A Ponticelli, quartiere della periferia orientale di Napoli, decine di mamme dell’Istituto Comprensivo 88 “Eduardo De Filippo” nel rione Conocal hanno deciso di occupare la scuola per denunciare le gravi condizioni in cui versa l’edificio, chiuso dallo scorso 19 dicembre a causa di bagni inagibili e problemi strutturali. Circa 350 alunni, tra cui 35 con disabilità grave, sono rimasti senza lezioni, costringendo i genitori a cercare soluzioni alternative spesso inadeguate.
Questa sarà la seconda notte che i genitori trascorreranno nelle aule, proseguendo una protesta pacifica e simbolica, presidiando il plesso dichiarato inagibile per sollecitare un intervento immediato del Comune di Napoli. Gli striscioni e le richieste delle famiglie puntano all’assegnazione del plesso “gemello”, ristrutturato con fondi Pnrr, ma mai reso disponibile, stando a quando spiegato stamane dall’assessore all’istruzione del Comune di Napoli, Maura Striano, che si è recata personalmente nell’istituto scolastico nel rione Conocal, l’amministrazione starebbe “cercando di recuperare il foglio da firmare per dichiarare la fine dei lavori” e rendere la scuola accessibile ai piccoli alunni.
Il presidio ha trovato supporto anche tra gli insegnanti, che hanno inviato una lettera aperta al Ministro dell’Istruzione, Giuseppe Valditara, denunciando gestione carente e anomalie organizzative. Nel rione Conocal, quella scuola è vista come un baluardo contro la dispersione e le difficoltà sociali, oltre che un presidio di legalità e inclusione. L’unico barlume di speranza in un contesto contornato da degrado e criminalità, in cui scarseggiano alternative sane soprattutto per bambini e ragazzi.
Da diverse ore, pur di mantenere alta e viva l’attenzione sul problema che grava sulla quotidianità dei loro figli, le madri si stanno alternando, coprendo turni pur di non lasciare il plesso incustodito, in attesa di un intervento tempestivo e risolutivo, utile a mettere fine a una situazione paradossale che impone ai bambini di restare a casa, vedendosi negare il diritto all’istruzione, malgrado sotto i loro occhi ci sia una struttura scolastica nuova, funzionante e dotata di tutti “i benefici” di cui è sprovvista la scuola attualmente occupata: bagni e riscaldamenti funzionanti, in primis.
Le mamme trascorreranno questa notte anche dentro le aule dell’edificio per portare avanti il presidio permanente. Si accingono ad andare incontro all’ennesima notte insonne, segnata dal freddo e dal disagio, pur di rivendicare il diritto allo studio, alla sicurezza e alla continuità educativa per i loro bambini.
Le mamme dell’istituto De Filippo a Ponticelli continuano a presidiare la scuola occupata, alternandosi in turni nonostante le condizioni precarie: assenza di riscaldamento, acqua e blackout. La protesta è iniziata il 19 dicembre, quando i bambini sono stati costretti a restare a casa a causa di bagni inagibili, infiltrazioni e termosifoni spenti. Le alternative, come il plesso “Madonnelle”, non sono adatte, soprattutto per i bambini con disabilità. Il presidio delle mamme va oltre la protesta: è un grido simbolico e concreto contro la trascuratezza istituzionale, volto a garantire diritto allo studio, sicurezza e futuro migliore ai figli, chiedendo interventi immediati delle autorità.











