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Addio a Vincenzo Cimmino: “il fioraio di Via Scarlatti”

Redazione Napolitan di Redazione Napolitan
3 Marzo, 2015
in Da Sud a Sud
1
Addio a Vincenzo Cimmino: “il fioraio di Via Scarlatti”
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670x500xfioraio_vomero2.jpg.pagespeed.ic.zH-E67P5iUVincenzo Cimmino, 89 anni, vedovo, padre di 10 figli, di mestiere fioraio, è uno di quei personaggi “famosi” per la gente, tra la gente di Napoli, anche se non è mai apparso in tv. Vincenzo, nel quartiere Vomero, di preciso in Via Scarlatti, era un’autentica istituzione.

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Ogni mattina, alle prime luci dell’alba, usciva di casa per andare ad occupare la panchina in via Scarlatti situata di fronte al negozio in cui prima suo padre e poi lui hanno venduto fiori per 120 anni, fino a quando non è sopraggiunto lo sfratto imposto dai proprietari che hanno moltiplicato l’entità dell’affitto.

Proprio a partire da quel giorno, tutti i giorni, ogni mattina, Vincenzo Cimmino usciva per occupare la panchina ed era lì che vendeva i suoi amatissimi fiori: rose gialle e rosse, margheritine di campo, variopinti gladioli.

Un modo, dignitoso e commovente, per non interrompere la tradizione di famiglia, portandola avanti, nello stesso luogo. E non solo. La sua era una protesta silenziosa e toccante. Solitaria, ma anche caparbia: più forte della speculazione che gonfia i prezzi degli affitti e costringe alla resa chi vive di lavoro, più forte della rassegnazione di chi soccombe ed arranca, lasciandosi sopraffare dalle angherie di chi ha il coltello dalla parte del manico.

Don Vincenzo personificava la voglia di resistere, nonostante le avversità, anche e soprattutto quelle dettate dall’inverno: umidità, pioggia, vento.

I fiori di don Vincenzo, per questa ragione, si tingevano di colori più ammalianti e di profumi più inebrianti. La gente li comprava volentieri, perché ammirava quella piccola-grande battaglia di civiltà che dignitosamente l’intrepido anziano ha condotto, fino a diventare un autentico personaggio-simbolo del Vomero, di quel quartiere in cui la crisi sta infettando come un virus luoghi d’arte, librerie, siti di cultura, botteghe storiche e artigiane, costrette, con schiacciante ed allarmante frequenza, a calare definitivamente la serranda.

Profonda commozione e sincero cordoglio accolgono la notizia della morte di Vincenzo Cimmino, decano dei commercianti del Vomero.

Già, don Vincenzo è morto.

È Passato a miglior vita e, probabilmente, trascorrerà l’eternità a raccogliere margherite tra i verdi prati del paradiso.

Una vita interamente dedicata ai suoi “più grandi amori”: la numerosa famiglia e i fiori.

Fino a pochi mesi fa, continuava a recarsi lì, ogni giorno, su quella panchina, sulla sua panchina, posta dinanzi al vecchio negozio, oramai vuoto, dove passava la sua giornata, spiegando ai tanti amici e conoscenti che lo sostenevano le sue ragioni. Fino alla fine dei suoi giorni ha seguitato a vendere i fiori in mostra dinanzi all’ingresso chiuso di quel negozio.

Il suo esempio, la sua dignità, la sua tenacia consegnano una preziosa ereditarietà, non solo ai commercianti, ma a tutti coloro che consentono alle fauci della crisi di azzannare le proprie velleità.

Tags: affittocrisinapolipanchinaprotestavia scarlattivincenzo cimminoVomero
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