Secondo i dati diffusi dall’Istat, nel 2024 oltre 5,7 milioni di individui in Italia vivevano in condizioni di povertà assoluta, pari al 9,8% della popolazione residente. Questo dato rimane sostanzialmente stabile rispetto all’anno precedente, quando la percentuale era del 9,7%.
Inoltre, l’incidenza della povertà relativa tra gli individui è aumentata leggermente, passando dal 14,5% del 2023 al 14,9% nel 2024, coinvolgendo oltre 8,7 milioni di persone.
Distribuzione geografica e demografica
La povertà assoluta colpisce in modo più marcato le famiglie del Mezzogiorno, con un’incidenza del 10,5%, rispetto al 7,9% nel Nord e al 6,5% nel Centro Italia. Inoltre, le famiglie con almeno un componente straniero presentano un’incidenza di povertà assoluta del 30,4%, mentre quelle numerose (con cinque o più componenti) raggiungono il 21,2%.
Particolarmente preoccupante è la situazione dei minori: nel 2024, circa 1,28 milioni di bambini e ragazzi (pari al 13,8% della popolazione minorile) vivevano in povertà assoluta, il valore più elevato dal 2014.
Settori professionali e condizioni lavorative
Le famiglie con persona di riferimento operaio o assimilato presentano un’incidenza di povertà assoluta del 15,6%, mentre quelle con dirigente, quadro o impiegato si attestano al 2,9%. Questo evidenzia come la condizione di povertà sia strettamente legata al tipo di occupazione e al livello di reddito.
Prospettive future
Nonostante la stabilità dei dati nel 2024, l’Istat ha proiettato che, se l’attuale tendenza dovesse proseguire, nel 2030 una famiglia su dieci potrebbe trovarsi in povertà assoluta. Questo scenario sottolinea l’urgenza di interventi strutturali per contrastare la povertà e promuovere l’inclusione sociale.
In sintesi, i dati confermano la persistente criticità della situazione economica per una parte significativa della popolazione italiana, evidenziando la necessità di politiche efficaci per ridurre le disuguaglianze e garantire un tenore di vita dignitoso a tutti i cittadini.










