• Redazione
  • Contatti
  • AD
  • I’m Napolitan
  • Accedi
domenica, 26 Aprile, 2026
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
Napolitan - Il nuovo modo di leggere Napoli

Il nuovo modo di leggere napoli

  • News
  • Cronaca
  • Arte & Spettacolo
  • Musica
  • Napolitan by Night
  • Non solo hobby
  • Foto
  • Da Sud a Sud
  • Fratelli d’Italia
  • Fenomeni Virali
  • News
  • Cronaca
  • Arte & Spettacolo
  • Musica
  • Napolitan by Night
  • Non solo hobby
  • Foto
  • Da Sud a Sud
  • Fratelli d’Italia
  • Fenomeni Virali
Napolitan - Il nuovo modo di leggere Napoli
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati

Al museo di Capodimonte riapre l’Armeria e la Collezione De Ciccio

Redazione Napolitan di Redazione Napolitan
11 Ottobre, 2021
in Arte & Spettacolo
0
Museo di Capodimonte: quasi 6.000 visitatori domenica 4 giugno, prima gratuita del mese
Share on FacebookShare on Twitter

Lunedì 11 ottobre 2021 riaprono al pubblico due importanti sezioni al primo piano del Museo e Real Bosco di Capodimonte: l’Armeria Farnesiana e Borbonica dopo l’intensa campagna di digitalizzazione che ha interessato le collezioni di armi dei Farnese e dei Borbone con le armature, i fucili, le pistole, gli scudi e gli elmi, e la sezione della collezione De Ciccio che riunisce 1300 pezzi tra galanterie, vetri, bronzetti, avori e smalti medievali, paramenti sacri, tessuti e ricami, argenti di uso liturgico, bronzetti, ceroplastiche, pastori siciliani, una importante selezione di oggetti archeologici e uno sceltissimo gruppo di maioliche e di porcellane.

ADVERTISEMENT

armeria_2_r

L’Armeria

L’armeria di Capodimonte è una delle più notevoli d’Europa. Costituita dalle armi che appartenevano alla famiglia Farnese tra la fine del XV e il XVII secolo, fu ricevuta in eredità da Carlo di Borbone, che vi aggiunse nel Settecento la sua raccolta di armi da fuoco, alcuni doni diplomatici ed altre armi prodotte dalla Real Fabbrica di Napoli. Nell’Ottocento Ferdinando IV arricchì la collezione con alcuni pregiati manufatti cinquecenteschi, recuperati durante il suo esilio a Palermo. L’armeria di Capodimonte è quindi una storia completa delle armi europee d’epoca moderna. Come nelle regge di Dresda, Torino o Madrid, la funzione di un’armeria era più di rappresentanza che militare. Un’arma, infatti, non è solamente uno strumento per difendersi, ferire o uccidere ma anche un oggetto di lusso. Simbolo di potere e ricchezza durante le cerimonie di parata ed i tornei, le armi avevano per gli uomini la stessa funzione sociale dei gioielli per le donne. Come un abito simbolico, un’armatura rifletteva il casato, il gusto e lo status sociale del suo proprietario, nonché le abilità artigianali del suo creatore.

L’armeria Farnese

Prima di essere una delle più importanti famiglie di collezionisti del Rinascimento, i Farnese erano soldati e militari, come il Duca Pierluigi Farnese, figlio naturale di papa Paolo III. Non è dunque sorprendente annoverare, tra i capolavori della loro collezione, anche armi e armature. L’armeria Farnese conta oggi circa 600 pezzi provenienti dalla cosiddetta “armeria secreta” del palazzo Farnese di Parma. Questo nucleo è composto da armi realizzate dalle più importanti botteghe d’Europa: armi da fuoco, taglio e difesa, armi bianche, spade e pugnali, risalenti tutte tra la fine del XV e quella del XVII secolo. La raccolta era esposta con la serie di dipinti che rappresentano gli imperatori romani in armatura antica e moderna, copie coeve da Tiziano. Le armature più pregiate di casa Farnese erano commissionate a Pompeo della Cesa (1537-1610), uno dei più abili armorari italiani del XVI secolo. Egli creò un insieme omogeneo di pezzi intercambiabili che potevano trasformare un’armatura da piede in armatura da cavallo o da giostra. La sua mano è riconoscibile dall’intaglio estremamente raffinato della decorazione ricca di simboli, come nelle armature dette “Volat” e “del Giglio”, capolavori della sezione.

