La Corte d’Appello dell’Aquila ha respinto il ricorso presentato dai legali della cosiddetta “famiglia nel bosco”, confermando l’ordinanza del Tribunale per i Minorenni che aveva disposto il collocamento dei tre figli minori in una casa famiglia a Vasto e la sospensione della responsabilità genitoriale dei genitori, Nathan Trevallion e Catherine Birmingham.
La vicenda riguarda una famiglia anglo‑australiana che fino a novembre 2025 viveva in un bosco nei pressi di Palmoli (Chieti), in condizioni ritenute dalle autorità carenti sotto il profilo educativo, sanitario e relazionale. In seguito a un lungo procedimento giudiziario, i tre bambini – due gemelli di sei anni e una bambina di otto – erano stati trasferiti il 20 novembre scorso in una struttura protetta a Vasto.
Con il rigetto del ricorso, i giudici di secondo grado hanno confermato che i minori non torneranno nell’abitazione familiare nemmeno durante le festività natalizie e resteranno nella casa famiglia di Vasto, dove già si trovano da settimane. In base alla decisione, la madre potrà restare con i figli per alcuni momenti della giornata, come i pasti, ma il ritorno dei bambini a casa non è stato ritenuto possibile alla luce delle valutazioni tecniche e sociali che avevano portato al primo provvedimento.
La decisione della Corte d’Appello è stata motivata dalla necessità di osservare un ulteriore periodo di valutazione dei progressi dei bambini in termini di scolarizzazione e socializzazione e di verificare la loro capacità di adattarsi alla vita di gruppo in un contesto educativo più strutturato rispetto alla vita isolata nel bosco.
La notizia ha suscitato reazioni anche a livello politico e istituzionale, con critiche da parte di esponenti di governo secondo cui la decisione giudiziaria sarebbe un eccesso di intervento statale nei confronti della famiglia. Al contrario, gli operatori coinvolti nella tutela dei minori hanno sottolineato l’importanza di garantire ai bambini condizioni di vita che favoriscano sicurezza, salute e relazioni sociali con i coetanei.
La vicenda della “famiglia nel bosco” resta uno dei casi di cronaca più discussi dell’anno, stimolando un ampio dibattito pubblico sul confine tra scelte di vita alternative e dovere di tutela dell’infanzia, nonché sul ruolo dei servizi sociali e della magistratura nelle decisioni che riguardano i minori.











