Dietro la tragica notizia dell’accoltellamento avvenuto venerdì 16 gennaio nella scuola professionale “Domenico Chiodo” di La Spezia, emerge la storia di un ragazzo che, fino a poco tempo fa, aveva davanti a sé prospettive di vita e di lavoro. La vittima, Youssef Abanoud Safwat Roushdi Zaki, aveva 18 anni ed era conosciuto da amici e insegnanti come un ragazzo tranquillo, determinato e con un forte senso di responsabilità verso la famiglia.
Youssef era nato a Fayyum, vicino al Cairo, in Egitto, ma viveva da anni a La Spezia con la sua famiglia, dove era arrivato in tenera età. Aveva doppia nazionalità, egiziana e italiana, e si era perfettamente integrato nella comunità locale. I compagni lo chiamavano affettuosamente “Abu”. Studente dell’Istituto tecnico Einaudi‑Chiodo, Youssef era impegnato con profitto negli studi e puntava a un futuro come artigiano elettricista, una professione che avrebbe garantito stabilità lavorativa una volta conclusi gli studi. Oltre alla scuola, lavorava anche sporadicamente come cameriere in una pizzeria del centro per aiutare la famiglia nelle spese quotidiane, un segno della sua maturità e della volontà di responsabilità.
I suoi insegnanti e amici lo descrivevano come un ragazzo solare, timido ma motivato, rispettoso nei confronti degli altri e desideroso di costruirsi un percorso di crescita personale e professionale.
La mattina dello scorso venerdì 16 gennaio, Youssef è stato accoltellato in classe da un coetaneo, Zouhair Atif, 19 anni, anch’egli studente, con un coltello portato da casa. L’aggressore avrebbe successivamente detto di averlo colpito per motivi personali legati a dinamiche sentimentali, anche se la famiglia della vittima ha negato che Youssef fosse attivo sui social e collegato alla presunta foto incriminata. Youssef, colpito all’addome e al torace, è stato trasportato d’urgenza all’ospedale Sant’Andrea, dove è stato sottoposto a un intervento chirurgico, ma non ce l’ha fatta ed è morto la sera stessa.
La morte di Youssef ha lasciato un’impressione profonda tra i suoi compagni di scuola e i residenti di La Spezia. Molti studenti si sono radunati in un corteo silenzioso per le vie del centro storico per rendergli omaggio, passando da Piazza Garibaldi fino all’ospedale, mentre cittadini e conoscenti esprimevano incredulità e dolore per quanto accaduto. Gli insegnanti lo ricordano come un ragazzo con impegno negli studi, buoni voti e una forte volontà di imparare un mestiere, qualità che lo stava portando verso un futuro concreto e pieno di opportunità.











