• Redazione
  • Contatti
  • AD
  • I’m Napolitan
  • Accedi
sabato, 24 Ottobre, 2026
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
Napolitan - Il nuovo modo di leggere Napoli

Il nuovo modo di leggere napoli

  • News
  • Cronaca
  • Arte & Spettacolo
  • Musica
  • Napolitan by Night
  • Non solo hobby
  • Foto
  • Da Sud a Sud
  • Fratelli d’Italia
  • Fenomeni Virali
  • News
  • Cronaca
  • Arte & Spettacolo
  • Musica
  • Napolitan by Night
  • Non solo hobby
  • Foto
  • Da Sud a Sud
  • Fratelli d’Italia
  • Fenomeni Virali
Napolitan - Il nuovo modo di leggere Napoli
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati

Da Napoli in Sicilia: la Leggenda di COLAPESCE

Redazione Napolitan di Redazione Napolitan
13 Settembre, 2015
in Da Sud a Sud
0
Share on FacebookShare on Twitter

guttuso_colapesce2La leggenda napoletana di Colapesce, anche conosciuto come il Pesce Nicolò, ha origini antichissime e non ben definite.

ADVERTISEMENT

Le prime attestazioni della leggenda sono nel XII sec. del poeta franco provenzale Raimon Jordan, che canta di un “Nichola de Bar” che viveva come un pesce.

Nella tradizione napoletana Cola (Nicola) Pesce o Pesce Nicolò era un ragazzo con una grande passione per il mare. Amante anche dei pesci, ributtava in mare tutti quelli che il padre pescava in modo da permettere loro di vivere. Maledetto dalla madre esasperata dal suo comportamento, il ragazzo si trasformò in una sorta di pesce. Il ragazzo passava sempre più tempo in mare usando, per lunghi spostamenti, il corpo di grossi pesci, dai quali si faceva inghiottire, per uscirne all’arrivo, tagliandone il ventre.

L’origine tardo pagana della leggenda è riportata da Benedetto Croce in Storie e leggende napoletane:

Niccolò Pesce era un fanciullo che amava starsene sempre in mare, facendo gridare sua madre, la quale, un giorno, nel calore dello sdegno gli gettò la maledizione, che “potesse diventar pesce“, e da pesce o quasi pesce egli visse da allora, capace di trattenersi ore e giorni immerso nelle acque, come nel suo proprio elemento, senza bisogno di risalire a galla per respirare.

E a percorrere in mare lunghe distanze rapidamente Niccolò Pesce usava l’astuzia di lasciarsi ingoiare da taluno degli enormi pesci che gli erano familiari e viaggiare nel loro corpo, finché, giunto dove bramava, con un coltellaccio che aveva sempre seco, tagliava il ventre del pesce e usciva libero nelle acque, a compiere le sue indagini.

Una volta il re fu preso da desiderio di sapere come fosse fatto il fondo del mare; e Niccolò Pesce, dopo lunga dimora, tornò a dirgli che era tutto formato di giardini di corallo, che l’arena era cosparsa di pietre preziose, che qua e là s’incontravano mucchi di tesori, di armi, di scheletri umani, di navi sommerse.

Un’altra volta discese nelle misteriose grotte di Castel dell’Ovo, e ne riportò manate di gemme.
Ancora il re gli commise d’indagare come l’isola di Sicilia si regga sul mare, e Niccolò Pesce gli riferì che poggiava sopra tre enormi colonne, l’una delle quali era spezzata. Ma, finalmente, un giorno venne al re voglia di conoscere a che punto veramente colui potesse giungere della profondità del mare, e gli ordinò di andare a ripigliare una palla di cannone, che sarebbe stata scagliata nel faro di Messina.

Niccolò Pesce protestò che avrebbe obbedito, se il re insistesse, ma che sentiva che non sarebbe mai più tornato a terra. Il re insistette.

Niccolò salto subita nelle onde; corse corse senza posa dietro la palla che s’affondava veloce; la raggiunse in quella furia d’inseguimento e la raccolse nelle sue mani. Ma ecco che, alzando il capo, vide sopra se le acque tese e ferme.

