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La strategia dei De Micco di Ponticelli: colpire “i deboli” per costringere i rivali ad uscire allo scoperto

Luciana Esposito di Luciana Esposito
13 Luglio, 2024
in Cronaca, In evidenza
0
Camorra Ponticelli: i possibili scenari introdotti dall’ultimo agguato
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La scesa in campo di tre affiliati al clan De Micco di Ponticelli per sedare una lite tra minorenni rende inequivocabilmente chiare le intenzioni che i bodo avevano già palesato uccidendo Emanuele Pierino Montefusco, fratello del ras “Zamberletto”, leader del gruppo dell’isolato 17 del rione De Gasperi che negli ultimi tempi aveva manifestato ampi segnali di ribellione, sfidando apertamente i rivali. Il gruppo di Zamberletto funge da perno portante del cartello costituito dagli altri clan attivi sul territorio in conflitto con i De Micco: i D’Amico del rione Conocal, i De Luca Bossa del Lotto O.

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I clan alleati hanno fragorosamente annunciato l’intenzione di marcare la scena camorristica ponticellese contestualmente alla scarcerazione di alcune figure di spicco, festeggiate in pompa magna nei rispettivi rioni. Il giorno successivo, i De Micco sono scesi in campo per manifestare con un’azione concreta l’intenzione di stroncare sul nascere le ambizioni dei rivali andando a colpire il fratello del ras che si era estromesso dal contesto malavitoso dopo aver scontato una pena per spaccio di stupefacenti e rapina e trascorreva gran parte delle giornate sul ciglio della strada dove è stato assassinato per vendere rotoloni di carta.

Un agguato eclatante, perchè finalizzato ad uccidere un soggetto estraneo alle dinamiche camorristiche, ma imparentato con il ras dell’isolato 17. Un omicidio voluto per lanciare un avvertimento concreto ai clan alleati e intenzionati a sfidare i De Micco, ma che al contempo potrebbe anche celare una strategia ben precisa, quella di far uscire allo scoperto le figure di spicco dell’organizzazione rivale che per inscenare la vendetta potrebbero rendersi più vulnerabili.

Da diverso tempo, infatti, il ras del rione De Gasperi e le altre figure apicali dell’alleanza stanno optando per un atteggiamento cauto, guardandosi bene dal lasciare i loro fortini per mostrarsi in strada, consapevoli del pericolo al quale sono sovraesposti. In quest’ottica, l’omicidio di Montefusco potrebbe rappresentare anche un’esca alla quale i rivali auspicano che i dissidenti possano abboccare per stanarli ed eliminarli.

Un intento probabilmente rimarcato anche dalle aggressioni subite dai due minorenni riconducibili ad Alessio Bossis, il 22enne che nel 2022 ha pagato con la vita l’intenzione di sfidare l’egemonia dei De Micco a Ponticelli.

Il fratello 15enne di Bossis è stato accoltellato dal fratello sedicenne di un affiliato al clan De Micco, il fratello 14enne di un fedelissimo di Bossis è stato invece pestato in strada da tre affiliati al clan De Micco, un uomo e due giovani.

Due episodi che concorrono ad indispettire i rivali e che potrebbero rappresentare l’ennesima provocazione eclatante per indurli a replicare e/o a rendersi conto che i De Micco sono disposti a tutto pur di preservare il controllo del territorio e che non intendono risparmiare nessuno, bambini e parenti estranei alle dinamiche camorristiche, in primis.

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Prec.

La ricostruzione dell’aggressione subita dal fratello di Alessio Bossis

Succ.

Ponticelli, un mancato agguato nel rione Conocal prima dell’omicidio Montefusco

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