L’armeria Borbonica

Nel 1758 Carlo III di Borbone istituì la Fabbrica d’Armi a Torre Annunziata, nella periferia a sud di Napoli. Dalla fabbrica di Torre dipendeva l’attività di altri opifici militari, che introdussero diverse migliorie tecniche su oggetti di altre manifatture europee. Dal 1782 venne fondata inoltre la Fabbrica degli Acciai, per la produzione di oggetti di uso comune ma anche di armi bianche, e fu ubicata nella Palazzina dei Principi all’interno del Bosco di Capodimonte. Le fabbriche borboniche erano sorte per le esigenze dell’esercito, ma in parallelo crearono raffinate armi da caccia per la corte, arricchite da intarsi in avorio e foderi in pelle. Gli esemplari napoletani guardavano ai modelli spagnoli, anche se la decorazione era più leggera, volta alla valorizzazione degli acciai, spesso bruniti. La sezione conserva inoltre le armi da fuoco madrilene portate a Napoli da Carlo di Borbone e quelle donate a Carlo e Ferdinando di manifattura sassone, viennese, spagnola e francese. Infine, sono presenti un nucleo importante di armi orientali e una serie di modellini da guerra ad uso della scuola di artiglieria.

Per la riapertura dell’Armeria si è anche provveduto alla pulitura e al restauro del lampadario con struttura in ottone, ottone dorato e ferro, pendenti e catene in cristallo di Manifattura francese degli inizi del XIX secolo.

de_ciccio3

La Collezione De Ciccio

La Collezione, donata da Mario De Ciccio allo Stato italiano nel 1958 è costituita da 1.300 pezzi, soprattutto oggetti d’arte applicata di differenti epoche e tipologia, raccolti dal collezionista nell’arco di oltre 50 anni prima a Palermo, sua città natale, poi a Napoli, sua patria d’adozione dal 1906, ed anche sui più quotati mercati d’arte internazionale. Con un gusto eclettico di matrice ancora tardo-ottocentesca (era nato nel 1868 ed aveva iniziato molto presto la sua carriera di collezionista ed antiquario) De Ciccio formò la sua raccolta con alcuni dipinti, qualche scultura, smalti limosini del Cinquecento, galanterie (ventagli, tabacchiere, astucci e orologi), vetri, bronzetti, avori e smalti medioevali, paramenti sacri, tessuti e ricami, argenti di uso liturgico, ceroplastiche, una importante selezione di oggetti archeologici e, soprattutto, uno sceltissimo gruppo di maioliche e di porcellane. I fastosi piatti “da pompa” in ceramica ispano-moresca decorata a lustro metallico, le ceramiche persiane due e trecentesche, le preziose maioliche italiane decorate con scene “istoriate”, a “quartieri”, a grottesche, i fragili vetri veneziani o “alla façon de Venise”, lo sceltissimo gruppo di porcellane cinesi e giapponesi, di Meissen, Vienna, Ginori,soprattutto di Capodimonte (con gridi e scene galanti) e di Napoli (col busto in biscuit di Tolomeo Sotere e le celebri panchine). I ventagli e gli orologi da taschino, gli smaglianti parati d’altare ricamati ma anche gli oggetti di fattura più corrente come i mortai in bronzo e i piatti da elemosina in rame sbalzato costituiscono, con la loro scenografica e variegata esposizione nelle vetrine, un utilissimo completamento delle raccolte storiche del museo e delle porcellane di provenienza borbonica con una componente di matrice collezionistica ed antiquariale.

Da lunedì 11 ottobre le sale dell’Appartamento Reale non saranno visitabili per disallestimento della mostra “Napoli Napoli. Di lava, porcellana e musica”.

ADVERTISEMENT
Prec.

VIDEO-Camorra Ponticelli, l’arresto di Salvatore De Martino sfalda definitivamente il falso mito di “XX”

Succ.

