Ancora un episodio di inciviltà e mancanza di rispetto verso uno dei siti archeologici più preziosi al mondo. A Pompei, un turista polacco di 40 anni è stato denunciato dai Carabinieri per furto aggravato dopo essere stato sorpreso con alcuni frammenti di pietra e cocci antichi nascosti nello zaino.
La vicenda, immortalata anche in un video e alcune fotografie, si è verificata nei pressi dell’Anfiteatro. L’uomo, facilmente riconoscibile per il cappello con una vistosa piuma, è stato notato mentre raccoglieva piccoli reperti dal suolo, probabilmente frammenti appartenenti a strutture antiche o pavimentazioni originarie.
Grazie alla stretta collaborazione tra la direzione del Parco Archeologico di Pompei, il personale di vigilanza e i Carabinieri del posto fisso, l’intervento è stato immediato. Quando il turista ha raggiunto l’uscita di Piazza Esedra, gli addetti alla sicurezza — che avevano seguito i suoi movimenti — hanno allertato i militari, che lo hanno prontamente bloccato.
Messo di fronte all’evidenza, l’uomo ha inizialmente tentennato, poi ha ammesso di aver raccolto i frammenti “per portarli a casa come ricordo” e di non essere a conoscenza che raccogliere o asportare materiali dal sito fosse un reato.
I reperti, accuratamente recuperati e restituiti alla direzione del Parco, sono ora sottoposti a verifica da parte dei tecnici per determinarne l’esatta provenienza e il valore storico.
Secondo quanto ricostruito, il turista avrebbe agito in modo apparentemente ingenuo, ma il suo gesto costituisce un grave danno potenziale al patrimonio archeologico.
Pompei non è nuova a episodi simili: ogni anno, nonostante i continui appelli alla tutela del sito e alla sensibilizzazione dei visitatori, decine di turisti vengono fermati nel tentativo di portare via frammenti di muro, mosaici, tegole o pietre antiche come souvenir.
Molti di questi “ricordi” vengono poi restituiti spontaneamente, a volte dopo anni, accompagnati da lettere di pentimento: è celebre il caso di turisti che hanno confessato di aver vissuto “una serie di sfortune” dopo aver sottratto oggetti da Pompei, convinti di essere stati colpiti da una sorta di maledizione.
Il Parco Archeologico di Pompei, patrimonio dell’UNESCO, rappresenta una delle testimonianze più straordinarie dell’antica Roma, sepolta nel 79 d.C. dall’eruzione del Vesuvio e riportata alla luce dopo secoli di oblio. Ogni reperto, anche il più piccolo frammento, è parte integrante della memoria storica e rimuoverlo significa sottrarre un pezzo della storia dell’umanità.
La direzione del Parco ha ringraziato i Carabinieri e il personale di vigilanza per l’efficace collaborazione che ha permesso di evitare un nuovo danno al sito.
“La tutela del patrimonio archeologico è un impegno quotidiano che richiede attenzione, rispetto e senso civico. Pompei non è un souvenir, è un tesoro collettivo che appartiene a tutti.”
Il turista polacco, al termine degli accertamenti, è stato denunciato per furto aggravato ai danni dello Stato italiano, come previsto dalle norme di tutela dei beni culturali. Gli oggetti recuperati sono stati riconsegnati al Parco Archeologico e saranno sottoposti a catalogazione.










