Dopo l’esito del referendum, che ha visto prevalere il No, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni è intervenuta con un video pubblicato su Instagram, scegliendo ancora una volta la comunicazione diretta per commentare il risultato e rivolgersi agli elettori.
Un intervento sobrio nei toni, misurato nei contenuti, ma che non è passato inosservato anche per un dettaglio apparentemente secondario: l’abbigliamento. La premier si è presentata con un maglione grigio, una scelta che ha subito attirato l’attenzione degli osservatori della comunicazione politica.
Il video dopo il voto
Nel suo messaggio, Meloni ha preso atto del risultato referendario, sottolineando la centralità della volontà popolare e ribadendo la necessità di continuare il lavoro politico nel rispetto del responso delle urne.
Il tono è apparso meno combattivo rispetto alla fase di campagna elettorale: niente slogan, ma una comunicazione più istituzionale, orientata a trasmettere responsabilità e continuità.
A catturare l’attenzione è stata però la scelta del look. Il maglione grigio indossato dalla premier è stato paragonato da alcuni utenti social a quello sfoggiato dall’influencer Chiara Ferragni durante la fase più delicata del cosiddetto “pandoro gate”, lo scandalo mediatico legato alle operazioni benefiche e commerciali che aveva travolto l’imprenditrice.
Un accostamento che, al di là delle intenzioni, ha alimentato il dibattito sul significato simbolico dei colori nella comunicazione pubblica.
Secondo gli esperti di comunicazione politica e di linguaggio non verbale, il grigio è un colore tutt’altro che casuale.
Viene spesso associato a sobrietà e neutralità, ideale nei momenti delicati o di crisi; abbassamento dei toni, per evitare contrapposizioni accese; affidabilità e istituzionalità, soprattutto quando si vuole trasmettere senso di responsabilità; assenza di eccessi, quindi distanza da elementi percepiti come divisivi o polemici.
In altre parole, è il colore della gestione, più che dello scontro.
Strategia o coincidenza?
Non è possibile stabilire con certezza se la scelta del maglione grigio sia stata deliberata o casuale. Tuttavia, nella comunicazione politica contemporanea — sempre più attenta ai dettagli visivi — anche l’abbigliamento contribuisce a costruire il messaggio complessivo.
Dopo una sconfitta referendaria, presentarsi con un look essenziale e “neutro” può rappresentare una strategia per ridurre la distanza con l’opinione pubblica; trasmettere un’immagine di sobrietà e autocontrollo; evitare qualsiasi percezione di arroganza o trionfalismo.
Il parallelo con Chiara Ferragni resta più mediatico che sostanziale, ma evidenzia quanto oggi la comunicazione — politica o meno — sia osservata in ogni dettaglio, dai contenuti alle immagini.
Nel caso di Meloni, il video post-referendum e la scelta stilistica sembrano convergere in un unico messaggio: abbassare i toni, riconoscere il risultato e mantenere una postura istituzionale.
In un’epoca in cui ogni gesto è analizzato, anche un semplice maglione può diventare parte della narrazione politica.










