È scomparso nella notte tra sabato 3 e domenica 4 gennaio a Napoli il professor Francesco Paolo Casavola, giurista di livello internazionale e presidente emerito della Corte Costituzionale.
Nato a Taranto il 12 gennaio 1931, Casavola aveva 94 anni e ne avrebbe compiuti 95 tra pochi giorni. La sua morte ha suscitato cordoglio trasversale nel mondo accademico, giuridico e istituzionale italiano.
Laureatosi in Giurisprudenza negli anni Cinquanta, Casavola divenne un punto di riferimento nel campo del diritto romano e del diritto costituzionale. Insegnò presso l’Università degli Studi di Bari e, a partire dal 1967, all’Università Federico II di Napoli, dove ricoprì anche la carica di direttore della Facoltà di Giurisprudenza tra il 1983 e il 1986.
Nel 1986 fu nominato giudice costituzionale, un incarico che rappresentò l’inizio di una nuova fase della sua lunga e prestigiosa carriera istituzionale. L’11 novembre 1992 venne eletto Presidente della Corte Costituzionale, ruolo che ricoprì fino al 25 febbraio 1995.
Le sue decisioni toccarono temi fondamentali del diritto costituzionale italiano, tra cui la famiglia, l’istruzione, il diritto militare, il sistema previdenziale e le norme elettorali.
Oltre alla carriera giuridica, Casavola svolse ruoli di grande rilievo nella cultura e nella bioetica nazionale. Dal 1996 al 1998 fu Garante per l’editoria e la radiodiffusione, e dal 1998 al 2009 fu presidente dell’Istituto dell’Enciclopedia Italiana Treccani, guidando una delle istituzioni culturali più prestigiose del Paese.
Nel 2006 fu anche presidente del Comitato nazionale per la bioetica, contribuendo a confronti cruciali sui temi etici legati alle tecnologie biomediche e alla dignità della persona.
La sua scomparsa è stata ricordata con commozione da autorevoli esponenti istituzionali. Il governatore della Regione Campania Roberto Fico ha espresso “profondo cordoglio” per la perdita di un giurista che ha segnato la formazione di generazioni di studiosi del diritto e la cultura giuridica italiana. Con la sua scomparsa, il mondo della magistratura costituzionale e dell’accademia perde una delle figure più autorevoli del secondo Novecento e dei primi decenni del Duemila. La sua opera di studioso, docente e magistrato rimane un pilastro per chiunque studi e interpreti il diritto nello Stato italiano.
Le esequie si sono svolte oggi, lunedì 5 gennaio, a Napoli, presso la chiesa della Santissima Trinità, dove colleghi, allievi e familiari si sono riuniti per un ultimo saluto a un maestro del diritto che ha dedicato la vita alla Costituzione e alla cultura giuridica del Paese.











