È un giorno di profondo dolore in Italia per l’ultimo saluto ai giovani italiani morti nella tragedia di Crans‑Montana, lo spaventoso incendio scoppiato nella notte di Capodanno 2026 nel bar Le Constellation nella stazione sciistica svizzera, che ha causato 40 vittime e oltre 110 feriti.
Dopo che tutte le salme delle vittime sono state identificate dalle autorità svizzere e molte sono rientrate in patria grazie all’impegno delle istituzioni italiane, oggi, mercoledì 7 gennaio, si sono celebrati in diverse città italiane i funerali di cinque dei sei giovani italiani deceduti nella tragedia.
A Milano, dove risiedevano alcuni dei ragazzi, le cerimonie funebri si svolgono in due luoghi simbolo della città: Chiara Costanzo ha ricevuto l’ultimo saluto nella chiesa di Santa Maria delle Grazie, Achille Barosi nella basilica di Sant’Ambrogio.
Per l’occasione il sindaco Giuseppe Sala ha proclamato il lutto cittadino, un segno di partecipazione della comunità milanese al dolore delle famiglie.
Il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara ha preso parte, in mattinata, al minuto di silenzio nelle scuole italianeorganizzato in memoria dei giovani vittime, manifestando vicinanza istituzionale ai compagni di classe e agli insegnanti.
A Roma, in Piazza dei Santi Pietro e Paolo all’Eur, si è tenuta la cerimonia funebre di Riccardo Minghetti, 16enne romano che ha perso la vita nel rogo. La partecipazione è stata massiccia: amici, compagni di scuola, docenti e cittadini comuni si sono stretti attorno alla famiglia, trasformando il rito in un momento di condivisione collettiva del dolore.
Oltre a quelli già celebrati oggi, altri funerali sono in programma nei prossimi giorni per ricordare gli altri italiani deceduti: Giovanni Tamburi, 16enne di Bologna; Sofia Prosperi, 15enne; Emanuele Galeppini, i cui familiari e amici hanno già reso omaggio ieri con una cerimonia privata a Genova.
La drammatica vicenda ha avuto un impatto emotivo profondo in tutta Italia: diverse istituzioni locali e nazionali hanno espresso cordoglio, mentre scuole e comunità hanno osservato momenti di silenzio in memoria delle giovani vittime. La settimana del 7 gennaio è stata dichiarata giornata di lutto nazionale in Svizzera, con cerimonie ufficiali e campane delle chiese che suonano nel ricordo dei 40 deceduti, a testimonianza della dimensione internazionale della tragedia.
Le indagini per fare luce sulle cause dell’incendio e sulle eventuali responsabilità sono ancora in corso presso le autorità svizzere, mentre in Italia si moltiplicano gli appelli delle famiglie per giustizia e verità, affinché il dolore non rimanga solo un ricordo, ma stimolo per prevenire futuri drammi.











