L’11 ottobre di ogni anno si celebra in tutto il mondo la Giornata internazionale delle bambine e delle ragazze, istituita ufficialmente nel 2011 dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite con la risoluzione 66/170. L’obiettivo è quello di promuovere i diritti delle giovani donne, contrastare ogni forma di discriminazione e violenza di genere e garantire loro pari opportunità in tutti i campi della vita sociale, culturale ed economica.
La ricorrenza nasce dall’esigenza di dare voce a una realtà ancora troppo spesso ignorata: secondo le stime dell’UNICEF, nel mondo più di 130 milioni di bambine tra i 6 e i 17 anni non frequentano la scuola; una su cinque viene costretta a sposarsi prima dei 18 anni, e milioni subiscono violenze fisiche, psicologiche o sessuali. Nei paesi in via di sviluppo, la mancanza di istruzione femminile è una delle principali cause di povertà, esclusione e disuguaglianza.
Ogni anno la Giornata si concentra su un tema diverso. Quello del 2025, annunciato dalle Nazioni Unite, è dedicato a “Investire nelle ragazze: istruzione, tecnologia e leadership per un futuro sostenibile”, con particolare attenzione all’accesso digitale e alle competenze STEM (scienza, tecnologia, ingegneria e matematica), ambiti in cui le donne sono ancora fortemente sottorappresentate.
Numerose sono le iniziative promosse in occasione di questa giornata: convegni, campagne social, incontri nelle scuole, proiezioni e attività organizzate da ONG e istituzioni internazionali per diffondere consapevolezza e incoraggiare i governi a introdurre politiche concrete a favore delle bambine. In Italia, ad esempio, l’UNICEF, Save the Children e WeWorld organizzano eventi e campagne per ricordare che ogni bambina deve poter crescere libera, istruita e protetta.
Ma la Giornata dell’11 ottobre non è solo un momento di riflessione: è un invito all’azione. Rappresenta un appello globale a genitori, educatori, istituzioni e media affinché si impegnino a costruire una società in cui nessuna bambina sia più considerata inferiore, in cui i talenti femminili possano svilupparsi liberamente e in cui le giovani generazioni siano protagoniste del cambiamento.
Come ha dichiarato il Segretario generale dell’ONU António Guterres, “le bambine non devono più essere vittime di un mondo che le priva del diritto di scegliere: dobbiamo garantire loro l’educazione, la sicurezza e la libertà di diventare ciò che desiderano”. L’uguaglianza di genere comincia proprio da qui — dal riconoscere, valorizzare e proteggere le bambine, perché nel loro futuro c’è il futuro di tutti.










