si conoscono tra loro, ma la loro reazione è pressoché identica: “Tranquillo, è per uso personale!”. Una frase che, più che una giustificazione, rivela una scarsa consapevolezza dei rischi legati al consumo di droga.
Secondo la legge italiana sulle sostanze stupefacenti, il possesso per uso personale costituisce un illecito amministrativo, non un reato penale. Ciò non significa però che sia privo di conseguenze. Dopo la segnalazione, la Prefettura convoca l’interessato per un colloquio con un funzionario e un assistente sociale, durante il quale vengono illustrate le possibili conseguenze legali e sanitarie, e valutata la situazione personale del giovane.
Nei casi meno gravi, soprattutto se si tratta della prima segnalazione e la quantità di droga è minima, l’iter può concludersi con un semplice invito a non fare più uso di sostanze. In altri casi, il Prefetto può disporre sanzioni amministrative: sospensione della patente, del passaporto o del porto d’armi per un periodo da uno a dodici mesi. Inoltre, chi ne abbia bisogno può essere indirizzato ai servizi territoriali per le dipendenze, che offrono supporto sanitario, psicologico ed educativo.
Negli ultimi venti giorni, i carabinieri del comando provinciale hanno effettuato servizi anti-movida in tutta la provincia, controllando circa 1.100 persone. Di queste, 38 ragazzi sono stati segnalati alla Prefettura, ossia circa uno ogni 30 controllati, confermando come l’attenzione delle forze dell’ordine rimanga alta, soprattutto verso i giovani.











