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Sabato 9 aprile: “L’omeopatia da Napoli a Lione”

Redazione Napolitan di Redazione Napolitan
7 Aprile, 2016
in Arte & Spettacolo
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Sabato 9 aprile: “L’omeopatia da Napoli a Lione”
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omeopatia1Napoli crocevia dell’omeopatia: da qui partì il conte Sebastiano de’ Guidi (nato il 5 agosto 1769 a Guardia Sanframondi, nel Beneventano) per introdurre nel 1830 questa medicina dapprima nella città di Lione, dove insegnava Fisica in un liceo, diffusasi poi in tutta la Francia meridionale e la Svizzera meridionale. A lui è dedicato il convegno “L’Omeopatia, da Napoli a Lione” che si terrà sabato 9 aprile (ore 9.30, via Francesco Crispi, 86 – Napoli) presso l’Istituto Francese-Palazzo “Le Grenoble” organizzato da Vega Palombi Martorano, presidente dal gennaio 1992 di A.P.O. Italia – Associazione Pazienti Omeopatici oggi presieduta da Marisa Certosino, con l’Alto Patrocinio della Regione Campania, del Comune di Napoli, dell’Università Federico II di Napoli e di Federfarma Napoli e grazie al sostegno di numerose case farmaceutiche (Boiron, Cemon, Guna, Imo, Laboratori Legren, Loacker Remedia, Omeimprese, Similia, Vanda).

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medaglia_de_guidi

Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, infatti, l’Italia è stata tra i primi paesi ad accogliere l’Omeopatia e Napoli la città dove per prima si è diffusa. La Medicina Omeopatica nasce in Germania alla fine del XVIII secolo per merito di Samuel Hahnemann, medico e uomo geniale al quale si deve la codificazione dei princìpi che regolano l’Omeopatia, primo tra tutti il principio di similitudine: una sostanza naturale, diluita e dinamizzata, è capace di curare e guarire una malattia spontanea di un individuo se essa è caratterizzata da sintomi simili a quelli che la stessa sostanza è capace di indurre in un individuo sano (Similia similibus curentur). L’Omeopatia non prende in considerazione solo la malattia, ma si occupa della persona malata nella sua integrità psico-fisica-ambientale. In sostanza esistono ammalati, non malattie. Così come in salute ogni individuo si distingue dall’altro per temperamento e personalità, quando si ammala egli si distingue per le sue peculiarità di espressione. Oggi i pazienti omeopatici in Italia sono 11,5 milioni e, come affermano Vega Palombi Martorano e Marisa Certosino (past president e attuale presidente A.P.O. Italia):“i pazienti sono la prova del nove che la medicina omeopatica funziona, curando con efficacia e in maniera incontrovertibile persino i bambini, le piante e gli animali, soggetti sui quali mai si potrebbe parlare di effetto placebo”. Del resto già il Primo Ministro François Guizot all’Accademia di Medicina di Parigi nel 1835 a chi gli chiedeva di vietare la pratica dell’Omeopatia in Francia rispondeva: “Se l’omeopatia è una chimera o un sistema di pensiero senza un proprio valore, essa fallirà da sola. Se al contrario rappresenta un progresso, si diffonderà nonostante ogni misura di contrasto”.

foglia

Durante il convegno, moderato dalla giornalista del Mattino Donatella Trotta, interverranno il professor Gennaro Rispoli, direttore U.O.C. Chirurgia Generale Ospedale Ascalesi e direttore del Museo Arti Sanitarie e Storia della Medicina nell’Ospedale Incurabili di Napoli che traccerà la figura del grande omeopata europeo Sebastiano de’ Guidi, il dottor Alfredo Lubrano, medico-chirurgo omeopata, che illustrerà i fondamenti della medicina omeopatica, ossia un altro modo di curare e un’altra via per guarire, e il professor Paolo Bellavite, medico chirurgo, ematologo, docente di Patologia Generale all’Università di Verona che fornirà una spiegazione scientifica del funzionamento dei medicinali naturali in alte diluizioni rispondendo, in sostanza, alla madre di tutte le domande, ossia l’Omeopatia è un buon placebo, una vera medicina….o entrambi?

 

Il convegno celebra anche la Giornata Mondiale della Medicina Omeopatica (10 aprile), istituita nel 2003 e patrocinata dalla Liga Medicorum Homoeopathica Internationalis (L.M.H.I.). Quest’anno, inoltre, la ricorrenza coincide con il 25° anniversario della nascita dell’Associazione Pazienti Omeopatici – A.P.O. Italia, fondata da Maria Teresa Di Lascia (la vincitrice del Premio Strega ’95) a Napoli nel 1991 come associazione privata, indipendente, senza scopo di lucro, con il compito di tutelare la libera scelta dei pazienti che utilizzano la Medicina Omeopatica e di promuovere e divulgare – sia nell’ordinamento nazionale sia in sede comunitaria – la conoscenza della Medicina Omeopatica ai fini della inclusione delle cure omeopatiche tra le prestazioni rese dal Servizio Sanitario Nazionale. A tal fine l’A.P.O. Italia ha organizzato una serie di convegni, conferenze ed incontri, anche in sede istituzionale, per illustrare i princìpi che regolano questa terapia complementare riconosciuta in molti Stati europei ed extra europei e seguita, in Italia, da 11,5 milioni di pazienti. In particolare, per sensibilizzare le nuove generazioni, nel 1995 Vega Palombi Martorano ha promosso, ai sensi della Circolare Ministeriale 362/92, il primo “Progetto di Prevenzione ed Educazione alla Salute con la Medicina Omeopatica” per le scuole di ogni ordine e grado, elaborato da medici della F.I.A.M.O. Campania e patrocinato dal Provveditore agli Studi di Napoli, dal titolo: “Sapersi osservare e riconoscere attraverso la medicina omeopatica”.

Iscritta all’Albo delle Associazioni senza scopo di lucro del Comune di Napoli dall’aprile 1996, A.P.O. Italia fa parte della European Federation of Homeopathic Patient’s Associations – E.F.H.P.A. Info su www.apoitalia.it, sito sul quale è attivo anche un servizio di informazione per tutti coloro i quali, non avendo risolto i loro problemi di salute con la Medicina tradizionale, si rivolgono alla Medicina Omeopatica.

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