Lo coprivano come un marmo sepolcrale. S’accorse di trovarsi in uno spazio senz’acqua, vuoto, silenzioso. Impossibile riafferrare le onde, impossibile riattaccare il nuoto.

Colà restò chiuso, colà terminò la sua vita.

Girovagando per Napoli, più precisamente nei pressi di Via Mezzocannone, potrete scorgerne un 6-Nico Pescecaratteristico bassorilievo.

Il bassorilievo rappresenta un uomo villoso, con un lungo pugnale nella mano destra: il coltello di cui Niccolò Pesce si valeva per tagliare il ventre dei pesci dentro i quali viaggiava. L’iscrizione al di sotto, invece, è molto successiva e data al Settecento.

A Napoli tuttavia la memoria del Colapesce conserva ben più della semplice leggenda, ma possibili reminiscenze del culto tardo pagano dei figli di Nettuno, ossia dei sommozzatori dotati di poteri magici, in grado di trattenere il respiro in apnea per poterne carpire i tesori e i segreti.

Essi, accoppiandosi con misteriosi esseri marini (probabilmente le foche monache) e con l’aiuto della sirena Partenope, acquistavano tali poteri magici.

Agli adepti del culto, sopravvissuto al periodo antico, era dato il nome in codice di pesci Nicolò e con quel nome, e in assoluto segreto, pare che l’ultimo di essi sia stato usato dai servizi segreti alleati per ricerche sul fondo del golfo di Napoli nel corso dell’ultima guerra e dell’immediato dopoguerra.

Ma il fascino e le suggestioni di questa leggenda, non si sono fermati a Napoli.

In Sicilia, nella versione palermitana, si narra di un certo Nicola (Cola di Messina), figlio di un pescatore, soprannominato Colapesce per la sua abilità nel muoversi in acqua; di ritorno dalle sue numerose immersioni in mare si soffermava a raccontare le meraviglie viste e, talvolta, a riportare tesori.

La sua fama arrivò al re di Sicilia ed imperatore Federico II di Svevia che decise di metterlo alla prova: il re e la sua corte si recarono pertanto al largo a bordo di un’imbarcazione e buttarono in acqua una coppa che venne subito recuperata da Colapesce. Il re gettò allora la sua corona in un luogo più profondo e Colapesce riuscì nuovamente nell’impresa. La terza volta il re mise alla prova Cola gettando un anello in un posto ancora più profondo ed in quell’occasione Colaspesce non riemerse più.

cola1Secondo la leggenda più diffusa, scendendo ancora più in profondità Colapesce vide che la Sicilia posava su 3 colonne delle quali una piena di vistose crepe e segnata dal tempo, secondo un’altra versione essa era consumata dal fuoco dell’Etna, ma in entrambe le storie decise di restare sott’acqua, sorreggendo la colonna per evitare che l’isola sprofondasse. Ancora oggi si troverebbe quindi a reggere l’isola.

Una versione catanese della leggenda vuole che il sovrano, interessato alla conoscenza del mondo e delle curiosità fenomeniche, chiedesse a Colapesce di andare a vedere cosa vi fosse al di sotto dell’Etna e farne testimonianza.

Colapesce scese e raccontò di aver visto che sotto l’Isola vi fosse il fuoco e che esso alimentava il gigantesco vulcano. Federico ne chiese una prova tangibile, così il giovane disse che avrebbe fatto giungere al suo re la prova che desiderava, ma che sarebbe morto nel fargliela pervenire.

Colapesce si tuffò con un pezzo di legno per non fare più ritorno, mentre il legno – che notoriamente galleggia – tornò in superficie bruciato.

 

 

Tags: . napoliColapesceleggendaSicilia
ADVERTISEMENT
Prec.

Gianni Sasso parte alla conquista del World Triathlon Chicago

Succ.

