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Specie maschili a confronto: “la ricciola”

Redazione Napolitan di Redazione Napolitan
18 Settembre, 2014
in Fenomeni Virali, In evidenza
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Specie maschili a confronto: “la ricciola”
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images1D17A591Dopo l’identikit del “toro”, come promesso, è giunto il momento di occuparsi della ricciola. Prima di tutto, risulta opportuno, se non doveroso, spiegare le motivazioni che legittimano la scelta di una simile etichetta da appiccicare a questa singolare ed unica “specie animale maschile”.

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Da un’accorta e scrupolosa ricerca è emerso che la ricciola viene catturata grazie ad una singolare tecnica di pesca: le bombe.

I pescatori si appostano sui picchi più alti della scogliera e quando avvistano il branco di ricciole gettano in mare l’ordigno mortale. La bomba non esplode immediatamente, ma comincia ad affondare, Le ricciole, incuriosite dallo strano oggetto e ignare del pericolo, invece di scappare si avvicinano ancor più alla bomba che, esplodendo, compie un vero e proprio massacro. E pertanto per dirlo alla napoletana, la ricciola sarebbe “o’ pesce pigliat’ ca bott’” intercalare con il quale, nel gergo comune, viene indicato anche un uomo/ragazzo che non eccelle in quanto a personalità ed intraprendenza.

“Un Robertino” moderno, per dirla alla Troisi?

Non proprio.

La ricciola è lo step successivo: un Robertino condizionato part-time dall’asfissiante morsa materna, al quale, però, è data l’opportunità di interagire con l’ambiente esterno.

Però, la ricciola si rivela tale per il pessimo e sterile modo in cui gioca le sue carte.

La ricciola è sempre ben pettinata e non esibisce mai una barba incolta, piuttosto sfoggia un pizzetto o un filo di barba impeccabilmente curati; il suo armadio è composto da mocassini, camicia, maglioncino, cardigan, polo, monocolore o a strisce o a rombi (scelti dal riconoscibile gusto retrò della madre) e quando indossa una t-shirt, prima di addormentarsi, recita un atto di dolore; non fuma, non beve, tuttalpiù si concede una sporadica birra con amici, avendo l’accorta premura di farla coincidere con un venerdì o un sabato, come ogni giusta trasgressione degna di nota, perché l’uscita infrasettimanale è bandita, in quanto, in virtù del precoce suono della sveglia al mattino, uscire di sera vorrebbe dire rinunciare alle almeno 8-10 doverose ore di sonno quotidiane; allaccia sempre la cintura prima di mettersi alla guida, anche per spostare la macchina di 2 metri; “perdindirindina” è la più insulsa imprecazione secreta dalle sue immacolate corde vocali e soprattutto nell’approccio con l’altro sesso non può e non sa fare altro che essere “la preda”.

Il suo pezzo forte sono gli approcci virtuali, arena ideale nella quale “i gattini” nella vita reale provano ad improvvisarsi leoni. L’approccio è sfrontato, diretto, incalzante, quindi, la malcapitata di turno non può sapere che dietro quell’artefatta sagoma da mandrillo, in realtà si cela una timida ricciola!

I messaggi sono assidui solo di notte, perché la ricciola non può usare il cellulare mentre guida o mentre è al lavoro ed è tassativamente vietato durante i pasti, “altrimenti mamma grida“, ma quando si ritrova da solo nel suo letto “qualcosa” gli ricorda che è un uomo e in quanto tale ha anche certe altre impellenze alle quali adempiere. Ed è allora che i messaggi diventano più bollenti, ma la ricciola di indole è pigra ed abitudinaria, quindi ipotizzare un incontro reale presenta alcuni ostacoli da fronteggiare.

In primis, trovare il coraggio di rinunciare a delle ore di prezioso sonno e/o ad una serata con gli amici che, per la cronaca, si svolge nel solito pub o nel solito lounge-bar, davanti ad un caffè – perché la birra, come detto, va bevuta una tantum – a parlare di calcio, motori e lavoro. Il rituale si conclude massimo all’una, quando la serata di lei si appresta ad iniziare!

In secondo luogo, la difficoltà di gestire l’incontro, perché la ricciola è talmente “ricciola” che esterna senza tabù tutta la sua incapacità di vestire i panni del cacciatore: “E dove andiamo? E che facciamo? Ma mica facciamo tardi? Dai, organizza tutto tu!”

Nel frattempo, però, i messaggi si fanno sempre più hot, perché la ricciola è talmente pigra e “ricciola” che preferisce lavorare di fantasia, piuttosto che trovare il coraggio di vivere “una notte da leone”.

Riuscirà mai la ricciola ad incontrare la sua donna virtuale?

Lo scopriremo presto!

 

 

Tags: massimo troisiricciolaricomincio da trerobertinostereotipi maschilitoro
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