Sono ritornati a scuola, dopo esattamente un mese di assenza forzata, gli alunni dell’istituto comprensivo “De Filippo” del Parco Conocal di Ponticelli. Lo scorso 19 dicembre il plesso era stato dichiarato inagibile, per effetto di numerosi disservizi: bagni e riscaldamenti rotti, problemi all’impianto idrico. Motivo per il quale, lunedì 12 gennaio ha preso il via la protesta delle mamme che hanno occupato la scuola inscenando un presidio permanente che le ha costrette anche a dormire all’interno della struttura fredda e fatiscente. Un’occupazione voluta per imporre al Comune di Napoli di espletare la parte finale dell’iter burocratico necessario a rendere agibile e fruibile il “plesso gemello”, completamente ristrutturato con i fondi del PNRR. Una battaglia culminata in un lieto fine: stamattina, lunedì 19 gennaio, il taglio del nastro ha ufficializzato il ritorno tra i banchi nel plesso completamente ristrutturato.
Ben più incerta, invece, la situazione tra le mura del plesso “Madonnelle” dello stesso istituto. Anche le madri degli alunni della scuola del rione Incis lo scorso lunedì 12 gennaio hanno inscenato la loro protesta con un’assenza di massa che nel caso dei bambini dell’asilo si sta protraendo. Ben diversa la situazione degli alunni delle elementari che sono obbligati a frequentare le lezioni scolastiche, seppure vi siano forti dubbi in merito alle condizioni di agibilità dell’istituto. In primis, perché il guasto all’impianto fognario rende funzionante e utilizzabile un unico bagno sia maschi che femmine: centinaia di bambini costretti ad organizzare turni per andare in bagno. Una situazione contornata da molti altri disservizi che si traducono in disagi per i bambini e che stanno suscitando preoccupazione e allarmismo tra le mamme, costrette a dividersi in fazioni: quelle che hanno bambini che frequentano la scuola elementare e che seppure in apprensione per lo stato in cui versa l’istituto, sono costrette a mandarli a scuola per non violare la legge. Invece, le mamme dei bambini che frequentano l’asilo, preferiscono tenerli a casa, a fronte di una scuola aperta e fruibile, perché preoccupate dallo stato di incuria in cui versa la scuola.
Le mamme degli alunni del plesso “Madonnelle” dell’istituto comprensivo “E. De Filippo” continuano a protestare con un gesto simbolico e concreto, impedendo ai bambini di frequentare la scuola perché temono che in quell’istituto non siano al sicuro e stanno protraendo la loro protesta con l’auspicio che a breve anche il loro calvario possa terminare con un lieto fine, com’è accaduto nel rione Conocal.
Secondo quanto riferito da una delegazione di mamme, gli sarebbe stato anticipato che a luglio 2026 potrebbero prendere il via dei lavori di manutenzione per il ripristino di una condizione più sicura e dignitosa. Una premessa recepita tutt’altro che di buon grado dai genitori che invocano una soluzione più tempestiva e che soprattutto vorrebbero ricevere rassicurazioni e notizie certe e attendibili circa lo stato di sicurezza e agibilità del plesso frequentato dai loro bambini. Una richiesta più che legittima, tenendo conto dei racconti dei bambini, ma anche delle immagini che ritraggono solai che tendono a cedere fin troppo facilmente. Nella mente di molte mamme è ancora vivo il ricordo id quanto accaduto l’estate scorsa nella scuola “Perasso” di Ponticelli dove diversi metri di solaio sono franati all’interno di una classe che solo per una fortuita casualità era vuota. O meglio, stando alla ricostruzione delle mamme che al plesso “Madonnelle” sono giunte proprio in seguito a quel gravissimo episodio, le maestre erano consapevoli della situazione di pericolo in cui versava l’istituto e tendevano a lasciare i bambini nei corridoi, evitando di frequentare le classi “visibilmente a rischio”. Forti dell’esperienza pregressa e più che traumatica, le mamme del plesso “Madonnelle” temono di rivivere quell’incubo e che stavolta lo scenario potrebbe assumere risvolti ben più drammatici. Proprio per questo motivo auspicano di ricevere quanto prima dei riscontri circa lo stato di salute dell’istituto. Nel frattempo, i bambini dell’asilo continuano a restare a casa.










