La morte del piccolo Domenico Caliendo, avvenuta dopo un trapianto di cuore all’ospedale Monaldi di Napoli, continua a sollevare interrogativi e a scuotere la sanità campana. Dopo le prime verifiche sulla vicenda, il presidente della Regione Campania Roberto Fico ha parlato di un quadro di criticità “più grave di quanto inizialmente emerso”, annunciando una serie di provvedimenti urgenti per fare piena luce sull’accaduto e garantire la sicurezza dei pazienti.
Secondo l’istruttoria avviata dalla Direzione generale per la tutela della salute della Regione Campania, l’analisi preliminare avrebbe evidenziato gravi problemi organizzativi e gestionali nella struttura ospedaliera. Tra le principali criticità segnalate figurano protocolli non aggiornati per il trasporto e la conservazione degli organi, carenze nella formazione del personale e ritardi nelle comunicazioni alle autorità sanitarie competenti.
Questi elementi, secondo quanto emerso dalle verifiche regionali, delineerebbero una situazione sistemica di disfunzioniche sarebbe precedente alla tragedia del piccolo Domenico. Proprio per questo motivo la Regione ha deciso di intervenire con misure straordinarie per accertare eventuali responsabilità e ristabilire condizioni di sicurezza adeguate.
Tra i primi provvedimenti annunciati da Fico c’è la riattivazione del Servizio ispettivo sanitario regionale, incaricato di effettuare una ispezione straordinaria sull’Azienda ospedaliera dei Colli, di cui fa parte l’ospedale Monaldi.
L’obiettivo dell’ispezione sarà verificare in modo approfondito l’organizzazione interna della struttura, le procedure adottate e le eventuali responsabilità gestionali o disciplinari. Gli ispettori dovranno stabilire se le criticità emerse fossero note o prevedibili e se siano state adottate in tempo le misure necessarie per evitarle.
Un’altra decisione immediata riguarda la sospensione del programma di trapianto cardiaco pediatrico presso il Monaldi. Il presidente della Regione ha infatti stabilito che l’attività non potrà riprendere finché non saranno ripristinate tutte le condizioni di sicurezza necessarie.
Nel frattempo, la continuità assistenziale per i piccoli pazienti cardiopatici sarà garantita attraverso la collaborazione con l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma, centro di riferimento nazionale per questo tipo di interventi.
La Regione ha indicato anche le condizioni necessarie per la possibile riapertura del programma trapianti pediatrici. Tra gli interventi ritenuti indifferibili figurano: la creazione di un’area di degenza e di un blocco operatorio dedicati alla cardiochirurgia pediatrica; il reclutamento di cardiochirurghi con esperienza specifica in ambito pediatrico; l’aggiornamento dei protocolli per il trasporto e la conservazione degli organi; il rafforzamento della formazione del personale sanitario e una maggiore integrazione tra le diverse unità coinvolte nel percorso assistenziale.
Parallelamente, la Regione ha deciso di trasferire il Centro regionale trapianti dagli Ospedali dei Colli agli uffici regionali, con l’obiettivo di garantire un coordinamento più diretto e un controllo più efficace sull’intera rete trapiantologica campana.
La tragedia del piccolo Domenico ha aperto anche un’indagine giudiziaria. La Procura di Napoli sta analizzando non solo le circostanze dell’intervento, ma anche il contesto organizzativo del programma di trapianti pediatrici negli ultimi anni, per capire se il caso rappresenti un episodio isolato o il segnale di problemi più ampi all’interno del reparto.
Intanto, associazioni di pazienti e comitati di genitori chiedono maggiore trasparenza e garanzie sulla sicurezza dei percorsi di cura, sottolineando la necessità di ricostruire la fiducia nel sistema sanitario regionale dopo una vicenda che ha profondamente colpito l’opinione pubblica.
Nel commentare la vicenda, il presidente Fico ha espresso la propria vicinanza alla famiglia del bambino, sottolineando che la tragedia impone interventi immediati e determinati affinché episodi simili non possano più ripetersi.
La morte di Domenico resta una ferita aperta per la sanità campana e per l’intera comunità. Le verifiche avviate dalla Regione e le indagini della magistratura dovranno ora chiarire responsabilità e criticità, con l’obiettivo di garantire ai piccoli pazienti cure sicure e strutture adeguate.











