Trentuno misure cautelari, un’indagine durata anni e una piazza di spaccio che, secondo la ricostruzione degli inquirenti, era organizzata con una struttura capillare, turni di lavoro, vedette, telecamere e persino un bunker ricavato all’interno di un edificio pubblico.
All’alba del 16 settembre, i Carabinieri del Nucleo Operativo di Napoli Bagnoli hanno dato esecuzione a un’ordinanza emessa dal gip del Tribunale di Napoli su richiesta della Direzione distrettuale antimafia, nei confronti di 31 persone domiciliate tra Rione Traiano, Pianura e Fuorigrotta. Gli indagati sono gravemente indiziati, a vario titolo, di associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, con l’aggravante del metodo mafioso e della finalità di agevolare il clan Petrone-Puccinelli, attivo nel Rione Traiano, nell’area di Soccavo.
È una fotografia investigativa che restituisce l’idea di una macchina criminale strutturata. E che, inevitabilmente, apre una domanda anche sull’altra parte della città.
Perché mentre a Napoli Ovest un’inchiesta della DDA arriva a colpire una presunta organizzazione dello spaccio con 31 misure cautelari, a Napoli Est continua a pesare la percezione di una presenza criminale radicata e visibile.
Il bunker, le vedette e 450mila euro al mese
Secondo quanto emerso dall’inchiesta illustrata dalla Procura, le piazze di spaccio del Rione Traiano avrebbero prodotto circa 450mila euro al mese.
Il generale dei Carabinieri Biagio Storniolo ha spiegato che la droga sarebbe stata gestita con la tecnica del “just in time”: le sostanze venivano custodite altrove e trasferite soltanto poco prima della cessione.
Il sistema, secondo gli investigatori, avrebbe avuto caratteristiche quasi aziendali: piazze operative 24 ore su 24, pusher organizzati in turni, vedette incaricate di controllare il territorio e sistemi di videosorveglianza utilizzati per intercettare la presenza delle forze dell’ordine.
Al centro dell’inchiesta anche un bunker ricavato in locali di edilizia pubblica, blindato e sorvegliato, dove sarebbe stata custodita e distribuita la droga.
Un’organizzazione che, sempre secondo l’ipotesi accusatoria, non si limitava dunque alla vendita al dettaglio, ma avrebbe costruito intorno allo spaccio una vera e propria struttura logistica.
Nel corso dell’operazione sono stati inoltre sequestrati circa 55mila euro in contanti, un Rolex dal valore indicato di 11mila euro e una collana di diamanti.
Trentuno misure cautelari: il peso dell’inchiesta
L’operazione nasce da un’attività investigativa condotta dal Nucleo Operativo di Napoli Bagnoli e coordinata dalla DDA. Il clan Petrone-Puccinelli era già stato interessato da un’importante operazione nel 2017.
Il nuovo blitz fotografa, secondo gli inquirenti, la capacità del gruppo di ricostituire una struttura destinata al traffico di droga nonostante le precedenti attività investigative.
Un dato che racconta quanto sia complesso il contrasto alla criminalità organizzata: colpire un’organizzazione non significa automaticamente cancellare il mercato criminale che quella stessa organizzazione alimenta.
Il confronto con Napoli Est diventa inevitabile.
Napoli Est, due anni dopo il maxi-blitz
Sono trascorsi quasi due anni dal 3 ottobre 2024, quando circa 350 poliziotti eseguirono a Napoli un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 60 persone nell’ambito di un’inchiesta che aveva messo nel mirino i clan De Micco e De Martino. Le contestazioni comprendevano, a vario titolo, associazione mafiosa, tentato omicidio, estorsione, traffico di droga, furti e altri reati.
Quell’indagine aveva ricostruito gli equilibri criminali nell’area di Ponticelli e nelle zone limitrofe, documentando anche la presenza di numerose piazze di spaccio.
Da allora, però, è calato il sipario sul quartiere Ponticelli. Nel giro di pochi giorni, il clan De Micco è riuscito repentinamente a rifondarsi, forte del supporto di svariati fedelissimi scarcerati di recente e soprattutto per effetto di una solida alleanza che li lega a filo doppio ai D’Amico-Mazzarella, complici una serie di parentele che proiettano il cartello camorristico ben oltre i confini dell’area orientale della città.
Non basta contare gli arresti per misurare la presenza dello Stato e al contempo l’assenza di un nuovo maxi-blitz non dimostra, da sola, che un clan abbia un controllo assoluto del territorio. Quanto accade tra le strade della periferia est di Napoli lo conferma e lo sottolinea quotidianamente.
C’è un elemento che, più di ogni altro, non può essere ignorato: la percezione di insicurezza dei residenti e la presenza visibile delle dinamiche criminali meritano una risposta altrettanto visibile.
Due Napoli, la stessa domanda
Il blitz nel Rione Traiano dimostra quanto possa essere articolato il sistema criminale quando riesce a radicarsi in un territorio: bunker, telecamere, vedette, turni, approvvigionamento e una capacità economica stimata in centinaia di migliaia di euro al mese.
A Napoli Est, da tempo, i cittadini denunciano invece una quotidianità segnata da episodi di violenza, armi e intimidazioni. Cortei armati, dimostrazioni di forza, volute per rendere tangibile il potere criminale di un clan che detiene il controllo militare del territorio.
La lotta alla camorra non è soltanto una questione di arresti.
Significa presenza investigativa, controllo, prevenzione, servizi, presidio degli spazi pubblici e capacità dello Stato di essere riconoscibile nella vita quotidiana dei cittadini.
Una piazza di spaccio può essere smantellata, un bunker può essere sequestrato, un’organizzazione può essere colpita dagli arresti e patire un momento di difficoltà, ma se il territorio resta privo di alternative, il rischio è che la camorra torni semplicemente a occupare lo spazio lasciato libero.
È questa la partita che Napoli continua a giocare, da Ovest a Est. E la risposta non può essere soltanto quella che arriva all’alba, quando entrano in azione i Carabinieri e cittadini vengono svegliati dal frastuono degli elicotteri che aleggiano sui rioni.
La risposta che conta è quella che resta sul territorio quando gli elicotteri hanno smesso di volare.








