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 Cucina italiana Patrimonio UNESCO: dove gustarla nel mondo

Redazione Napolitan di Redazione Napolitan
11 Dicembre, 2025
in Non solo hobby
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La cucina italiana è ufficialmente riconosciuta dall’UNESCO come patrimonio culturale immateriale dell’umanità, un traguardo che valorizza tradizione, creatività, passione e saperi che da generazioni si tramandano. Questo riconoscimento rappresenta non solo un onore per l’Italia, ma anche una grande opportunità per condividere la nostra cultura gastronomica con il mondo.

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I ristoranti italiani all’estero diventano veri e propri ambasciatori di questa eccellenza. Ecco un tour culinario nel mondo.

New York City, tra leggende e avanguardia 

I Cavallini (Credits Ben Hon)

New York City rappresenta un vero e proprio microcosmo della cucina italiana, capace di raccontare una storia di tradizione e innovazione costante. Qui l’Italia non è solo un riferimento gastronomico, ma una presenza viva e pulsante, dai classici ristoranti italo‑americani alle nuove proposte che reinterpretano i sapori regionali con creatività. Tra i più leggendari, Torrisi porta a Mulberry Street, nel cuore di Nolita, una versione contaminata della tradizione, con influenze americane, francesi e persino caraibiche, e, nel periodo natalizio, il panettone ispirato alla città., con canditi di mela, caramello, nocciole, cannella, amaretto e streusel al caffè. Per chi vuole optare per una cucina più rustica, Borgo, nei pressi di Madison Square Park, propone risotto con animelle, crostini con patè di fegato e una polenta con farina di mais macinata a Brooklyn. Altri locali storici come Monte’s Trattoria, aperto nel 1918, o Emilio’s Ballato raccontano la storia della diaspora italiana: qui la cucina è generosa, calorosa, fatta di porzioni abbondanti e di piatti come pasta al forno, salsiccia e friarielli o trippa, preparati secondo ricette tramandate da decenni. Al tempo stesso, funzionano aperture più recenti, come Sistina nell’Upper East Side ideato da Giuseppe Bruno e Bar Pitti, che dal 2000 conquista le celebrity con i suoi piatti di pasta. A Williamsburg, oltre a grandi classici come “il re del sugo” Bamonte’s, il place to be è I Cavallini: nato nell’estate 2025 come spin off di The Four Horsemen, il locale è spazioso e assolutamente aesthetic, grazie alle scelte della designer Amy Butchko, e il menù è contemporaneo e attento alle eccellenze regionali, come nervetti e gnocchetti sardi, ma non mancano contorni come peperoni marinati e drink insoliti come il Pomozoni, a base di gin e datterini gialli, e Doladira, l’aperitivo alpino dal sapore rinfrescante ed erbaceo, che in questo caso viene servito con una spruzzata di limone e sale. Persino Staten Island attira viaggiatori gourmet da tutto il mondo grazie a Enoteca Maria, che ha ispirato la serie Netflix dedicata alla cucina delle nonne. Tanti anche i ristoranti italiani negli hotel, come Casa Tua presso The Surrey e Café Carmellini presso The Fifth Avenue Hotel. Per approfondire la conoscenza della cucina italiana a New York, niente di meglio di un walking tour, come quelli lungo Arthur Avenue, nel Bronx, o a Little Italy. 

Le eccellenze italiane a La Mamounia, Marrakech

La cucina italiana non poteva mancare in un santuario enogastronomico come La Mamounia, leggendario hotel di Marrakech. Recentemente rinnovato nel design grazie al progetto del duo Jouin Manku e nella proposta grazie al nuovo chef Simone Zanoni, L’Italien porta a Marrakech l’eleganza della cucina italiana contemporanea. Un giardino d’inverno sempre luminoso e arieggiato, con dettagli in marmo, arredi curati nei minimi dettagli e piastrelle affrescate che ricreano il tipico paesaggio mediterraneo, il ristorante celebra la materia prima, grazie alla scelta dei prodotti e alle tecniche apprese da Zanoni durante la sua carriera nella ristorazione stellata. Dopo entrée sfiziosi come vitello tonnato e arancini con riso allo zafferano marocchino, si prosegue con gli spaghetti “Mamounia”ai tre pomodori e basilico o con le pappardelle al ragù bianco, gli agnolotti di vitello con crema di parmigiano al tartufo, il profumatissimo risotto alla milanese con ossobuco o la parmigiana di melanzane, mentre tra i secondi non manca la cotoletta alla milanese. Imperdibili anche le specialità al forno a legna, tra cui anche le pizze gourmet (per i più curiosi, la ‘Nduja e pecorino). Non ci si alza dal tavolo senza un buon dessert: da provare la creme brulée allo zafferano dell’Aquila DOP e il tiramisù. Menzione d’onore anche per la carta dei vini e per i cocktail ricercati anche nelle versioni alcohol-free, vermouth e digestivi, tra cui la selezione esclusiva di grappe Nonino x La Mamounia.

