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Angela Celentano: storia di una bambina inghiottita dal Monte Faito

Redazione Napolitan di Redazione Napolitan
26 Settembre, 2016
in In evidenza, News
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Angela Celentano: storia di una bambina inghiottita dal Monte Faito
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VICO EQUENSE - DIECI ANNI DALLA SCOMPARSA DI ANGELA CELENTANO - I GENITORI NON PERDONO LA SPERANZA DI RITROVARLAEra il 10 agosto 1996, quando la famiglia Celentano, con il gruppo cristiano evangelista di cui fa ancora parte, decise di dedicare una giornata d’estate ad una gita fuori porta.

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Pochi chilometri, in realtà, dividevano papà Catello, mamma Maria e le piccole Rossana, Angela e Naomi dal Monte Faito, luogo scelto per incontrare gli amici. Doveva essere un giorno di festa e spensieratezza: i bambini giocavano tra loro, gli adulti organizzavano grigliate e partite di calcetto. La giornata volava via con serenità, almeno fino alle 13, quando papà Catello, dopo averla persa di vista per pochissimi minuti, si accorse di non scorgere più la piccola figura di Angela, 3 anni. Così è iniziato il dramma della famiglia Celentano: una giornata che doveva essere di solo divertimento, si è trasformata nella paura più viscerale che attanaglia ogni genitore. Fu papà Catello, subito dopo la scomparsa, ad allertare le forze dell’ordine. Per quattro giorni e quattro notti centinaia di persone hanno cercato Angela, senza mai lasciare il Monte Faito, fino a quando non fu certo che la bambina era stata portata via subito dopo essere stata sottratta ai genitori.

Fu usato ogni mezzo a disposizione degli inquirenti, dalle unità cinofile, fino a sofisticati elicotteri militari, ma di Angela nessuna traccia. Tutta Italia seguì la vicenda con apprensione, e dovunque, dentro e fuori regione, si rincorrevano le segnalazioni, ma che si sono sempre rilevate, purtroppo, un buco nell’acqua.
Qualche giorno dopo la scomparsa, i genitori ricevettero un’inquietante telefonata: dall’altro lato del filo, il pianto disperato di una bambina; poi, più nulla.

Le indagini sono andate avanti nel silenzio, accompagnate dalle preghiere della famiglia Celentano, che non ha mai smesso di credere che Angela fosse viva. Dal loro dramma e dalla loro fede hanno saputo trarre la forza di scrivere un libro “Il dono di Angela: la fede ci ha ridato la speranza” (PIEMME EDITORE), e di fondare la Onlus Angela Celentano, volta ad aiutare i minori in difficoltà. Le speranze dei Celentano sono rimaste silenti sino al 2010, quando dal Messico hanno ricevuto una particolare segnalazione. È stata la sorella Rossana ad essere contattata da una giovane, tale Celeste Ruiz , che dal primo momento ha asserito di essere Angela, fornendo anche una foto, compatibile, secondo i RIS di Parma e i legali di famiglia, con come potrebbe essere diventata la ventitreenne.

I contatti sono andati avanti per un anno e mezzo, fino all’ottobre 2011, quando la ragazza sembra essere sparita nel nulla. “Eravamo pronti al test del DNA”, ha dichiarato papà Catello, “ma poi Celeste è scomparsa”. La famiglia ha creduto dal primo momento nella pista messicana e ha continuato disperatamente a chiedere l’aiuto delle istituzioni messicane. Il silenzio ha nuovamente inghiottito la scomparsa di Angela, fino allo scorso agosto, quando le autorità messicane hanno promesso 80mila euro a chiunque potesse dare notizie di Celeste.

Un’iniziativa frutto delle pressioni esercitate dal premier Matteo Renzi, dal ministro Andrea Orlando, dal procuratore nazionale antimafia Franco Roberti e dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella: “per la prima volta sentiamo forte il sostegno delle istituzioni italiane a tutti i livelli”, hanno dichiarato i coniugi, “e questo è fondamentale per tenere i contatti con il Messico“.  Le speranze della famiglia Celentano restano, per ora, legate a un filo sottile con il Sud America. Ma nonostante siano passati vent’anni, nessuno ha mai smesso di cercare Angela. Papà Catello e mamma Maria conservano in un armadio i regali fatti ad ogni compleanno, ed ogni Natale: “sogniamo il momento in cui sarà con noi e potrà scartarli”. E tutti i Campani sperano di riabbracciare quella bambina inghiottita dal Monte Faito.

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