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Real Albergo dei Poveri a Napoli, l’edificio simbolo della generosità partenopea

Redazione Napolitan di Redazione Napolitan
29 Gennaio, 2015
in Arte & Spettacolo
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Real Albergo dei Poveri a Napoli, l’edificio simbolo della generosità partenopea
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Il Real Albergo dei Poveri, chiamato anche Palazzo Fuga,  è uno degli edifici napoletani, simbolo della pietà di un principe, per i suoi sudditi. Date le sue dimensioni, risulta uno dei palazzi più grandi d’Europa. Di proprietà del Comune di Napoli dal 1981, rientra in un’area protetta del centro storico napoletano,  considerata patrimonio universale dall’Unesco.

L’edificio che troneggia nel tridente stradale di Piazza Carlo III, fu iniziato per volere di Carlo III di Borbone. L’opera architettonica commissionata all’architetto  Ferdinando Fuga nel 1751, non fu mai terminata, a causa delle grosse cifre necessarie  per portare a termine un progetto tanto vasto. Proseguita la sua costruzione agli  inizi del XIX secolo, dall’architetto Francesco Maresca, su ordinanza del nuovo re Ferdinando IV,  che ne cambiò la destinazione d’uso da luogo assistenziale, ad allocazione di macchine di produzione manifatturiera, i lavori furono comunque interrotti nel 1819. L’opera venne dunque lasciata a metà.

Il palazzo monumentale, esempio del barocco napoletano, fu progettato perché Carlo III intendeva ospitare negli oltre 100mila metri quadri dell’edificio, tutti i poveri del Regno di Napoli. Prevedeva inizialmente, una pianta rettangolare con cinque cortili interni e una chiesa nel mezzo; poi fu ridimensionata l’ambizione archittettonica di questa struttura di dimensioni colossali. L’intento sociale ed umanitario di Carlo III di Borbone, è stato perseguito nei decenni successivi, quando l’Albergo dei Poveri è divenuto, seppur incompiuto, rifugio per bambini e ragazzi orfani, per uomini e donne indigenti, che trovarono qui alloggio, istruzione e accoglienza. Considerata la mancanza di risorse per completare la costruzione del rifugio per indigenti, molti degli uomini ospitati nell’Albergo, furono assunti come muratori, mentre alle donne furono regalate le fedi nuziali perché si sposassero per lasciare in fretta la struttura.  Come carcere, rieducò i detenuti al lavoro; quando diventò nel 1838 scuola di musica, formò validi suonatori per le compagnie militari. Sorse nel tempo, anche una scuola per sordomuti,  fino a quando nel 1937 divenne istituto per la rieducazione di minorenni soggetti a misure di sicurezza, e poi Tribunale per i minori.

A questi scopi assistenziali, ben si prestavano le oltre 430 stanze distribuite su quattro livelli. Palazzo Fuga arrivò ad ospitare circa 5000 persone nel lontano 1857, ma a causa della diminuzione dei fondi, le condizioni di vita al suo interno peggiorarono. Gli ospiti si diedero ad ozio, prostituzione e furto. Nell’albergo vigeva il caos. Fu così che il 21 agosto del 1866, fu organizzata una rivolta e le autorità cittadine per accertare la responsabilità dell’accaduto, scelsero di far abbandonare l’edificio.

Nei secoli, il Real Albergo dei poveri  ha avuto una storia lunga e travagliata. Numerosi sono stati i crolli e danneggiamenti subiti, soprattutto dopo il terremoto del 1980. Abbandonato e occupato poi abusivamente, il palazzo nato per dare aiuto ai bisognosi, ha vissuto poi negli ultimi anni, una nuova fase di ristrutturazione e riqualificazione per eventi e mostre, su volere del Comune di Napoli, che nel 1999 istituì il Progetto recupero Real Albergo dei Poveri.

 

 

Tags: albergo dei poveriarchitettura napoletanaarte e culturanapoli
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