• Redazione
  • Contatti
  • AD
  • I’m Napolitan
  • Accedi
mercoledì, 22 Aprile, 2026
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
Napolitan - Il nuovo modo di leggere Napoli

Il nuovo modo di leggere napoli

  • News
  • Cronaca
  • Arte & Spettacolo
  • Musica
  • Napolitan by Night
  • Non solo hobby
  • Foto
  • Da Sud a Sud
  • Fratelli d’Italia
  • Fenomeni Virali
  • News
  • Cronaca
  • Arte & Spettacolo
  • Musica
  • Napolitan by Night
  • Non solo hobby
  • Foto
  • Da Sud a Sud
  • Fratelli d’Italia
  • Fenomeni Virali
Napolitan - Il nuovo modo di leggere Napoli
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati

Le Tarantelle del Sud: dall’ estasi pagana alla danza religiosa

Redazione Napolitan di Redazione Napolitan
28 Gennaio, 2015
in Da Sud a Sud
0
Le Tarantelle del Sud: dall’ estasi pagana alla danza religiosa
Share on FacebookShare on Twitter

Tarantella1<< LaTarantèlla! Tutti la conoscono; è una danza vulcanica come le emozioni che esprime; è la storia d’una passione meridionale in ogni età, in ogni sua fase. Ogni gesto è un’idea, ogni posizione un sentimento(…)>> scriveva  Charles Didier nel 1845.

ADVERTISEMENT

E, in effetti, si tratta di un ballo senza tempo, senza una precisa collocazione storica; tuttavia, un pezzo fondamentale della cultura meridionale, delle sue tradizioni e dei suoi corpi sempre in tumulto.

Il termine Tarantèlla funge un pò da contenitore per tutte quelle danze del sud italia, caratterizzate dai ritmi veloci, in vario metro, ed è plausibile collegare il sostantivo al tarantismo, ossia il complesso fenomeno isterico – compulsivo causato dal morso del ragno, più precisamente della tarantola (Lycosa tarentula), meno pericolosa, e della malmignatta (un ragno più piccolo, ma decisamente più dannoso). La danza frenetica e liberatoria, quindi, diventava terapeutica in vista dell’ espulsione, tramite il sudore, del veleno del ragno. Sia per chi era stato morsicato, sia per chi pensava di esserlo stato.

Ed era nei sei mesi estivi che i suonatori di taranta, giravano le campagne, facendo ballare tutti i tarantolati, inducendoli alla guarigione, e salvandoli dalla pizzicata del ragno; da qui, il nome della pizzica pizzica salentina, che commercialmente, è conosciuta proprio come Taranta.

Sono numerose le tarantelle del sud che, ancora oggi, sono vive nella tradizione delle nostre terre, e prendono un nome diverso, a secondo della zona in cui sono nate e si sono evolute: esiste la tarantella napoletana, la salterella (tarantella abbruzzese), la pizzica (tarantella pugliese), la tarantella montemaranese in Irpinia, la ballarella (la tarantella molisana), la tarantella arbèreschè (dei paesi di etnia arbèreshè), ed altri tipi ancora.

Emblema del sud Italia, la tarantella, risale, per consuetudine storica, al Regno delle Due Sicilie, il quale vide nascere anche versioni colte del ballo, di cui, la più importante è  stata La danza di Gioacchino Rossini, una composizione orchestrale.

Tuttavia le origini di questa cultura danzate sono più antiche e più misteriose; Come se fosse figlia di ogni epoca e di ogni religione; attrice nevrotica e sinuosa di molti popoli, i quali, oltre alle leggi verbali e scritte, si sono tramandati la passione ballata. Molti hanno studiato la similitudine tra l’ estasi delle menadi di Dioniso (la scinnide era la danza per Dioniso) e la convulsiva danza delle popolari ebbre, le quali, scaricavano nella tarantella, le tensioni e le frustrazioni raccolte nel quotidiano; Pertanto, si pensa ad una contaminazione pugliese coi flussi migratori Spartani e Achei.

Altri, hanno, invece, sottolineato, la vicinanza della tarantella ad uno stato di Trance, simile a quello che avviene durante i riti mistici del Vudu o della Macumba; in pratica si trattava di una sorta di adorcismo, che si contrappone alla pratica dell’ esorcismo: attirare santi o spiriti nel proprio corpo per aiutarlo nella guarigione.