La cucina italiana sorprende a Vienna: trattorie, tanta Toscana e una pizza premiata

Via Toledo Enopizzeria

A Vienna, la cucina italiana è celebrata con passione e varietà, rappresentando un autentico ponte culturale. I ristoranti italiani della capitale austriaca spaziano dalle raffinate proposte di cucina gourmet alle trattorie più rustiche e familiari. Tra le eccellenze da non perdere per assaporare i veri gusti della penisola ci sono Cantinetta Antinori, punto di riferimento per la cucina fiorentina e toscana d’eccellenza, rinomata per i suoi vini e piatti iconici come la bistecca alla fiorentina; Trattoria Martinelli, un classico della città che propone autentiche ricette da trattoria, con ingredienti importati direttamente dall’Italia; Masaniello, specializzato nella tradizione napoletana, con una vasta selezione di pizze e piatti regionali. Non meno interessanti sono Il Melograno, che porta in tavola la cucina italiana raffinata con radici pugliesi e grande attenzione alla qualità degli ingredienti, e Trattoria Riva Officina, che unisce i sapori di diverse regioni d’Italia in un ambiente da trattoria, e ancora Wetter, che completa il panorama della ristorazione italiana in città. Volete provare la migliore pizza d’Europa fuori dall’italia? Basta andare nell’ottavo distretto da Via Toledo Enopizzeria di Francesco Calò, premiata nel 2024 agli “50 Top Pizza Europe Awards” e confermata in top 3 quest’anno grazie a un’interpretazione creativa della classica Marinara, con origano pugliese, aglio di Voghiera di alta qualità e filetti di pomodoro Datterino, che vengono rosolati in padella prima di essere adagiati sulla pizza.

Tra osterie e farm to table: le migliori proposte in Sudafrica

La Sosta a Swellendam e Ciro’s a Johannesburg.

In Sudafrica ci sono molti più ristoranti italiani di quanto ci si aspetti. Partendo da Cape Town, dove Scala Pasta / Bar a Bo-Kaap è ormai un’istituzione, grazie ai suoi piatti di pasta fresca tra cui la celebre carbonara, alle lezioni di cucina e all’aperitivo con cicchetti, negroni e vini. Il rito dell’aperitivo e della condivisione è anche alla base della filosofia di Villa 47 su Bree Street, un ambiente rilassato dove si respira la tipica atmosfera della golden hour, tra spritz, vini, taglieri, ottimi piatti di pasta e piatti della tradizione romana, come saltimbocca e abbacchio. Vale la pena spingersi fuori città e più precisamente nell’Overberg per provare La Sosta a Swellendam, una guesthouse di campagna con ristorante gestito da una giovane coppia calabrese-sudafricana che punta tutto sulla stagionalità degli ingredienti reperiti da fornitori locali, alla base di piatti molto apprezzati come i risotti, le paste ripiene e gnocchi. A Johannesburg, nel quartiere trendy di Rosebank, ad aprile ha aperto Pink Mama’s, un locale “al fresco” con un’ampia proposta di pizze, paste, carni e fritti, mentre Ciro’s a Parktown – uno scenografico ristorante dal design contemporaneo e splendidi tavoli esterni sotto gli alberi di jacaranda – è ottimo per chi predilige piatti di pesce e vegetali. A Bryanston (Sandton), Gemelli, guidato dallo chef e fondatore Alessandro Mosupi Khojane cresciuto a Roma, unisce invece la cucina della capitale con quella sudafricana. I piatti romani sono protagonisti anche a Durban da La Lupa, con vista sull’oceano indiano. 

Philadelphia, le radici americane della cucina italiana

Italian Market_Credit Kyle Huff

Philadelphia è una delle capitali di spicco dell’autentica cucina italiana, radicata in una storia di immigrazione secolare che si manifesta in luoghi chiave. Il celebre Italian Market ne è l’esempio più vivo, essendo il più antico mercato all’aperto ininterrottamente operativo negli USA. Alla fine del 1800, gli immigrati italiani aprirono qui attività commerciali, molte di queste ancora operative e gestite dall’attuale generazione delle stesse famiglie, i cui cognomi italiani sono ancora ben visibili sulle insegne. All’interno del mercato e nei quartieri legati alla comunità italo-americana si trovano da decine di anni istituzioni del gusto come Ralph’s Italian Restaurant, Di Bruno Bros., Claudio Specialty Foods, Isgro Pastries e Villa di Roma: botteghe, gastronomie e ristoranti che ancora oggi offrono prodotti e piatti della tradizione italiana, dai formaggi e salumi d’importazione, alla pasta fatta a mano, ai dolci tipici, fino ai piatti classici italo-americani. Questa rete vive e tramanda una cultura della cucina che riguarda non solo il consumo occasionale ma l’intera filiera: acquisto, preparazione, condivisione, memoria. Un ulteriore tocco di italianità si trova al Gran Caffè L’Aquila, che propone cucina regionale ma anche caffè e gelati artigianali che incarnano perfettamente il saper fare e la passione italiana. Il primo piano ospita un autentico bar italiano, mentre il secondo un ristorante, l’enoteca, la scuola di cultura e lingua, oltre ai laboratori di caffè e gelato. Ora è anche disponibile un mercato online che propone prodotti d’eccellenza provenienti dall’Italia.

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