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Il significato della frase tatuata sulla coscia di Vincenzo Sarno, dedicata agli “infami” e alla giornalista

Luciana Esposito di Luciana Esposito
14 Gennaio, 2025
in Cronaca, In evidenza
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Il significato della frase tatuata sulla coscia di Vincenzo Sarno, dedicata agli “infami” e alla giornalista
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L’ex boss di Ponticelli e ormai ex collaboratore di giustizia Vincenzo Sarno, tornato alla ribalta di recente in seguito alla sua clamorosa incursione a Ponticelli, il quartiere che un tempo ha controllato da leader dell’omonimo clan, già un anno fa aveva platealmente annunciato le sue intenzioni.

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Nell’estate del 2023 aveva annunciato di voler tornare a Ponticelli ed ufficializzare il suo ritorno sulla scena camorristica mettendo la firma su un omicidio eclatante: quello della giornalista Luciana Esposito, direttrice di Napolitan.it.

Le motivazioni dell’odio quasi ossessivo che Vincenzo Sarno cova nei riguardi della giornalista vanno ricercate negli articoli pubblicati su Napolitan nel 2018, in cui mostrava il video della diretta Facebook che si concessero suo fratello Giuseppe e sua moglie Patrizia Ippolito, seduti al tavolino di un bar, nel corso della quale, interagivano con amici e parenti, lanciando messaggi espliciti che, tra le tante cose, denigravano la forze dell’ordine e lo Stato, violando le disposizioni alle quali i collaboratori sotto protezione devono attenersi. Motivo per il quale entrambi furono estromessi dal programma di protezione e Giuseppe Sarno fu trasferito in carcere, dove tuttora si trova recluso per scontare il residuo della pena che pende sul suo capo. La moglie di Vincenzo Sarno fu diffidata e formalmente ammonita, ma le fu concesso di continuare a vivere ancora nell’abitazione messa a disposizione dallo Stato, in quanto unica tutrice legale del figlio minore, dato che suo marito era detenuto.

Non appena gli sono stati concessi i domiciliari, l’ex boss di Ponticelli ha iniziato a pianificare il suo ritorno a Ponticelli, avviando al contempo una serie di attività illecite nella località dove si trovava sotto protezione e in detenzione domiciliare.

Un piano mandato in fumo dalle tempestive segnalazioni giunte alla giornalista Luciana Esposito che allertò immediatamente le forze dell’ordine operanti nella località di residenza di Vincenzo Sarno. A partire da quel momento l’ex boss era sorvegliato, si sentiva braccato, ma soprattutto umiliato da quello smacco che non poteva tollerare. Ciononostante, non ha mai indietreggiato, né ha mai consentito al buon senso di prevalere, optando per una condotta più prudente.

Il 2024 era iniziato da poco quando l’ex boss di Ponticelli pubblicò su Instagram un post, dedicato alla giornalista Luciana Esposito e alle persone che le avevano fornito quelle informazioni, determinando così il corso degli eventi che lo avevano messo con le spalle al muro.

La frase incisa sulla coscia destra dell’ex boss è tratta dal testo della canzone “Notti di lune storte” di Gigi D’Alessio:

Io che ho sempre fatto tutto quanto a modo mio
Mettendo in gioco quello che non era tuo
Se chiedi vedi bene prima quel che dai
La vita da quello che non ti aspetti mai
Metti la mia pelle e viaggia come ho fatto io
E vedrai quanto sudore che ho buttato via
E se durante il mio cammino ho fatto anche un sorriso
Vedi bene che c’è dietro forse è solo un caso
Ora che mi vedi e dici sono un uomo duro
Tu non sai quanto ho sbattuto questa faccia al muro
Le mie sofferenze ti assicuro sono tante
Mi ha tradito sempre quello a cui ho dato il sangue

“La frase adatta per la mia pelle!!! Infami mandate anche questa alla vostra amica ; che tra poco per voi ci saranno i giorni dei limoni neri proprio come diceva il mio vicchiariello”.

Questo il messaggio che accompagnava la foto pubblicata dal boss che definisce “infami” le fonti della giornalista e annuncia in maniera esplicita le sue intenzioni.

A marzo del 2024, Vincenzo Sarno è tornato in carcere, proprio come accadde a suo fratello Giuseppe, per aver violato le regole ai quali i pentiti sono tenuti ad attenersi, tra le quali, non utilizzare i social network. Anche lui estromesso dal programma di protezione, con tutti i disagi che ciò ha comportato anche per la sua famiglia. Lo scorso dicembre è stato scarcerato, dopo aver terminato di scontare la pena residua, e ha mantenuto fede alle intenzioni annunciate un anno prima, dimostrando che non erano solo chiacchiere.

Poco prima di capodanno, Vincenzo Sarno è davvero tornato a Ponticelli per avanzare delle estorsive ad alcuni commercianti. Un gesto eclatante che nel gergo camorristico annuncia l’intenzione di conquistare il controllo del territorio da parte di un clan, contestando l’autorità dell’organizzazione egemone. Non si è fatta attendere la replica dei De Micco, il clan che attualmente detiene il controllo del territorio e che assassinando Enrico Capozzi, 36enne figlio di una cugina dei Sarno, ha inscenato una duplice vendetta: la prima finalizzata a ridimensionare le velleità camorristiche di Vincenzo Sarno, la seconda mirata a “punire” Capozzi per la denuncia sporta nel 2023 e che fece scattare le manette per il suo estorsore, il ras dei De Micco Antonio Nocerino.

A un anno di distanza dalla pubblicazione di quel post, possiamo dire che i giorni “dei limoni neri” sono arrivati davvero.

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