Una chirurgia sempre più tecnologica, ma anche più vicina alla persona. All’Ospedale del Mare di Napoli il percorso di Chirurgia Proctologica punta a cambiare il rapporto tra paziente e cura attraverso un modello basato su interventi mirati, mininvasività e attenzione agli aspetti psicologici della malattia.
Presso la Unità Operativa Complessa di Chirurgia Generale e d’Urgenza, diretta dal dottor Mariano Fortunato Armellino, è attivo un percorso di Chirurgia Proctologica in Office Surgery, una modalità che permette, per le procedure compatibili, di eseguire interventi in regime ambulatoriale, evitando il ricovero e consentendo un ritorno più rapido alla quotidianità.
Un approccio che mette insieme innovazione organizzativa e nuove tecniche terapeutiche, con un obiettivo preciso: ridurre il disagio del paziente e costruire un percorso di cura sempre più personalizzato.
L’ipnosi clinica entra in sala: meno ansia e maggiore collaborazione
Tra gli elementi più innovativi del percorso dell’Ospedale del Mare c’è l’utilizzo dell’ipnosi clinica, associata all’anestesia locale selettiva.
Non si tratta di una pratica spettacolare o di perdita di controllo, ma di una tecnica basata sulla comunicazione terapeutica guidata, utilizzata per favorire il rilassamento del paziente, ridurre ansia e tensione e contribuire alla gestione della percezione del dolore durante alcune procedure.
Il paziente rimane vigile e collaborante, accompagnato dagli operatori sanitari in una condizione di maggiore tranquillità.
L’ipnosi clinica può inoltre essere impiegata, in casi selezionati, come trattamento complementare per alcune patologie funzionali dell’apparato gastrointestinale, come la sindrome dell’intestino irritabile, con l’obiettivo di migliorare la gestione dello stress e dell’ipersensibilità viscerale.
Tecnologia e umanizzazione delle cure
Il nuovo modello nasce dall’incontro tra strumenti diagnostici e terapeutici innovativi e una presa in carico globale del paziente.
“L’innovazione – sottolinea la direttrice sanitaria Maria Corvino – non riguarda soltanto le tecnologie ma anche il modo di prendersi cura della persona”.
“L’obiettivo – aggiunge Corvino – è accompagnare il paziente in un percorso nel quale competenza specialistica, tecnologia e relazione di cura lavorano insieme”.
Una filosofia che punta a superare l’idea dell’ospedale come luogo esclusivamente legato all’intervento, trasformandolo in uno spazio dove anche la componente emotiva e psicologica assume un ruolo centrale.
Un percorso che segue il paziente dall’inizio alla riabilitazione
Il paziente viene seguito fin dal primo accesso ambulatoriale dal proctologo e dallo staff infermieristico, attraverso un percorso personalizzato che può comprendere anche un programma di riabilitazione del pavimento pelvico.
L’ambulatorio tratta diverse patologie proctologiche, sia benigne sia maligne, seguendo le indicazioni cliniche e inserendo ogni caso all’interno di un percorso specialistico dedicato.
L’obiettivo è garantire appropriatezza delle cure, riduzione dei tempi di attesa e una maggiore qualità della vita per chi affronta un problema spesso vissuto con imbarazzo e difficoltà nel parlarne.
Come accedere al servizio
Per accedere all’ambulatorio è necessaria l’impegnativa del medico curante per prima visita proctologica – codice 897A4.002 e la prenotazione tramite CUP.
Referente dell’ambulatorio:
Dott.ssa R. Abete – Dirigente Medico
U.O.C. Chirurgia Generale e d’Urgenza – Ospedale del Mare
Direttore: Mariano Fortunato Armellino
Un nuovo modello di sanità che punta a unire innovazione, appropriatezza e umanizzazione: perché curare non significa soltanto intervenire sulla malattia, ma prendersi cura della persona nella sua interezza.











