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Quando lo “Sputtanapoli” nasce da Napoli

Luciana Esposito di Luciana Esposito
1 Novembre, 2014
in In evidenza, News
4
Quando lo “Sputtanapoli” nasce da Napoli
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10609502_566289840167936_724926038153438261_nQuanto mi sono trovata costretta ad appurare negli attimi immediatamente successivi a quella che doveva essere una “temutissima” partita di calcio ed invece è stata “solo” una partita di calcio ha davvero dell’inverosimile.

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Il Napoli ha vinto contro la Roma, meritatamente e sul campo, inscenando quella che può essere nettamente definita la migliore partita dell’era Benitez, sotto svariati aspetti.

Eppure è una vittoria che non convince proprio tutti o che forse lascia l’amaro in bocca a chi avrebbe voluto commentare ben altri episodi, non solo sul piano strettamente calcistico.

E non parlo dei “Signori del Nord” ma dei nostri “addetti ai lavori” o “presunti tali” quelli pagati per fare informazione e non per “creare la notizia”.

Da parte di costoro ho infatti subito un autentico “assedio”: una pioggia di messaggi che incitavano noi tutti addetti ai lavori a diramare la notizia – tutt’altro che documentata – di gravi e violente minacce indirizzate ai giocatori della Roma prima di entrare in campo, per spiegarne la prestazione giù di tono e legittimarne, quindi, la sconfitta.

“Quello striscione apparso in curva ne è la dimostrazione: smettiamola di dire che i tifosi del Napoli sono civili, sono solo una mandria di bestie senza coda e devono sparire dal mondo del calcio!” Questa è solo una delle frasi più docili che sono stata costretta a “subire”.

Poi il cattivo gusto è degenerato, sfociando nella becera ed inaccettabile ignoranza, quella che ottura le vene che conducono ossigeno al cervello rendendo impossibile la nascita di pensieri ed azioni oculate e degne di stima: “Ciro Esposito non era un santo né un eroe, smettiamola di beatificarlo”.

E vi assicuro che a scrivere queste parole, come sovente accade, sono le mani di un “dispensatore di finto buonismo e falsi moralismi”, uno di quelli che in camicia e maglioncino, punta il dito contro giubbini di pelle e creste, additandoli come “cattivi”.

Infangare la memoria di un defunto al quale fino a pochi attimi prima, loro per primi, hanno rivolto pensieri e messaggi di solidarietà e preghiera è un’azione vergognosa e solo in segno di rispetto verso il dolore di mamma Antonella e dell’intera famiglia Esposito non riporto integralmente tutti i passaggi in cui si parla di Ciro, perché pensare che siano opera di napoletani, di figli di questa terra, fa venire davvero i brividi. A maggior ragione, dopo essersi lasciati alle spalle una giornata e una partita come quelle vissute oggi.

I tifosi del Napoli non erano all’aeroporto né fuori all’albergo ad “accogliere” la Roma al suo arrivo a Napoli, non hanno intonato cori discriminatori o minacciosi, ma hanno voluto regalare alla madre di Ciro Esposito la gioia di vedere messo in pratica il suo messaggio d’amore. L’unica nota stonata è rappresentata da quello striscione apparso in curva, ma questo non può ledere e contaminare tutto quello che di positivo è germogliato intorno a questa partita.

In sintesi, quello che secondo le più o meno illustri penne della carta stampata andava celermente attuato era inscenare una cruenta campagna diffamatoria sparando a zero su Napoli per smorzare i toni di questo “insensato entusiasmo”, perché “Napoli è mediocre”, “Napoli deve morire di vergogna, perché i napoletani sono bestie e non devono passare come esempio di civiltà.”

La mia domanda è stata soltanto una: perché fate leva su “una signora nessuno” come me per diffondere questa “notizia”?

La risposta è stata a grandi linee unanime, quindi vi riporto quella più “eloquente”: “Perché non sei assoggettata a nessuna realtà politica ed economica, quindi puoi scrivere quello che ti pare senza dover dare conto a nessuno, “sei un cane sciolto” e questo la gente lo sa, sta imparando a capirlo e le notizie che nascono dai “giornali come il tuo” godono quindi di un impatto e di una visibilità recepiti più di buon grado, perché è più facile identificarle come “vere”.”

Ed, infatti, questo è il modo in cui intendo dare visibilità alla notizia, rivolgendo il seguente messaggio a tutte le persone che avranno modo di leggere queste parole: “Ovunque apprenderete la notizia di avvenute minacce da parte dei tifosi del Napoli ai calciatori e ai tesserati della AS Roma, – probabilmente per legittimare l’attendibilità diranno che sono giunte loro via web – potete stare certi che si tratta di una bufala montata ad arte per screditare Napoli e il suo popolo e se occorrono le prove di quanto sto dichiarando, non eviterò a rendere pubblici i messaggi che lo provano.”

Ai destinatari di questi incresciosi messaggi non ho nulla da dire, gli ho chiaramente risposto con i fatti.

Tags: campagna diffamatoriadisinformazioneinsultiminaccenapolinapoli romasputtanapoli
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