Dolore e commozione nel mondo della musica partenopea per la scomparsa di Gino Polese, celebre cantante neomelodico originario del quartiere di Ponticelli, morto all’età di 68 anni. La notizia della sua morte, avvenuta giovedì 8 gennaio, è stata confermata dalla famiglia attraverso i social e ha subito suscitato una forte reazione di lutto tra fan, colleghi e amici.
Polese era una figura molto amata nella scena musicale locale, noto per la sua voce intensa e per il suo legame profondo con il territorio che lo aveva visto crescere artisticamente e umanamente. Nel corso di una carriera lunga e coerente, aveva collaborato con alcuni dei più importanti artisti della tradizione napoletana, tra cui Mario Merola e Mario Trevi, e aveva saputo conquistare il pubblico con la sua autenticità.
Per molti abitanti di Ponticelli, Polese non era solo un cantante, ma un simbolo di identità culturale e popolare. Amato per la sua capacità di raccontare realtà e sentimenti attraverso la musica, era spesso presente alle feste di quartiere, agli eventi locali e alle serate che intrecciavano melodie e storie di vita.
La sua ultima opera musicale, il brano intitolato “Natale”, pubblicato il 1° dicembre 2025 e dedicato alla madre, è diventata in queste ore un modo intenso per ricordarlo: una canzone che, nelle parole e nelle note, rifletteva l’affetto familiare e il suo profondo legame con le radici.
I funerali di Gino Polese si sono svolti oggi, venerdì 9 gennaio 2026, alle ore 16:00, presso la Chiesa della Madonna di Lourdes a Napoli. Una comunità intera gli ha reso omaggio, con familiari, amici e numerosi estimatori che hanno voluto stringersi attorno alla famiglia in questo momento di grande dolore.
Sui social network, tantissimi messaggi di cordoglio raccontano non solo la carriera di un artista, ma soprattutto la storia di un uomo amico, compagno di gioventù, voce di quartiere. “Questo 2026 è nato proprio male!”, si legge tra i ricordi condivisi, esprimendo il sentimento di vuoto lasciato da una figura che ha segnato musicalmente e umanamente intere generazioni.
La scomparsa di Gino Polese lascia un vuoto profondo nel panorama neomelodico napoletano e nella memoria collettiva di chi lo ha ascoltato e conosciuto. La sua voce, le sue canzoni e il suo modo di essere artista e uomo di quartiere rimarranno un ricordo prezioso, capace di evocare momenti di festa, di malinconia e di identità culturale radicata nella città di Napoli.











