• Redazione
  • Contatti
  • AD
  • I’m Napolitan
  • Accedi
sabato, 9 Maggio, 2026
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
Napolitan - Il nuovo modo di leggere Napoli

Il nuovo modo di leggere napoli

  • News
  • Cronaca
  • Arte & Spettacolo
  • Musica
  • Napolitan by Night
  • Non solo hobby
  • Foto
  • Da Sud a Sud
  • Fratelli d’Italia
  • Fenomeni Virali
  • News
  • Cronaca
  • Arte & Spettacolo
  • Musica
  • Napolitan by Night
  • Non solo hobby
  • Foto
  • Da Sud a Sud
  • Fratelli d’Italia
  • Fenomeni Virali
Napolitan - Il nuovo modo di leggere Napoli
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati

21 novembre 2004: la camorra tortura e uccide la 22enne Gelsomina Verde

Redazione Napolitan di Redazione Napolitan
21 Novembre, 2017
in Da Sud a Sud, In evidenza
0
21 novembre 2004: la camorra tortura e uccide la 22enne Gelsomina Verde
Share on FacebookShare on Twitter

gelsomina-verdeNapoli, 21 novembre 2004 – Gelsomina Verde è una ragazza di 22 anni e viene barbaramente uccisa durante la faida di Scampia.
Gelsomina, operaia in una fabbrica di pelletteria che nel tempo libero pratica volontariato, anche con i detenuti, aveva avuto una relazione con un ragazzo appartenete al clan degli scissionisti. Questo legame sentimentale si era interrotto alcuni mesi prima, ma ciò non è bastato a tenere fuori dalle logiche della camorra quella ragazza innocente.
Sul mio corpo della giovane rimasero scalfiti i segni della violenza inumana che le fu inferta: pugni e dai calci, i polsi spezzati, le dita frantumate, così come le caviglie. Poi un colpo di pistola alla nuca, al quale fecero seguito altri due. L’autopsia svelò l’atrocità che Mina, così la chiamavano amici e parenti, aveva subito, anche se il corpo fu bruciato all’interno dell’auto della giovane, per cercare di occultare i segni di quella barbarie e delle torture che le erano state inferte.
A Napoli nel 2004 era scoppiata la faida di Scampia. Il clan Di Lauro, che controllava il ricco mercato della droga, si contrapponeva agli “sciossionisti”, chiamati anche “spagnoli” per via del loro capo, Raffaele Amato, latitante a lungo in Spagna.

ADVERTISEMENT

L’arresto di Paolo “Ciruzzo o ‘Milionario” Di Lauro fa si che i figli Vincenzo, Marco e Cosimo, diventino i nuovi capi dell’organizzazione. L’allora braccio destro di Paolo, Raffaele “o ‘Lello” Amato, viene di fatto estromesso dagli affari, anche per via della latitanza.

Questi si allea con altri clan di Secondigliano-Scampia e dà il via ad una guerra, con omicidi giornalieri, che in poco tempo porta alla morte di centinaia di persone.

È in questo contesto che vive Gelsomina, che con la Camorra non ha niente a che fare.
Gli omicidi, il sangue, la reazione al contrario della folla – che scende a protestare contro le forze dell’ordine quando si arrestano i presunti camorristi. Questa purtroppo è anche la realtà sociale prodotta dal crimine organizzato.

Qualche anno prima aveva avuto una storia con Gennaro Notturno che, dopo i primi reati, entra a far parte della Camorra. È allora che Gelsomina lo lascia. Non fa per lui. Gennaro invece vuole fare carriera criminale come il fratello, Vincenzo. Entrambi sono degli “scissionisti”.

Quando scoppia la faida e Gelsomina fa volontariato in carcere, conosce i camorristi dietro le sbarre, sono tutti figli dello stesso territorio. Conosce Pietro Esposito, chiamato anche “o ‘Kojak” per via della testa rasata come l’attore nel Telefilm omonimo.

È lui che, quando esce dal carcere grazie all’indulto, la chiama perché si devono vedere. In realtà è una trappola ordita da Ugo De Lucia, spietato killer del clan Di Lauro. Non a caso De Lucia è conosciuto come “o Mostro”, Gelsomina sa chi è Ugo e ne ha paura.

Aveva fatto da babysitter a suo nipote, come pure per i figli di Esposito. Che la contatta. Il motivo è semplice: devono chiederle se sappia dove sia Gennaro Notturno. Lei non lo sa. E comunque non parla. Non avrebbe mai condannato a morte un ragazzo per cui ha provato amore.

Gelsomina viene picchiata selvaggiamente, uccisa con tre proiettili alla testa, il corpo bruciato all’interno della sua Fiat Seicento, quasi nuova, che sua madre precaria e suo padre operaio le avevano comprato.

O Mostro sa che uccidere una donna così avrebbe potuto scatenare la reazione popolare. Per questo la brucia. Cerca di nascondere le torture che le ha inferto.

Il 26 novembre Pietro Esposito viene arrestato a Scampia. Cerca di scagionarsi dalle accuse di aver ucciso Gelsomina, ma la sua versione dei fatti non regge.

Si pente: “Io sono un mariuolo, non un camorrista” e inizia a raccontare tutto. Ugo De Lucia, il killer, però non si trova. È scappato in Slovacchia, protetto dalla fitta rete di napoletani amici e complici. Il 23 febbraio 2005 viene arrestato. Ha ventisei anni, i capelli rasati e un giubbotto di pelle nera. Non dice nulla alla polizia che gli mette le manette e lo riporta in Italia.

