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La “rinascita” della Madonna di Costantinopoli

Redazione Napolitan di Redazione Napolitan
18 Dicembre, 2014
in Arte & Spettacolo
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Particolare Madonna di Costantinopoli restaurata (2)Era il 2006 quando furono avviati i primi interventi urgenti di “conservazione” della grande tavola della Madonna di Costantinopoli, la pala laterale dell’altare maggiore della Chiesa dell’Immacolata, uno dei gioielli del patrimonio artistico dell’antica cittadella monastica di Suor Orsola Benincasa. Immaginare un restauro sembrava quasi impossibile. La pala della Madonna di Costantinopoli, dipinta da Giovanni Antonio D’Amato nel primo decennio del Seicento ha misure mastodontiche: è una tavola in legno di pioppo che misura più di due metri di base e oltre tre metri d’altezza, ha uno spessore di circa cinque centimetri, ed è il risultato della composizione di sei tavole, quattro centrali e due laterali.

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È per questo che il grande evento di presentazione di questa “impresa”, che si svolgerà giovedì 18 Dicembre alle ore 10 proprio presso la Chiesa dell’Immacolata dell’Università Suor Orsola Benincasa, è stato ribattezzato “La rinascita della Madonna di Costantinopoli: presentazione di un restauro quasi impossibile”.

Una presentazione che sarà affidata al grande artefice di questo lungo lavoro: Annadele Aprile, direttore dei Laboratori di Restauro dei dipinti su tela dell’Università Suor Orsola Benincasa e da oltre vent’anni “custode” della conservazione e del restauro del patrimonio artistico dell’Ente Morale Suor Orsola Benincasa: quattro musei, tre chiese, numerosi giardini, una pinacoteca, biblioteche antiquarie, archivi storici, collezioni di sete, di spartiti musicali e di stampe.

Alla presentazione prenderanno parte Lucio d’Alessandro, Rettore dell’Università Suor Orsola Benincasa, Piero Craveri, presidente dell’Ente Morale Suor Orsola Benincasa, Fabrizio Vona, Sovrintendente del Polo Museale Napoli, Pierluigi Leone de Castris, docente di Storia dell’Arte al Suor Orsola, Giancarlo Fatigati, responsabile del Laboratorio di restauro delle opere lignee dell’Ateneo, e l’equipe dei restauratori dei dipinti del Suor Orsola con Patrizia Irena Somma e Ferdinando Calogero ed il giovane Manuel Milano, laureando in Restauro dei Beni Culturali al Suor Orsola proprio con una tesi sui lavori di restauro della pala della Madonna di Costantinopoli, ai quali sta collaborando esattamente da due anni.

“Questo lungo lavoro di restauro – racconta Annadele Aprile – rappresenta la testimonianza concreta dell’efficacia della sinergia tra saperi umanistici e scienze tecnologiche, che da sempre caratterizza il settore della conservazione e del restauro all’Università Suor Orsola Benincasa, che oltre vent’anni fa fu il primo Ateneo italiano ad aprire un percorso universitario in questo ambito. Un impegno pioneristico divenuto negli anni una grande eccellenza riconosciuta a livello internazionale, ma soprattutto una grande risorsa al servizio del patrimonio artistico pubblico, perché in questi ultimi vent’anni l’Università Suor Orsola Benincasa ha svolto tantissimi lavori per la salvaguardia, la conservazione ed il restauro del patrimonio artistico e culturale della città di Napoli e di molte altre città italiane, mettendo al servizio delle istituzioni in maniera completamente gratuita tutto il suo bagaglio di esperienze e competenze ed il lavoro degli studenti sotto la guida dei docenti dei vari Corsi di laurea in Conservazione e restauro dei beni culturali. E negli ultimi anni le nostre attività di restauro non si sono fermate nei confini italiani perché, solo per citare gli ultimi due interventi, grazie alle collaborazioni con numerosi enti territoriali, siamo stati chiamati finanche in Cina per la formazione in loco delle maestranze per il restauro della Meng Joss House di Tianjin o in Tunisia per degli interventi molto delicati in uno dei Musei più belli ed importanti del Mediterraneo come il Museo del Bardo di Tunisi”.

 La grande Pala della Madonna di Costantinopoli conservata da sempre nella Chiesa superiore dell’Immacolata è un significativo esempio della scuola napoletana databile tra la fine del Cinquecento e gli inizi del Seicento.

Il ricollocamento della tavola segna un punto fondamentale nei lavori di recupero dell’intera Chiesa dell’Immacolata che sono stati avviati ben vent’anni orsono, per restituire all’antico splendore un luogo che è uno scrigno di tesori artistici tutti restaurati all’interno dei percorsi didattici del Suor Orsola: la cripta che ospita il sepolcro di Orsola, la piccola cappella del S.S. Crocefisso con l’altare in marmo bianco adiacente alla cella della monaca, il pregevole comunichino marmoreo del ‘500, la lastra tombale di Marzia Palmieri e Venturello Fasano, il Cristo Deposto e i preziosi dipinti, tre olii su tela di grande qualità, databili tra il XVII e XVIII secolo, situati sopra gli altari delle cappelle laterali e raffiguranti S.Andrea Avellino, S.Michele e l’Angelo, e una Natività attribuibile alla scuola di Massimo Stanzione.

A

Tags: chiesa dell'immacolatagiovanni antonio d'amatomadonna di costantinopolinapoli
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