Nella Giornata Mondiale del Caffè, mentre il mondo celebra la bevanda più amata al mondo, uno studio di Crc-Assoutenti mette in luce un dato allarmante per gli italiani: il prezzo della tazzina al bar è aumentato del 20% negli ultimi quattro anni.
Secondo l’indagine, il costo medio di un espresso varia notevolmente da città a città, con punte particolarmente elevate in alcune province del Nord. A Bolzano, ad esempio, la tazzina raggiunge in media 1,47 euro, mentre nelle grandi città come Roma e Milano si assesta intorno a 1,30 euro. Negli anni precedenti, invece, il prezzo medio era circa 1,20 euro, segnando un aumento complessivo del 20% dal 2021.
Cause dell’aumento
Il caro-caffè non è solo una conseguenza dell’inflazione generale, ma anche dell’aumento dei costi della materia prima, della logistica e dell’energia, che incidono direttamente sulle attività dei bar e delle torrefazioni. Il cambiamento climatico, con siccità e problemi fitosanitari nelle aree di produzione, sta inoltre riducendo le rese di Arabica e Robusta, contribuendo all’incremento dei prezzi a livello globale.
Differenze regionali
Lo studio evidenzia un divario tra Nord e Sud: al Sud e nelle città di media dimensione la tazzina costa mediamente 1,20-1,25 euro, mentre nelle grandi città e nelle province del Nord il prezzo può superare 1,40 euro. Il report di Crc-Assoutenti sottolinea come i cittadini stiano cominciando a percepire l’aumento come un vero peso sul bilancio familiare, soprattutto per chi consuma più di un caffè al giorno.
Il messaggio nella Giornata Mondiale del Caffè
La Giornata Mondiale del Caffè, celebrata il 1° ottobre, diventa così l’occasione per riflettere non solo sulla cultura e il piacere della bevanda, ma anche sull’impatto economico della filiera del caffè e sul peso del caro-prezzi per i consumatori. Gli esperti invitano a sostenere pratiche di acquisto responsabile, privilegiando prodotti equosolidali e bar che adottano politiche di sostenibilità e trasparenza dei costi.