Nel corso dei secoli, le tarantelle hanno evoluto la loro semantica assieme alla cultura nella quale si innestavano, e col cristianesimo, si è passati da un ballo pagano, sfrenato e senza pudore ad una danza quasi religiosa, che invoca l’ aiuto di Dio e dei Santi, tramite il movimento del corpo. la Tarantella, la taranta, la pizzica o la tammurriata (la danza popolare campana che prende il nome dallo strumento che si usa per crearne i ritmi, la tammorra) sono radicate nella cultura del sud così profondamente, da essere praticate in ogni tipo di contesto, sia privato che pubblico: dalle cerimonie religiose cittadine alle feste private, quali matrimoni o nascite.

Proprio grazie al dinamismo semantico della tarantella, anche il ballo di coppia si è riempito di significato, fino a diventare un rito di corteggiamento, nella pizzica, e una danza bi-partita nella tammurriata. Il fazzoletto, nella prima, indica la provocazione elegante della donna, la quale sceglie il momento in cui cedere all’ uomo, che, con velati movimenti del corpo, la corteggia. Mentre, la tammurriata dà centralità anche al gruppo che attornia la coppia, la quale può anche prevedere attori dello stesso sesso, poiché non si tratta, strettamente, di corteggiamento, bensì di condivisione ritmica. E, nel caso, del ballo di coppia, la componente cristiana è molto forte, siccome non vi è, quasi mai, una forte e continua vicinanza fisica.

Negli ultimi anni abbiamo assistito ad un “riavvicinamento” ai balli popolari, soprattutto da parte delle giovani generazioni, i quali auspicano ad un ritorno alle orgini, ad una ripresa di tradizioni locali, in contrapposizione ai dominanti “riti globali”. E questo testimonia, senza dubbio, l’ immortalità dell’ attaccamento alla terra, quel viscerale rapporto che si ha con i propri natali, e che non è sempre consapevole.

Ogni anno, a Melpignano, in Salento, l’ ultima domenica di agosto vede riempirsi le strade della città per la Notte della Taranta: giovani, anziani e bambini di tutto il nostro paese partecipano, in massa, a quest’ evento sempre atteso dai tarantolati e non. Tanto che da qualche anno è anche appuntamento televisivo sulle reti Rai, anche per la presenza di ospiti autorevoli, tra cui cantanti italiani di fama indiscussa.

Ed è  questa mescolanza generazionale e sociale a dare magia alle danze tradizionali, imperiture come i sentimenti e i colori delle terre del sud, arricchite dalle diverse culture che hanno visto susseguirsi nella storia.

Molti sono i momenti, anche in Campania, dedicati alla tammurriata e alla tradizionale tarantella, sia in occasioni religiose (famosa è la festa, a Pagani, in onore della Madonna delle galline), sia in occasioni puramente ludiche (come la Festa della Tammorra a Somma Vesuviana) in cui gli appassionati si incontrano per dare sfogo all’ arte e all’ incantevole ballo del sud.

C’è voluto tempo prima che una danza pagana, e quasi immorale, come la taranta, fosse socialmente accettata, e fatta divenire una danza cerimoniale di gruppo. Si tratta della trasformazione socio- antropologica di molti riti pagani (quasi profani), in secondo momento integrati e accolti negli scenari collettivi, sempre più regolati dalle religioni dominanti. Si tratta di cambiare, necessariamente, volto senza perdere l’ identità che si porta in grembo.

 

 

Tags: danze popolaridionisoestasigioacchino rossinimalmignattamenadipizzica pizzicaregno delle due sicilierito di corteggiamentoscinnidetammorratammurriatatarantellatarantismotarantola
ADVERTISEMENT
Prec.

Sergio Cammariere in concerto all’Augusteo il 2 febbraio

Succ.

