Sabato 7 giugno, alle ore 19.00, Piazza della Rinascita, Casapesenna (CE) – sul luogo dove un tempo sorgeva il bunker del boss Michele Zagaria, nell’ambito della Summer School UCSI, il regista Marco Risi, autore del film cult Fortapàsc, sarà ospite speciale per una serata-evento:
Proiezione pubblica di Fortapàsc
𝐀𝐧𝐭𝐞𝐩𝐫𝐢𝐦𝐚 𝐧𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐚𝐥𝐞 𝐝𝐞𝐥 𝐥𝐢𝐛𝐫𝐨-𝐢𝐧𝐜𝐡𝐢𝐞𝐬𝐭𝐚 “𝐓𝐞𝐫𝐫𝐚 𝐧𝐞𝐦𝐢𝐜𝐚”, 𝐝𝐢 𝐏𝐢𝐞𝐭𝐫𝐨 𝐏𝐞𝐫𝐨𝐧𝐞, 𝐢𝐧 𝐮𝐬𝐜𝐢𝐭𝐚 𝐥’𝟏𝟏 𝐠𝐢𝐮𝐠𝐧𝐨 𝐩𝐞𝐫 Edizioni San Paolo.
Dibattito alle 19 con:
– Marco Risi, regista
– Giovanna Ceppaluni, Presidente del Tribunale di Torre Annunziata
– Paolo Siani, fratello di Giancarlo
– Pietro Perone, autore del libro
Modera: Luigi Ferraiuolo, direttore della Summer School Ucsi
Il film sarà proiettato alle 21, al calar del sole.
Un’iniziativa di forte valore civile, per ricordare Giancarlo Siani a 40 anni dal delitto e a poche ore dal 10 giugno, il giorno in cui nel 1985 scrisse l’articolo che gli costò la vita. Una serata di impegno nel cuore di un territorio che ha saputo trasformare un bunker della camorra in una piazza della rinascita.
Evento realizzato con Agrorinasce, con il supporto di Bibi Film e il patrocinio delle principali associazioni giornalistiche italiane.
Partecipazione libera e gratuita.
Per otto anni sull’uccisione di Giancarlo Siani, avvenuta il 23 settembre del 1985, cala il silenzio. Il movente è “chiaro” fin dall’inizio, molto scomodo individuarlo davvero. A quarant’anni da uno dei più efferati delitti mafiosi avvenuti in Italia, questo libro è un contributo alla memoria da parte di chi ha lavorato in via Cosenza n. 13, a Castellammare di Stabia, la stessa redazione del Mattino dove ha operato Siani. È il racconto dell’impegno di un ristretto gruppo di giornalisti, il “pool Siani”, che ha inseguito la verità a partire dal 1993, quando alla direzione del quotidiano arrivano un maestro di comunicazione, Sergio Zavoli, e Paolo Graldi, geniale esperto di mafia e terrorismo, entrambi non napoletani. Comincia sotto la loro guida una lunga inchiesta parallela a quella della magistratura, tra silenzi impenetrabili e piste inesplorate: Siani lasciato solo in “terra nemica”; un manoscritto, in procinto di essere pubblicato, fatto sparire; la paura che lo divora poche ore prima di essere ucciso, quando invano cerca di essere scortato a casa. Piste decisive se imboccate subito, destinate a essere percorse a metà a distanza di otto anni dal martirio laico di un cronista ventiseienne, senza contratto, armato soltanto del proprio coraggio.