Al processo De Lucia viene condannato all’ergastolo. Sei anni invece vengono inflitti a Pietro Esposito. Risulta molto più complesso, invece, stabilire chi ha ordinato a Ugo De Lucia di sequestrare e torturare la ragazza.

Al processo i genitori di Gelsomina hanno dovuto ripercorre la morte della propria figlia. Hanno pianto ancora. Hanno ascoltato i nuovi pentiti accusare Cosimo Di Lauro, soprannominato “O Barone”. Questi è stato condannato in primo grado all’ergastolo. Ma non in secondo. E la Cassazione lo ha ritenuto infine non colpevole.

Dopo la sentenza di primo grado, Cosimo Di Lauro ha risarcito con 300 mila euro la famiglia Verde, che ha poi deciso di non costituirsi parte civile nei successivi gradi di giudizio. Un’ammissione di colpevolezza non comprovata dalla magistratura. La Camorra ha trovato comunque il modo per imporre la sua “giustizia”.

Tags: camorraclan di laurofaida di scampiagelsomina verdenapoliscissionistivittima innocente della criminalità
ADVERTISEMENT
Prec.

Dal 23 al 26 novembre al NEST: “Gli onesti della banda”

Succ.

21 novembre 2004: faida di Scampia, 4 morti in un solo giorno

Può interessarti

Papa Leone a Napoli: “Contro la malavita serve uno Stato presente”. L’abbraccio di 70mila fedeli
In evidenza

Papa Leone a Napoli: “Contro la malavita serve uno Stato presente”. L’abbraccio di 70mila fedeli

9 Maggio, 2026
9 maggio 1978: una bomba uccide il giornalista Peppino Impastato
In evidenza

Peppino Impastato, la voce libera che sfidò la mafia: storia, impegno e assassinio

9 Maggio, 2026
Papa Leone XIV a Pompei: “Basta guerre, non possiamo rassegnarci alle immagini di morte”
In evidenza

Papa Leone XIV a Pompei: “Basta guerre, non possiamo rassegnarci alle immagini di morte”

8 Maggio, 2026
Omicidio Vassallo: “il cane è coperto e il primo palo sta inguaiato”
Cronaca

Omicidio Vassallo, i pm impugnano il proscioglimento di Fabio Cagnazzo: chiesto il rinvio a giudizio in Appello

8 Maggio, 2026
Napoli, bando per 21 beni confiscati alla camorra: immobili gratis per progetti sociali
Da Sud a Sud

Napoli, bando per 21 beni confiscati alla camorra: immobili gratis per progetti sociali

8 Maggio, 2026
Il Reparto Carabinieri Biodiversità in prima linea per l’educazione ambientale nella “Terra dei Fuochi” 
Da Sud a Sud

Il Reparto Carabinieri Biodiversità in prima linea per l’educazione ambientale nella “Terra dei Fuochi” 

7 Maggio, 2026
Succ.
21 novembre 2004: faida di Scampia, 4 morti in un solo giorno

21 novembre 2004: faida di Scampia, 4 morti in un solo giorno

Please login to join discussion

Ultimi Articoli

Ennesima aggressione agli operatori del 118: ambulanza costretta a caricare un cadavere a Barra

Incidente a Torre Annunziata: morto un 24enne, due giovani in prognosi riservata

di Redazione Napolitan
9 Maggio, 2026
0

Nel vesuviano un violento incidente stradale ha spezzato la vita di un giovane e lasciato altri due ragazzi in condizioni...

Avvocato dei bambini cardiopatici del Monaldi: “Schillaci intervenga, il Sud è abbandonato”

Avvocato dei bambini cardiopatici del Monaldi: “Schillaci intervenga, il Sud è abbandonato”

di Redazione Napolitan
9 Maggio, 2026
0

Un appello che arriva come una denuncia forte e diretta al Ministero della Salute. Le famiglie dei bambini cardiopatici seguiti...

Il cuore del piccolo Domenico ancora pulsava, ma il box frigo non era stato aperto

Il cuore del piccolo Domenico ancora pulsava, ma il box frigo non era stato aperto

di Redazione Napolitan
9 Maggio, 2026
0

Il cuore del piccolo Domenico Caliendo era ancora pulsante sul tavolo operatorio mentre il contenitore con l’organo arrivato da Bolzano risultava ancora...

Papa Leone a Napoli: “Contro la malavita serve uno Stato presente”. L’abbraccio di 70mila fedeli

Papa Leone a Napoli: “Contro la malavita serve uno Stato presente”. L’abbraccio di 70mila fedeli

di Redazione Napolitan
9 Maggio, 2026
0

Una giornata simbolica, intensa, carica di fede ma anche di messaggi sociali e politici. A un anno esatto dall’inizio del...

Facebook Twitter Youtube
  • Redazione
  • Contatti
  • Privacy and Cookie Policy
  • AD
Napolitan è una testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Nola n.° 9 del 23/12/2014. Iscrizione al Registro degli Operatori per la Comunicazione n. 24695

© 2022 Napolitan.it | Tutti i diritti riservati

Bentornato!

Accedi al tuo account

Hai dimenticato la password?

Recupera la tua password

Inserisci il tuo nome utente o email per recuperare la password

Accedi
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
  • News
  • Cronaca
  • Arte & Spettacolo
  • Musica
  • Napolitan by Night
  • Non solo hobby
  • Foto
  • Da Sud a Sud
  • Fratelli d’Italia
  • Fenomeni Virali

© 2022 Napolitan.it | Tutti i diritti riservati

Vuoi sbloccare questo post?
Contenuti da sbloccare rimanenti. : 0
Sei sicuro che vuoi cancellare questo abbonamento?