“Il Volo”, una breve ma intensa storia alle spalle
Ormai i volti dei 3 componenti de “Il Volo” sono conosciuti a tutti, grazie alla partecipazione e alla vittoria al 65esimo ...
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Si è conclusa la 65esima edizione del Festival della canzone italiana che ha decretato il suo vincitore, anzi, i suoi ...
Sarà il recordman di partecipazioni sanremesi Peppino Di Capri uno dei ‘giurati’ d’eccezione del “Processo al Festival”, ideato da Run ...
Continua il focus di Napolitan sul Festival di Sanremo 2015: ieri sera c’è stata la quarta messa in onda che ...
Eccoci di nuovo a parlare della 65esima edizione del Festival di Sanremo, giunto alla metà della sua celebrazione. Anche la ...
Come promesso dopo la prima puntata, anche oggi Napolitan si occupa della seconda serata della 65esima edizione del Festival di ...
All’indomani del siparietto che ha visto protagonisti Alessandro Siani e il ragazzino obeso seduto in prima, la battuta colorita del ...
Continua l’approfondimento di Napolitan sulla rassegna della musica italiana, giunta alla sua 65esima edizione. Se prima ci siamo soffermati sulla ...
Seppure una cospicua fetta di mondo e media sia intenta a dipingere Alessandro Siani come un “bullo gigante” per effetto ...
Dopo una sbirciata dietro le quinte, il saluto e gli intenti di ogni cantante, il tappeto rosso è pronto, come questa 65esima ...
Sette colpi di pistola contro un asilo privato, un proiettile che raggiunge la finestra di un'abitazione al piano superiore e una denuncia per tentata estorsione presentata nell'agosto del 2025. Ad Acerra, il raid contro una struttura dedicata all'infanzia riaccende l'attenzione sul fenomeno delle intimidazioni e del racket nell'area a nord di Napoli. A raccontare il precedente è Maria De Rosa, proprietaria dell'asilo, che ha dichiarato di aver denunciato un tentativo di estorsione attribuito a persone che riteneva legate ad ambienti criminali del territorio. Dopo gli spari, la donna ha lanciato un appello alle istituzioni affinché non venga lasciata sola. «Sette colpi di pistola non fermeranno il mio coraggio. Non abbasserò la testa. Ho scelto di stare dalla parte dello Stato e ora chiedo allo Stato di stare dalla mia parte», ha affermato De Rosa ai media, ribadendo la volontà di non arretrare dopo quanto accaduto. Il raid in via Stendardo: un proiettile raggiunge un'abitazione Gli spari sono stati esplosi nella notte tra giovedì 15 e venerdì 16 ottobre contro l'asilo privato in via Stendardo, ad Acerra. Sul posto sono intervenuti i carabinieri della locale stazione e gli investigatori del Nucleo investigativo del gruppo di Castello di Cisterna, impegnati nei rilievi e nella ricostruzione della dinamica. Secondo quanto riferito dalla proprietaria, sono stati esplosi sette colpi. Uno dei proiettili ha oltrepassato la finestra di un'abitazione situata al piano superiore della struttura. Un dettaglio che evidenzia la pericolosità dell'azione, anche per le persone che vivono nell'edificio. Al momento non risultano feriti. L'identità di chi ha sparato e il movente restano da accertare. Gli investigatori dovranno verificare se esista un collegamento tra il raid e la denuncia presentata nel 2025, senza escludere altre piste. «Ho fatto la mia parte, ora lo Stato mi stia vicino» Nel suo appello, Maria De Rosa ha raccontato di aver scelto di rivolgersi alla magistratura perché non voleva accettare che la paura diventasse una regola imposta da altri. Ha inoltre sottolineato di aver collaborato con gli inquirenti, consapevole dei rischi, ma convinta della scelta compiuta. La donna ha espresso preoccupazione per i propri figli e per la famiglia, ribadendo però la volontà di andare avanti. Il suo messaggio è rivolto anche agli altri cittadini: denunciare, non cedere al silenzio e mantenere fiducia nella giustizia. «Non lasciate che il silenzio diventi la forza di chi vi minaccia», è l'appello lanciato dalla proprietaria. La solidarietà del Comune di Acerra Il sindaco di Acerra, Tito d'Errico, ha definito l'accaduto un atto intollerabile che ferisce l'intera comunità, esprimendo vicinanza alle persone coinvolte. L'amministrazione comunale ha ribadito la fiducia nel lavoro delle forze dell'ordine e della magistratura, assicurando che la questione della sicurezza continuerà a essere affrontata in collaborazione con le istituzioni competenti. L'episodio riporta al centro il tema della tutela di chi denuncia presunte richieste estorsive. La collaborazione con la giustizia è uno strumento fondamentale per contrastare il racket, ma deve essere accompagnata dalla capacità delle istituzioni di garantire ascolto, protezione e risposte concrete.
Era originario del Bangladesh e viveva in una struttura di accoglienza a San Gennaro Vesuviano. È morto il 16 ottobre...
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