Dopo la brutale aggressione in piazza Vanvitelli, il Comitato Valori collinari denuncia l’insicurezza percepita dai residenti e chiede controlli notturni continuativi. Gennaro Capodanno: «La sicurezza non può essere affidata alla speranza che passi una pattuglia».
Un padre interviene per difendere le figlie e finisce massacrato di botte. Poi, mentre è a terra, un camion per la raccolta dei rifiuti gli schiaccia una gamba. È la drammatica sequenza consumatasi nella notte tra sabato 10 e domenica 11 ottobre tra piazza Vanvitelli e via Bernini, nel cuore del Vomero. Un episodio di violenza che ha riacceso la rabbia dei residenti e riaperto una domanda: quanto sono efficaci i controlli nelle ore notturne, anche nelle aree sottoposte a vigilanza rafforzata?
Il cinquantenne, secondo le ricostruzioni giornalistiche, sarebbe intervenuto dopo una lite che aveva coinvolto le figlie, di 12 e 16 anni. L’uomo sarebbe stato circondato e colpito ripetutamente dal gruppo di giovani, anche quando era già a terra. Durante quei momenti concitati, un mezzo della raccolta dei rifiuti lo ha travolto, schiacciandogli una gamba. Trasportato all’ospedale Cardarelli, è stato sottoposto a un delicato intervento chirurgico. Anche una delle ragazze ha riportato lesioni e dovrà indossare un collare per un mese. Alcuni minorenni sarebbero stati identificati e denunciati, mentre gli accertamenti sono finalizzati a ricostruire la dinamica dell’accaduto.
Una violenza che ha scosso il quartiere e provocato la dura presa di posizione del Comitato Valori collinari, che esprime solidarietà alla famiglia e chiede risposte concrete alle istituzioni.
«Ci troviamo di fronte a un episodio di una gravità sconvolgente, che ha colpito una famiglia e l’intera comunità del Vomero», afferma Gennaro Capodanno, presidente del Comitato. «Un padre è intervenuto per proteggere le figlie e si è ritrovato vittima di una violenza brutale. Alla famiglia va la nostra piena solidarietà e l’augurio di una pronta e completa guarigione».
La zona rossa non basta: «Servono presidi reali»
Al centro della protesta c’è la distanza tra i provvedimenti annunciati e la sicurezza che i cittadini avvertono nelle strade. Secondo quanto riferito da alcuni presenti e dai familiari delle vittime, al momento dell’aggressione non sarebbe stato visibile un presidio delle forze dell’ordine nella piazza. Un aspetto che dovrà essere verificato dalle autorità, chiamate a chiarire anche l’organizzazione dei servizi di vigilanza.
Piazza Vanvitelli era stata inserita nella zona rossa del Vomero dopo l’accoltellamento di un sedicenne, avvenuto l’8 settembre scorso. Il ragazzo era stato ferito alla schiena durante una colluttazione e dimesso con una prognosi di dieci giorni. Un episodio che aveva già alimentato le preoccupazioni di residenti e commercianti, spingendo a chiedere un rafforzamento dei controlli. <Cite refs={[“turn250968search0″,”turn250968search11”]}/>
«Dopo l’accoltellamento del ragazzo di sedici anni avevamo chiesto risposte urgenti e l’istituzione della zona rossa. Quel provvedimento è stato adottato, ma episodi come quello avvenuto ora impongono una verifica immediata della sua efficacia», sottolinea Capodanno.
La richiesta è quella di pattuglie riconoscibili, coordinate e presenti nei punti più esposti, soprattutto durante i fine settimana e nelle fasce orarie di maggiore affluenza. Non soltanto controlli sulla carta, dunque, ma una presenza capace di prevenire le aggressioni e intervenire tempestivamente.
«Non basta tracciare un perimetro o annunciare controlli: occorrono pattuglie riconoscibili, coordinate e presenti nei punti critici», ribadisce il presidente del Comitato.
Residenti esasperati, si valuta l’ipotesi delle ronde civiche
La tensione cresce e, tra i residenti, prende corpo anche l’ipotesi di promuovere osservatori volontari, comunemente definiti «ronde civiche». Il Comitato precisa che non si tratta di sostituirsi alle forze dell’ordine, né di incoraggiare iniziative autonome di intervento contro chi commette reati.
L’eventuale partecipazione dei cittadini, sostiene Capodanno, dovrà svolgersi esclusivamente nei limiti previsti dalla normativa e in raccordo con le istituzioni competenti. Gli osservatori volontari possono segnalare situazioni potenzialmente pericolose, ma non possono trasformarsi in pattuglie di cittadini chiamate a intervenire direttamente nelle situazioni di violenza.
«Quando i cittadini percepiscono un vuoto di presidio, è comprensibile che cerchino forme di partecipazione e di attenzione al territorio», dichiara Capodanno. «Nessuna improvvisazione, nessuna giustizia fai-da-te: il compito di prevenire e reprimere i reati spetta alle istituzioni e alle forze di polizia».
L’obiettivo, nelle intenzioni del Comitato, è riportare al centro il diritto dei residenti a vivere gli spazi pubblici senza paura, senza alimentare allarmismi e senza trasformare l’esasperazione in iniziative fuori dalle regole.
Annunciato un sit-in: appello a Prefetto, Questore e Sindaco
Il Comitato Valori collinari annuncia anche un sit-in di protesta, da organizzare insieme ad altre associazioni e realtà del territorio. Data, luogo e modalità saranno comunicati una volta definiti.
L’iniziativa vuole dare voce a famiglie, residenti e operatori commerciali e chiedere un piano operativo chiaro per la sicurezza del quartiere. Tra le richieste figurano presidi effettivi nelle ore notturne, pattugliamenti coordinati, controlli nei luoghi di aggregazione giovanile, un confronto stabile con i cittadini e una verifica pubblica dei risultati raggiunti.
Il Comitato sollecita inoltre il Prefetto, il Questore e il Sindaco di Napoli a convocare con urgenza un confronto dedicato alla sicurezza del Vomero e a rendere note le misure previste per piazza Vanvitelli e per le altre aree interessate dalla zona rossa.
«Non accetteremo che l’ennesima aggressione venga archiviata come un fatto isolato», conclude Capodanno. «La violenza di un branco contro chi difende le proprie figlie è un campanello d’allarme che non può essere ignorato. I cittadini sono esasperati e arrabbiati: chiedono risposte democratiche, verificabili e immediate».
La protesta annunciata porta con sé una richiesta precisa: non bastano provvedimenti formali se chi vive il quartiere continua a sentirsi esposto alla violenza. La sicurezza si misura nella capacità di prevenire le aggressioni, proteggere le persone e garantire una presenza concreta dello Stato. Anche quando cala la notte.









