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Inaugurato birrificio Messina: il sogno diventa realtà

Redazione Napolitan di Redazione Napolitan
30 Luglio, 2016
in Da Sud a Sud
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Inaugurato birrificio Messina: il sogno diventa realtà
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Un’odissea  trasformata in favola per quindici lavoratori messinesi quella del birrificio Messina, che dopo la chiusura della fabbrica di birra nel 2011, hanno deciso di scommettere su se stessi investendo i propri soldi, diventando lavoratori imprenditori.

Nella giornata di ieri sono stati inaugurati gli stabilimenti nell’area Asi di Larderia, alla presenza di un pubblico festante e commosso per il traguardo conseguito: “Dopo circa tre anni e mezzo di lavoro – ha riferito Domenico Sorrenti, presidente della Cooperativa – finalmente siamo arrivati al taglio del nastro, lo stabilimento e’ completato, la prossima settimana iniziamo le prove, poi partiamo con la produzione”.

E’ stato coronato il sogno di tanti, ma soprattutto il sogno di 15 uomini – prima ex dipendenti Birra Messina, poi ex dipendenti della Triscele – che attraverso la sua realizzazione, può e deve diventare un messaggio. Questo è il segno che a Messina, pur con sacrifici, attese, stalli burocratici, le idee possono realizzarsi. Questa idea, in particolare, porterà la città dello Stretto a riavere una sua birra: designando tre produzioni: la Doc 15, la Cruda Doc 15 e la Birra dello Stretto.

La vicenda degli ex operai Triscele ha avuto inizio quando la Heineken rilevò lo stabilimento dove i Faranda avevano dato vita alla Birra Messina. Dopo un primo periodo in cui tutto sembra andare per il meglio, l’azienda olandese comunicò di dover chiudere l’impianto peloritano, e dunque non è stata più prodotta birra a Messina. Ma ecco che quando tutto sembrava ormai perso, gli eredi dei Faranda hanno rilevato lo stabilimento tornando a fare birra con nuove etichette, anche questa volta però, l’iniziativa si concluderà nel peggiore dei modi.

Da qui la mobilitazione dei lavoratori che decidono di non arrendersi a quella che è diventata una prassi dappertutto. Troppe le aziende che abbassano la saracinesca, tanti i padri di famiglia che restano senza lavoro, storie di tragica routine, come tante nel nostro Paese. Così, i 15 lavoratori, decidono di investire i loro Tfr per fondare un birrificio tutto loro, e sarà il 17 marzo del 2014 la data dell’inizio di una nuova avventura che li ha visti trasformarsi da operai a imprenditori.

Per la loro lotta e i loro sforzi la giornata di ieri è stata una festa: presenti anche le istituzioni, dall’Assessore Regionale all’Ambiente Maurizio Croce, passando per il sindaco Renato Accorinti, l’assessore Daniele Ialacqua, il deputato regionale Angelo Panarello, ma anche una nutrita schiera di consiglieri comunali, come Daniele Zuccarello, Ivana Risitano, Lucy Fenech, Cecilia Caccamo, Nino Carreri e Angelo Burrascano.

Ma in realtà i riflettori erano tutti per loro: per i quindici eroi che non si sono arresi, dimostrando che a Messina si può ancora cooperare per creare lavoro e salvaguardare posti di lavoro.

Tags: birra dello Strettobirra Messinabirrificioinaugurazionelavoratoristabilimento
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Fabio Perrucci, il carabiniere che ha salvato tre donne nel nubifragio di Foggia: un anno fa aveva soccorso un anziano tra le fiamme

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di Redazione Napolitan
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Ci sono interventi che durano pochi minuti, ma che possono cambiare per sempre il destino di chi li vive. Momenti nei quali il pericolo non concede tempo per riflettere a lungo e qualcuno sceglie di andare incontro a chi è in difficoltà, mettendo a rischio anche la propria incolumità. È quanto accaduto lo scorso 12 ottobre a Foggia, durante il violento nubifragio che ha investito la città. Nel sottopasso di via Scillitani, invaso dall'acqua e trasformato in una trappola, tre donne sono rimaste bloccate all'interno di un'automobile. A intervenire è stato Fabio Perrucci, 29 anni, carabiniere scelto in servizio al Nucleo operativo e radiomobile di Foggia, che insieme a un collega ha contribuito a portarle in salvo. Una storia di coraggio che acquista un significato ancora più profondo alla luce di un precedente episodio: il 25 giugno 2025, quando prestava servizio a Pagani, in provincia di Salerno, Perrucci era entrato in un'abitazione avvolta dalle fiamme per soccorrere un anziano allettato, impossibilitato a fuggire autonomamente. Due emergenze diverse, a distanza di oltre un anno, unite dalla stessa scelta: intervenire quando una vita è in pericolo.  Il nubifragio a Foggia e il sottopasso diventato una trappola Il pomeriggio del 12 ottobre, una violenta ondata di maltempo si è abbattuta su Foggia. La pioggia intensa, accompagnata in alcuni momenti dalla grandine e da forti raffiche di vento, ha provocato allagamenti, disagi alla circolazione e numerose richieste di soccorso. Le strade si sono rapidamente riempite d'acqua, mentre diversi locali, tra cui box e cantine, sono stati invasi dalle precipitazioni. In corso Garibaldi è caduto un albero, fortunatamente senza provocare feriti. Ma tra le situazioni più critiche si è registrata quella dei sottopassi, dove l'acqua si è accumulata in pochi minuti, mettendo in difficoltà gli automobilisti. In via Scillitani il livello dell'acqua ha raggiunto circa un metro. Tre donne si sono ritrovate intrappolate nell'abitacolo della loro automobile, esposte a una situazione di grave pericolo.  È in questo scenario che è intervenuto Fabio Perrucci. Il carabiniere ha raggiunto la vettura immergendosi nell'acqua, insieme a un collega, e ha partecipato alle operazioni necessarie per liberare le occupanti e condurle in salvo. Il militare ha dovuto affrontare anche un notevole sforzo fisico per raggiungere e soccorrere tutte e tre le donne, una dopo l'altra. Un intervento nel quale la rapidità era fondamentale: in un sottopasso allagato, infatti, la situazione può peggiorare in tempi brevissimi.  Il precedente a Pagani: l'ingresso nell'abitazione in fiamme La vicenda di Foggia non è un episodio isolato nella storia professionale del ventinovenne. Il 25 giugno 2025, quando era in servizio alla Tenenza dei Carabinieri di Pagani, in provincia di Salerno, Perrucci si trovò ad affrontare un'altra emergenza. All'interno di un'abitazione avvolta dalle fiamme c'era un anziano allettato, incapace di uscire da solo. Il fumo rappresentava una minaccia concreta e, mentre si attendeva l'arrivo dei vigili del fuoco, il rischio era che l'uomo non riuscisse a resistere. Il carabiniere entrò nell'appartamento, raggiunse l'anziano, lo sollevò e lo trasportò all'esterno, sottraendolo al pericolo. Un intervento del quale rimase traccia anche in una lettera di ringraziamento inviata dal figlio dell'uomo alla Legione Carabinieri. La testimonianza della sorella: «Per me è mio fratello» Dopo aver visto le immagini del fratello impegnato nel soccorso, Sarah Perrucci ha affidato ai social la propria emozione. Il suo racconto restituisce una prospettiva diversa rispetto alla cronaca dell'intervento: quella di chi conosce la persona che si trova dietro la divisa e vive con apprensione i rischi di una professione che può imporre decisioni immediate. Un post...

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