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Omicidio Vincenzo Ruggiero: Heven rivela il motivo per cui Ciro Guarente lo ha ucciso

Redazione Napolitan di Redazione Napolitan
6 Settembre, 2017
in Cronaca, In evidenza
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Il corpo di Vincenzo Ruggiero tagliato con una motosega. “La doppia vita” del suo assassino
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vincenzo-ruggieroNuovi dettagli emergono nel corso delle indagini scaturite per far luce intorno all’omicidio di Vincenzo Ruggiero, il 25enne ucciso con due colpi di pistola, fatto a pezzi, discolto nell’acido e murato in un garage preso in affitto in un rione popolare di Ponticelli, quartiere d’origine del suo aguzzino, il 35enne Ciro Guarente.
Altre due persone avrebbero aiutato Ciro Guarente a mettere a segno l’atroce delitto. Oltre Francesco De Turris, pregiudicato di Ponticelli e primo complice arrestato con l’accusa di aver fornito a Guarente l’arma con cui ha ucciso Ruggiero, ci sarebbero altre due persone che l’hanno aiutato a disfarsi del cadavere.

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La Procura di Napoli Nord, che si occupa delle indagini, da tempo credeva che De Turris non fosse l’unico complice e Guarente avesse beneficiato dell’ausilio di altri complici per occultare i resti di Vincenzo. Ci sono, infatti, due nuovi indagati che gli inquirenti seguono da tempo, le cui identità sono emerse attraverso i tabulati telefonici dell’ex militare. Guarente dopo aver ucciso Vincenzo, nell’abitazione ad Aversa della sua compagna transessuale Heven Grimaldi, ha fatto una serie di telefonate probabilmente per chiedere aiuto.

Tra queste ne emergono due effettuate a chi con molta probabilità l’hai aiutato a occultare il cadavere. Si tratta di due persone di Ponticelli, quartiere d’origine di Guarente, che conosceva bene e di cui si fidava, altrimenti non avrebbe chiesto loro aiuto in una situazione del genere. Nelle prossime ore i magistrati potrebbero proseguire alla richiesta di misure restrittive nei confronti dei due nuovi indagati.

Emblematiche le immagini delle telecamere esterne dello studio privato ubicato di fronte all’appartamento di Ruggiero, ad Aversa, dove è avvenuto il delitto, che riprendono Guarente arrivare prima della vittima; altre immagini inquadrano poi il 35enne caricare un sacco con il corpo di Ruggiero in auto qualche ora dopo. Senza quei frame Guarente probabilmente l’avrebbe fatta franca; entro pochi giorni sarebbero stati cancellati essendo caricati su un disco rigido.

La linea difensiva dei legali di Guarente, così come riporta il sito CasertaCe.net, potrebbe puntare sul riconoscimento della semi infermità o infermità mentale. Difficilmente questo punto verrà considerato dai giudici in quanto l’omicida pare abbia avuto sempre comportamenti lucidi nell’eseguire il rito dell’orrore messo in atto contro la vittima.
Intanto emergono dettagli importanti estrapolati dall’interrogatorio di Heven Grinìmaldi, la compagna di Guarente cheha ricostruito i giorni della scomparsa di Vincenzo Ruggiero, suo grande amico nonchè coinquilino. Quest’ultimo aveva pianificato tutto. Voleva far credere ad Heven che Vincenzo si fosse allontanato volontariamente, tanto da utilizzare le valigie del ragazzo di Parete dove è stato trasportato materialmente il corpo tagliato a pezzi.

Heven lo scorso 7 luglio era a Bari per lavoro. Al suo rientro, il giorno successivo, si è subito reso conto che qualcosa non andava. Queste le sue parole ai carabinieri: “Il sei luglio ci lasciammo. Ciro lamentava il fatto che io e Vincenzo dormissimo nella stessa stanza da letto ogni notte. Così, il giorno prima della scomparsa di Vincenzo si concluse la mia storia sentimentale durata 7 anni con Ciro proprio perché in casa mia c’era un altro uomo, Vincenzo Ruggiero. Quando però qualche giorno dopo, nel sistemare i miei abiti nel cassettone, vidi sotto il letto della camera una scatola di proprietà di Vincenzo, in cui custodiva i suoi ricordi più cari gelosamente, con tutta la collezione dei cd di Laura Pausini, molto importante per lui, iniziai a dubitare di un allontanamento volontario e a sospettare di Ciro”arole che svelerebbero agli investigatori il movente di un delitto così efferato avvenuto la notte del 7 luglio. Vincenzo fu prima ucciso a colpi d’arma da fuoco, poi tagliato a pezzi e portato in un garage di Ponticelli, quartiere natale di Ciro. La procura di Napoli Nord, guidata da Francesco Greco, continua a portare avanti le indagini (ci sarebbero altri due indagati) ma potrebbe fare i conti con una decisione a sorpresa dell’assassino reo confesso e del suo legale.

Ciro infatti potrebbe «giocarsi» la carta dell’infermità mentale ed evitare condanne pesanti in caso di processo. C’è, infatti – come spiega Il Mattino – un verbale della commissione ospedaliera della Marina Militare che certifica il suo spostamento dal settore militare a quello civile con una motivazione chiara: “l paziente Guarente risulta affetto da stress ansioso depressivo tale da individuare un disadattamento alla Forza Armata”.
La gelosia. Una gelosia bruciante, fortissima, tanto da spingere Ciro Guarente a uccidere il giovane 25enne di Parete Vincenzo Ruggiero. E’ quanto emerge, così come rivela Il Mattino, dai verbali dei Carabinieri depositati in Procura e contenenti le dichiarazioni della trans Heven. “Il sei luglio ci lasciammo. Ciro lamentava il fatto che io e Vincenzo dormissimo nella stessa stanza da letto ogni notte. Così, il giorno prima della scomparsa di Vincenzo, si concluse la mia storia sentimentale durata 7 anni con Ciro proprio perché in casa mia c’era un altro uomo”.

Ma i sospetti sulla scomparsa dello stesso Ruggiero sorsero grazie a un particolare: “Quando però qualche giorno dopo – spiega la trans -, nel sistemare i miei abiti nel cassettone, vidi sotto il letto della camera una scatola di proprietà di Vincenzo, in cui custodiva i suoi ricordi più cari gelosamente, con tutta la collezione dei cd di Laura Pausini, molto importante per lui, iniziai a dubitare di un allontanamento volontario e a sospettare di Ciro”.

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