Camorra Ponticelli: tra gli arrestati il figlio di “Peppe scè scè”, fedelissimo di Tonino ‘o sicco, ucciso dai Sarno

Può interessarti

La storia della pasta antifascista dei fratelli Cervi: il gesto che divenne simbolo di libertà
Arte & Spettacolo

La storia della pasta antifascista dei fratelli Cervi: il gesto che divenne simbolo di libertà

24 Aprile, 2026
“Stella Stellina”, canto dell’infanzia che salva il mondo, vince il Premio Elsa Morante
Arte & Spettacolo

“Stella Stellina”, canto dell’infanzia che salva il mondo, vince il Premio Elsa Morante

24 Aprile, 2026
Cultura, il 5 maggio gli Stati Generali del Teatro delle Aree Interne della Campania
Arte & Spettacolo

Cultura, il 5 maggio gli Stati Generali del Teatro delle Aree Interne della Campania

24 Aprile, 2026
La foto della famiglia separata dall’ICE vince il World Press Photo 2026
Arte & Spettacolo

La foto della famiglia separata dall’ICE vince il World Press Photo 2026

23 Aprile, 2026
Bagnoli Film Festival, al via la terza edizione dal 16 al 19 ottobre
Arte & Spettacolo

Bagnoli Film Festival, quarta edizione dal 7 al 10 maggio con anteprime, cinema del reale e concorso di corti

23 Aprile, 2026
Fondazione Vassallo: “Il Presidente Dario Vassallo nella terna del IX Premio Pio La Torre”
Arte & Spettacolo

Fondazione Vassallo: nasce “Fuoco Ardente”, il format giornalistico che racconta 16 anni di dolore e battaglie

23 Aprile, 2026
Succ.
Giorni di paura ed apprensione a Ponticelli, non si teme solo l’agguato, ma anche il pentimento di una donna-boss

Camorra Ponticelli: tra gli arrestati il figlio di "Peppe scè scè", fedelissimo di Tonino 'o sicco, ucciso dai Sarno

Please login to join discussion

Ultimi Articoli

SUP river: la disciplina più adrenalinica del paddle che l’Italia non ha ancora scoperto

SUP river: la disciplina più adrenalinica del paddle che l’Italia non ha ancora scoperto

di Redazione Napolitan
26 Aprile, 2026
0

C'è qualcosa di antico nel rapporto tra l'uomo e il fiume. Qualcosa che precede qualsiasi sport, qualsiasi tecnica, qualsiasi attrezzatura....

Leggenda, storia e poesia che raccontano “la solennità” della pastiera

Dolci di primavera: le ricette di aprile tra tradizione napoletana e sapori di stagione

di Redazione Napolitan
25 Aprile, 2026
0

Aprile è il mese in cui la natura si risveglia davvero, portando sulle tavole una grande varietà di frutta fresca...

Spari ad aria compressa al corteo del 25 aprile a Roma: ferita una coppia dell’Anpi

Spari ad aria compressa al corteo del 25 aprile a Roma: ferita una coppia dell’Anpi

di Redazione Napolitan
25 Aprile, 2026
0

Paura nel pomeriggio del 25 aprile a Roma, dove una coppia iscritta all’ANPI è stata colpita da proiettili sparati con una pistola ad...

25 aprile tra tensioni e violenze: insulti alla Brigata Ebraica a Milano, aggressioni a Roma

25 aprile tra tensioni e violenze: insulti alla Brigata Ebraica a Milano, aggressioni a Roma

di Redazione Napolitan
25 Aprile, 2026
0

Le celebrazioni del Festa della Liberazione 2026 sono state segnate da tensioni e incidenti in diverse città italiane, in particolare a Milano e Roma, dove...

Facebook Twitter Youtube
  • Redazione
  • Contatti
  • Privacy and Cookie Policy
  • AD
Napolitan è una testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Nola n.° 9 del 23/12/2014. Iscrizione al Registro degli Operatori per la Comunicazione n. 24695

© 2022 Napolitan.it | Tutti i diritti riservati

Bentornato!

Accedi al tuo account

Hai dimenticato la password?

Recupera la tua password

Inserisci il tuo nome utente o email per recuperare la password

Accedi
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
  • News
  • Cronaca
  • Arte & Spettacolo
  • Musica
  • Napolitan by Night
  • Non solo hobby
  • Foto
  • Da Sud a Sud
  • Fratelli d’Italia
  • Fenomeni Virali

© 2022 Napolitan.it | Tutti i diritti riservati

Vuoi sbloccare questo post?
Contenuti da sbloccare rimanenti. : 0
Sei sicuro che vuoi cancellare questo abbonamento?