La Corte dei Conti ha emesso di recente una sentenza che coinvolge due figure di spicco dell’amministrazione comunale di Napoli: l’attuale assessore alla sicurezza ed ex Questore di Napoli, Antonio De Jesu, e l’ex assessore Alessandra Clemente. Entrambi sono stati condannati per danno erariale a causa dell’omesso addebito ai privati dei costi sostenuti dal Comune di Napoli per l’impiego della Polizia Municipale durante eventi privati.
La vicenda riguarda l’utilizzo di vigili urbani per garantire viabilità e sicurezza in manifestazioni organizzate da soggetti privati. Secondo la Procura, il mancato trasferimento di quei costi ai privati ha causato un danno erariale stimato inizialmente in 900mila euro. Tuttavia, i giudici hanno ritenuto che solo una parte di questa somma fosse effettivamente addebitabile, attribuendo “per colpa grave” la responsabilità a Clemente e De Jesu, in quanto detentori della delega della polizia municipale durante il periodo in questione.
Alessandra Clemente è stata condannata a risarcire 160mila euro. La Corte dei Conti ha evidenziato che, nonostante le ripetute sollecitazioni da parte del comandante della Polizia Municipale, Ciro Esposito, la Clemente non ha predisposto nè trasmesso alla Giunta comunale una proposta di regolamento per il ribaltamento dei costi. Questa omissione è stata considerata una violazione degli obblighi di legge, persistente dal primo sollecito del 3 settembre 2018 fino alla fine del suo mandato da assessore.
Antonio De Jesu, invece, è stato condannato a pagare 20mila euro. Seppure la sua responsabilità sia stata valutata in misura minore rispetto a quella della Clemente, la Corte dei Conti ha comunque rilevato una colpa grave nell’omesso addebito dei costi ai privati durante il periodo in cui ha ricoperto l’incarico di assessore alla sicurezza.