È venuto a mancare oggi, all’età di 94 anni, Giorgio Forattini, autore inimitabile delle vignette di satira politica che hanno segnato la storia della stampa italiana. Nato a Roma nel marzo 1931, Forattini ha raccontato con la sua matita e il suo tratto graffiante decenni di cronaca, potere, ideologie e protagonisti della Prima e della Seconda Repubblica, costruendo un intreccio tra immagine, politica e umorismo che pochi prima di lui avevano sperimentato.
La sua carriera si è sviluppata su molte testate nazionali — da Paese Sera alla nascente Repubblica, da La Stampa a Il Giornale — e con le sue vignette quotidiane entrava regolarmente nelle prime pagine, rivoluzionando il modo di fare satira nei quotidiani italiani.
Forattini amava definire la sua arte con due parole: “libertà” e “divertimento”. In questo spirito ha disegnato oltre 14 000 vignette, sbeffeggiando presidenti, politici, papi, leader stranieri, scandali e drammi pubblici con la stessa leggerezza tagliente.
Tra le vignette più iconiche si ricordano quella pubblicata dopo il referendum sul divorzio del 1974, in cui Forattini raffigurò l’allora leader politico come tappo che salta da una bottiglia di spumante, e quella del 1992 in seguito alla strage di Capaci, con la Sicilia raffigurata come un coccodrillo in lacrime: immagini diventate simbolo della sua capacità di cogliere e tradurre visivamente le tensioni della società italiana.
Non sono mancati momenti di tensione: nel corso degli anni molte caricature suscitavano polemiche, denunce e persino querelle giudiziarie, ma Forattini rimaneva fedele al suo personale codice: colpire potere, privilegio e ipocrisia, senza distinzione di schieramento.
Con la scomparsa di Forattini si chiude un capitolo importante della satira italiana. Era un nome che – ancora oggi – evocava non soltanto risate, ma riflessioni sul ruolo dell’informazione e sull’uso dell’ironia come strumento di critica sociale. I suoi volti deformati, i gesti amplificati, i titoli provocatori erano un segnale che “anche il disegno può dire più di un editoriale”.
I funerali sono previsti nella chiesa di Santa Francesca Romana a Milano giovedì 6 novembre, con la presenza di colleghi, giornalisti e figure del mondo della cultura che vorranno rendere omaggio a un maestro della matita satirica.
In un mondo in cui la satira si trasforma e cambia media, Forattini lascia una lezione preziosa: l’arte di far riflettere con una risata – o con una vignetta che graffia – continua a essere indispensabile. Addio maestro.