AAA CERCASI 3 PUNTI

Può interessarti

Napoli, anziana si sente sola e chiama la polizia: due agenti le regalano un sorriso
Da Sud a Sud

Napoli, anziana si sente sola e chiama la polizia: due agenti le regalano un sorriso

23 Ottobre, 2026
A Forcella il rap diventa strumento di legalità: arriva Revman, il poliziotto rapper
Da Sud a Sud

A Forcella il rap diventa strumento di legalità: arriva Revman, il poliziotto rapper

23 Ottobre, 2026
Giornate della salute a Napoli: visite specialistiche in piazza del Plebiscito
Da Sud a Sud

Giornate della salute a Napoli: visite specialistiche in piazza del Plebiscito

21 Ottobre, 2026
VIDEO-Palestra chiusa da due anni: studenti del liceo “Di Giacomo” di Volla in protesta
Da Sud a Sud

VIDEO-Palestra chiusa da due anni: studenti del liceo “Di Giacomo” di Volla in protesta

19 Ottobre, 2026
Volla, protesta degli studenti del liceo Di Giacomo: sciopero e raccolta firme per la palestra chiusa da due anni
Da Sud a Sud

Volla, protesta degli studenti del liceo Di Giacomo: sciopero e raccolta firme per la palestra chiusa da due anni

16 Ottobre, 2026
Marigliano, il calcio che include: riparte “Un Calcio all’Autismo – In Campo con il Cuore”
Da Sud a Sud

Marigliano, il calcio che include: riparte “Un Calcio all’Autismo – In Campo con il Cuore”

16 Ottobre, 2026
Succ.
AAA CERCASI 3 PUNTI

AAA CERCASI 3 PUNTI

Please login to join discussion

Ultimi Articoli

Pooh, sessant’anni di musica e amicizia: doppio appuntamento al PalaSele il 27 e 28 ottobre

Pooh, sessant’anni di musica e amicizia: doppio appuntamento al PalaSele il 27 e 28 ottobre

di Redazione Napolitan
23 Ottobre, 2026
0

Roby Facchinetti, Dodi Battaglia, Red Canzian e Riccardo Fogli arrivano a Eboli con “POOH 60 – LA NOSTRA STORIA –...

Actionaid: «no ai CPR, né a Castel Volturno né altrove». In piazza contro i 43 milioni, «servono al territorio»

Actionaid: «no ai CPR, né a Castel Volturno né altrove». In piazza contro i 43 milioni, «servono al territorio»

di Redazione Napolitan
23 Ottobre, 2026
0

Sabato 24 ottobre la manifestazione nazionale contro il progetto di un Centro di permanenza per il rimpatrio da 120 posti...

Nordio evoca le infiltrazioni mafiose nelle proteste dei tir, Gratteri: «se ha notizie, le denunci»

Nordio evoca le infiltrazioni mafiose nelle proteste dei tir, Gratteri: «se ha notizie, le denunci»

di Redazione Napolitan
23 Ottobre, 2026
0

Il ministro della Giustizia parla di un’alta probabilità di strumentalizzazione della mobilitazione degli autotrasportatori. Il procuratore di Napoli invita a...

Come gli esperti di sicurezza schermano le proprie comunicazioni per evitare lo spam e il furto d’identità

Come gli esperti di sicurezza schermano le proprie comunicazioni per evitare lo spam e il furto d’identità

di Redazione Napolitan
23 Ottobre, 2026
0

L'ennesima telefonata da un numero verde sconosciuto. L'ennesima notifica che segnala una vincita miracolosa o un aggiornamento urgente delle credenziali...

Facebook Twitter Youtube
  • Redazione
  • Contatti
  • Privacy and Cookie Policy
  • AD
Napolitan è una testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Nola n.° 9 del 23/12/2014. Iscrizione al Registro degli Operatori per la Comunicazione n. 24695

© 2022 Napolitan.it | Tutti i diritti riservati

Bentornato!

Accedi al tuo account

Hai dimenticato la password?

Recupera la tua password

Inserisci il tuo nome utente o email per recuperare la password

Accedi
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
  • News
  • Cronaca
  • Arte & Spettacolo
  • Musica
  • Napolitan by Night
  • Non solo hobby
  • Foto
  • Da Sud a Sud
  • Fratelli d’Italia
  • Fenomeni Virali

© 2022 Napolitan.it | Tutti i diritti riservati

Vuoi sbloccare questo post?
Contenuti da sbloccare rimanenti. : 0
Sei sicuro che vuoi cancellare questo abbonamento?