L’Ateneo di Palermo ricorda i 5 docenti ebrei espulsi

Può interessarti

Addio a Luca Iannuzzi, imprenditore simbolo della movida napoletana
Da Sud a Sud

Addio a Luca Iannuzzi, imprenditore simbolo della movida napoletana

21 Aprile, 2026
Napoli Est, Rione Villa: presentazione dell’accordo per la cura e riqualificazione di 5000 mq di verde
Da Sud a Sud

Napoli Est, Rione Villa: presentazione dell’accordo per la cura e riqualificazione di 5000 mq di verde

21 Aprile, 2026
Pinko, trunk show con 300 ospiti: riflettori sulla collezione spring-summer 2026
Da Sud a Sud

Pinko, trunk show con 300 ospiti: riflettori sulla collezione spring-summer 2026

21 Aprile, 2026
Gennaro D’Amato tra le “Legends” mondiali dell’allergologia: il riconoscimento a un luminare napoletano
Da Sud a Sud

Gennaro D’Amato tra le “Legends” mondiali dell’allergologia: il riconoscimento a un luminare napoletano

20 Aprile, 2026
La Napoli che verrà, a San Giovanni a Teduccio si è svolta l’Assemblea Nazionale ANCI Giovani
Da Sud a Sud

La Napoli che verrà, a San Giovanni a Teduccio si è svolta l’Assemblea Nazionale ANCI Giovani

20 Aprile, 2026
Napoli tiene a battesimo la nuova linea skincare di Giorgia Palmas: “I miei consigli alle donne in vista dell’estate”
Da Sud a Sud

Napoli tiene a battesimo la nuova linea skincare di Giorgia Palmas: “I miei consigli alle donne in vista dell’estate”

20 Aprile, 2026
Succ.
L’Ateneo di Palermo ricorda i 5 docenti ebrei espulsi

L'Ateneo di Palermo ricorda i 5 docenti ebrei espulsi

Please login to join discussion

Ultimi Articoli

22 aprile, Giornata Mondiale della Terra: il pianeta tra emergenza e responsabilità

22 aprile, Giornata Mondiale della Terra: il pianeta tra emergenza e responsabilità

di Redazione Napolitan
21 Aprile, 2026
0

La Giornata Mondiale della Terra, celebrata ogni anno il 22 aprile, è uno degli appuntamenti internazionali più importanti dedicati alla tutela dell’ambiente...

A Ponticelli regnano omertà e silenzio all’indomani dell’omicidio del 20enne Fabio Ascione

“La quiete dopo la tempesta”: spariti dalla circolazione i ras di Ponticelli, dopo l’omicidio di Fabio Ascione

di Luciana Esposito
21 Aprile, 2026
0

Un omicidio che ha sancito un perentorio e doloroso punto di non ritorno, quello del giovane Fabio Ascione, il ventenne...

Addio a Luca Iannuzzi, imprenditore simbolo della movida napoletana

Addio a Luca Iannuzzi, imprenditore simbolo della movida napoletana

di Redazione Napolitan
21 Aprile, 2026
0

Si è spento oggi, martedì 21 aprile, Luca Iannuzzi, volto noto dell’imprenditoria partenopea e protagonista della vita notturna tra Napoli...

Fabio Ascione: condannato ad avere per sempre 20 anni da quello sparo che lo ha ucciso due settimane fa

Fabio Ascione: condannato ad avere per sempre 20 anni da quello sparo che lo ha ucciso due settimane fa

di Luciana Esposito
21 Aprile, 2026
0

Aveva vent’anni, Fabio Ascione, il giovane ucciso all'alba di martedì 7 aprile, da un proiettile che sarebbe partito accidentalmente dalla...

Facebook Twitter Youtube
  • Redazione
  • Contatti
  • Privacy and Cookie Policy
  • AD
Napolitan è una testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Nola n.° 9 del 23/12/2014. Iscrizione al Registro degli Operatori per la Comunicazione n. 24695

© 2022 Napolitan.it | Tutti i diritti riservati

Bentornato!

Accedi al tuo account

Hai dimenticato la password?

Recupera la tua password

Inserisci il tuo nome utente o email per recuperare la password

Accedi
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
  • News
  • Cronaca
  • Arte & Spettacolo
  • Musica
  • Napolitan by Night
  • Non solo hobby
  • Foto
  • Da Sud a Sud
  • Fratelli d’Italia
  • Fenomeni Virali

© 2022 Napolitan.it | Tutti i diritti riservati

Vuoi sbloccare questo post?
Contenuti da sbloccare rimanenti. : 0
Sei sicuro che vuoi cancellare questo abbonamento?