Nella serata del 20 ottobre, un vasto incendio è divampato in un capannone adibito a deposito di ricambi auto e vernici in via Principe di Napoli, nel quartiere Ponticelli a Napoli.
L’evento ha causato una densa colonna di fumo visibile da ampie zone della città, suscitando forte apprensione fra i residenti. In via precauzionale, dieci famiglie che abitavano nelle vicinanze sono state temporaneamente evacuate per motivi di sicurezza.
Non si registrano, al momento, vittime o feriti gravi. I vigili del fuoco hanno impiegato diverse squadre per domare le fiamme, e in via precauzionale è intervenuto anche il nucleo NBCR (Nucleare, Biologico, Chimico, Radiologico), a causa dei potenziali rischi derivanti dai fumi e dalla vicinanza a una rivendita di bombole di GPL.
Il Comune di Napoli e la Prefettura hanno attivato il Centro Coordinamento Soccorsi per gestire l’emergenza.
Fase acuta superata ma resta l’allarme diossina
Le autorità comunicano che la fase emergenziale acuta sembra ormai superata, anche grazie all’arrivo della pioggia, che ha aiutato a spegnere i residui focolai.
Tuttavia, l’attenzione resta alta per il rischio inquinamento atmosferico, con particolare riguardo alla possibile presenza di diossine e furani nei fumi. Arpa Campania ha prontamente installato un campionatore ad alto flusso, circa 150 metri dal sito dell’incendio, per verificare la presenza di diossine e furani nell’aria.
I rilevamenti delle stazioni fisse di monitoraggio della qualità dell’aria più vicine — in via Argine (NA09), Volla e Stazione Centrale (NA07) — indicano che i valori di PM10, PM2.5, monossido di carbonio, ossidi di azoto, nonché benzene, toluene e xilene, sono al momento al di sotto dei limiti di legge.
Nel comunicato ufficiale, Arpa sottolinea che “ulteriori risultati degli accertamenti in corso verranno diffusi non appena disponibili”.
L’incendio ha coinvolto materiali come plastica, vernici e componenti per auto, sostanze che durante la combustione possono rilasciare contaminanti organici persistenti.
La combustione incompleta può generare diossine e furani, composti con potenziali effetti tossici anche a basse concentrazioni, soprattutto se inalati per periodi prolungati o in presenza di condizioni di vulnerabilità (anziani, bambini, soggetti con problemi respiratori).
Le autorità hanno invitato la popolazione residente nell’area interessata a chiudere finestre e porte, limitare spostamenti e evitare di recarsi in prossimità del luogo dell’incendio.
Questioni urbanistiche, rischio e vulnerabilità
L’evento riporta all’attenzione problemi strutturali radicati: la presenza di depositi, magazzini e capannoni in zone densamente abitate, spesso con stoccaggio di materiali infiammabili o pericolosi. In situazioni simili, la vicinanza tra aree residenziali e attività industriali aumenta il rischio per la comunità in caso di incidenti o incendi.
Le autorità locali, insieme ad Arpa e Prefettura, dovranno garantire trasparenza nella diffusione dei dati ambientali, con aggiornamenti sui risultati delle analisi dei campionamenti.









