Da oltre un anno senza lavoro e senza risposte. È il grido d’allarme lanciato dagli operatori mercatali dei chioschi di Pompei, che domani – venerdì 7 novembre, dalle ore 9:00 – daranno vita a un sit-in ad oltranza in Piazza Porta Marina Inferiore, per chiedere soluzioni immediate e tempi certi.
La mobilitazione è promossa da Confesercenti Campania, attraverso il comparto Anva (Associazione Nazionale Venditori Ambulanti), che sostiene la categoria nella sua battaglia per tornare a lavorare dopo mesi di blocco forzato.
Il sequestro dei chioschi e il blocco del lavoro
La vicenda ha origine nell’ottobre 2024, quando i Carabinieri disposero il sequestro dei chioschi presenti da anni nel Comune di Pompei.
Secondo quanto motivato dal Tribunale di Torre Annunziata, il provvedimento derivava dalla mancanza delle concessioni di suolo pubblico e di quelle edilizie necessarie per l’installazione delle strutture.
Una decisione che, tuttavia, ha colpito duramente operatori regolarmente in regola con i rinnovi delle autorizzazioni amministrative e dei posteggi. Da quel momento, i titolari dei chioschi non hanno più potuto esercitare la propria attività, ritrovandosi senza alcuna fonte di reddito.
Richieste rimaste senza risposte
Nel corso di questi mesi, gli operatori – tramite Anva/Confesercenti – hanno più volte chiesto incontri ufficiali con il Comune di Pompei e con la Soprintendenza Archeologica, competente per l’area dove erano collocati i chioschi.
Sono state avanzate proposte di nuova sistemazione, ma nessuna di esse ha trovato riscontro concreto. Le promesse e i rinvii si sono moltiplicati, senza che si sia arrivati a una soluzione definitiva.
La protesta di domani mira proprio a sbloccare l’impasse istituzionale, con l’appello diretto anche alla Prefettura di Napoli affinché intervenga come garante del dialogo e acceleri una decisione che consenta agli operatori di tornare a lavorare.
L’appello: “Ridateci il diritto al lavoro”
Gli ambulanti di Pompei denunciano una situazione ormai insostenibile per loro e per le famiglie: da oltre un anno, infatti, non possono più contare su alcun reddito, nonostante la regolarità delle loro licenze e l’impegno dimostrato nel rispettare le norme amministrative.
Domani, con la protesta in piazza, chiedono un confronto urgente e costruttivo con tutte le istituzioni coinvolte, dal Comune alla Regione Campania, dalla Soprintendenza alla Prefettura.
Una battaglia per il territorio
Il sit-in dei chioschisti non è solo una rivendicazione di categoria, ma anche un appello al rilancio del tessuto economico e turistico di Pompei, duramente penalizzato da una vicenda che tocca da vicino la quotidianità di chi da anni lavora a servizio dei visitatori e dei cittadini.
In un luogo simbolo del patrimonio culturale mondiale, la speranza è che la tutela del lavoro e quella del territoriotrovino finalmente un punto d’incontro.
Perché – come ricordano gli operatori – “non si può proteggere un sito se si abbandona chi lo fa vivere ogni giorno”.











