Secondo una recente rilevazione dell’Istat, circa 6,4 milioni di donne tra i 16 e i 75 anni — ossia il 31,9% — hanno subito almeno una volta nella vita una violenza fisica o sessuale. Un dato che non arriva solo da segnalazioni o denunce, ma da un’indagine nazionale sull’esperienza delle donne, che porta alla luce dimensioni allarmanti di un problema profondo e radicato.
I numeri della violenza
Il 18,8% delle donne dichiara di aver subito violenza fisica almeno una volta.
Il 23,4% ha subito violenza sessuale nella vita, e tra queste il 5,7% segnala di essere stata vittima di uno stupro o un tentativo di stupro.
Le vittime provengono da diversi contesti: la violenza non proviene solo da sconosciuti, ma anche da parenti, amici, colleghi o persone già note nella loro cerchia sociale. Circa il 26,5% delle donne ha subito violenza da queste categorie.
La dinamica degli abusi: i partner nel mirino
Uno degli aspetti più drammatici è che gran parte degli abusi più gravi — in particolare gli stupri — avviene all’interno della relazione. Secondo l’Istat, partner ed ex partner sono responsabili di una quota molto elevata di violenze fisiche e sessuali, con numeri che parlano chiaro: il 62,7% degli stupri denunciati è attribuito proprio a chi ha o ha avuto un rapporto affettivo stabile con la vittima.
Tendenza tra le nuove generazioni
L’indagine Istat mostra anche un dato che preoccupa: tra le giovanissime (16-24 anni) e le studentesse, c’è un aumento delle esperienze di violenza. Anche se questo non fa salire in modo drastico la media nazionale, rivela una maggiore vulnerabilità nelle fasce più giovani, allo stesso tempo però anche una maggiore consapevolezza: sempre più ragazze riconoscono gli atti subiti come reati e ricorrono ai centri antiviolenza.
La denuncia resta un tabù
Nonostante numeri così elevati, la denuncia rimane un passo difficile per molte vittime. Solo il 10,5% delle donne che hanno subito violenza fisica o sessuale da un partner o ex partner negli ultimi cinque anni ha formalizzato una denuncia. Questo significa che la maggior parte delle violenza rimane nell’ombra, nascosta, sommersa.
Cosa emerge dal report Istat
La minore frequenza di ferite gravi rispetto al passato suggerisce che alcune forme di violenza stiano cambiando: non sempre lasciano segni visibili, ma hanno un impatto altrettanto devastante.
C’è un aumento della consapevolezza tra le vittime: molte più donne oggi considerano la violenza subita un reato e cercano aiuto specializzato.
Tuttavia, è evidente che la violenza domestica resta una piaga culturale: la dimensione relazionale, quando la violenza arriva da partner o ex, è tra le più violente e difficili da denunciare.
Perché questi dati sono importanti
Mostrano che non è un problema marginale: quasi una donna su tre ha subìto violenza.
Rivelano l’importanza di politiche preventive efficaci: più centri antiviolenza, più educazione nelle scuole, più sostegno psicologico per chi subisce abusi.
Sottolineano che la cultura del silenzio è ancora forte e che molte vittime non denunciano per paura, vergogna o sfiducia.
Indicano che è urgente affrontare il tema della violenza di genere anche nei rapporti stabili, non solo nei casi di aggressione “estranea”.











