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Uno studio svedese durato 25 anni dimostra che il formaggio riduce il rischio di demenza

Redazione Napolitan di Redazione Napolitan
20 Dicembre, 2025
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Uno studio svedese durato 25 anni dimostra che il formaggio riduce il rischio di demenza
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Un nuovo studio di lunga durata proveniente dalla Svezia ha acceso l’interesse di nutrizionisti e appassionati di formaggio in tutto il mondo, suggerendo che il consumo regolare di formaggio ad alto contenuto di grassi potrebbe essere associato a un rischio più basso di sviluppare demenza nel corso della vita. La ricerca, pubblicata sulla prestigiosa rivista scientifica Neurology, ha analizzato per circa 25 anni i dati di oltre 27.000 adulti, evidenziando possibili correlazioni tra abitudini alimentari e salute cerebrale nel lungo periodo. 

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La ricerca ha preso avvio in Svezia, con un gruppo di 27.670 partecipanti – con un’età media di circa 58 anni all’inizio dell’indagine – che sono stati seguiti per un arco di tempo di un quarto di secolo. I volontari hanno compilato questionari dettagliati sulle loro abitudini alimentari, annotando ciò che consumavano normalmente e rispondendo a domande sulla frequenza e modalità dei pasti. Nel corso del follow‑up, 3.208 persone hanno sviluppato demenza, e gli scienziati hanno confrontato questi casi con il tipo e la quantità di alimenti consumati dai partecipanti. 

Una delle principali scoperte dello studio riguarda proprio il formaggio ad alto contenuto di grassi – definito come prodotto con più del 20% di grassi – come varietà di cheddar, brie, gouda e altre tipologie simili. Secondo i risultati: chi consumava almeno 50 grammi di formaggio ad alto contenuto di grassi al giorno (circa due fette) mostrava un rischio complessivo di demenza inferiore del 13% rispetto a chi ne consumava meno di 15 grammi quotidianamente; il rischio di demenza vascolare, una forma legata a problemi di circolazione sanguigna nel cervello, risultava addirittura ridotto del 29% tra i consumatori più assidui. 

Questi risultati sono stati osservati anche tenendo conto di fattori come età, sesso, livello di istruzione e qualità generale della dieta, rafforzando l’associazione statistica tra formaggio ad alto contenuto di grassi e minor rischio di deterioramento cognitivo nel tempo. 

Un aspetto importante riguarda il tipo di latticini consumati: lo studio non ha trovato un legame protettivo significativo per formaggi e prodotti a basso contenuto di grassi, latte o altri prodotti fermentati come yogurt o kefir. Allo stesso modo, il consumo di panna ad alto contenuto di grassi è stato associato a un rischio di demenza inferiore del 16% rispetto a chi non ne consumava affatto, suggerendo che non tutti i prodotti lattiero‑caseari influenzano il cervello nello stesso modo. 

Gli autori della ricerca, tra cui l’epidemiologa nutrizionista Emily Sonestedt dell’Università di Lund, sottolineano che si tratta di uno studio osservazionale, cioè di un’analisi di associazioni nel tempo e non di una prova di causalità diretta. Ciò significa che, sebbene il consumo di formaggio ad alto contenuto di grassi sia risultato associato a un minor rischio di demenza, non si può concludere con certezza che sia stato il formaggio a “proteggere” il cervello. Altri fattori – come l’attività fisica, il resto della dieta, lo stato socio‑economico o abitudini di vita generali – possono aver avuto un ruolo significativo. 

Molti esperti richiamano all’importanza di considerare il quadro complessivo della salute: attività fisica regolare, dieta equilibrata, gestione della pressione sanguigna e mantenimento di un peso sano sono tutti elementi ben documentati nella ricerca scientifica come fattori che aiutano a ridurre il rischio di demenza più di quanto non possa fare un singolo alimento. 

Lo studio non invita a consumare quantità eccessive di formaggio in modo incontrollato, soprattutto considerando che prodotti ad alto contenuto di grassi possono influenzare negativamente livelli di colesterolo e salute cardiovascolare se consumati in eccesso. Tuttavia, i risultati suggeriscono che inserire con moderazione varietà di formaggio ad alto contenuto di grassi in una dieta equilibrata potrebbe non essere incompatibile con la salute cerebrale, soprattutto nel contesto di uno stile di vita sano. 

In sintesi, benché il formaggio non sia una “cura” o una protezione garantita contro la demenza, questa lunga indagine svedese aggiunge un pezzo interessante al mosaico delle abitudini alimentari che possono correlarsi con una salute cognitiva migliore nel corso della vita.

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