È stata una celebrazione segnata da emozione e rispetto quella che ha visto dare l’ultimo saluto all’agente della Polizia di Stato, il 47enne assistente capo coordinatore Aniello Scarpati, deceduto durante il servizio tra le strade di Torre del Greco.
Il feretro, avvolto dalla bandiera nazionale italiana, è stato accolto da un lungo applauso mentre entrava nella chiesa evangelica ADI di via Frà Gregorio Carafa, a Napoli. A celebrare la cerimonia funebre erano presenti alte cariche dello Stato, tra cui il ministro degli Interni Matteo Piantedosi e il capo della Polizia Lorenzo Pisani.
La camera ardente, allestita presso la caserma “Nino Bixio” del IV Reparto Mobile in via Monte di Dio 31, ha dato modo a colleghi, amici e familiari di rendere omaggio al collega scomparso.
Alle 10.30 è partita la cerimonia ufficiale, con la chiesa gremita di poliziotti in divisa, rappresentanti istituzionali e cittadini che hanno voluto partecipare al commosso saluto. La bara coperta tricolore e la presenza dello Stato hanno dato alla funzione un forte valore simbolico.
Scarpati ha perso la vita nella notte del 1º novembre mentre era in servizio in volante a Torre del Greco, quando un Suv lo ha travolto. Il conducente, un 28enne id Ercolano, è stato arrestato per omicidio aggravato e omissione di soccorso.
La scelta della chiesa evangelica, la presenza massiccia di colleghi e il tricolore sulla bara sottolineano il valore dell’impegno al servizio della comunità e il lutto che la città e la Polizia stanno vivendo.
La cerimonia non è stata solo un momento di dolore, ma anche una occasione per riflettere sull’importanza del rispetto della divisa, della tutela della sicurezza e del dovere civile. L’appello delle autorità presenti è stato chiaro: onorare chi ha dato la vita per il servizio, rafforzare le misure di tutela per tutti gli operatori impegnati nelle strade, e garantire che simili tragedie siano ancor meno frequenti.
Con il feretro che lascia la chiesa tra gli applausi della folla e l’omaggio delle sirene delle volanti, Napoli si stringe attorno alla famiglia dell’agente Scarpati e rinnova il suo ringraziamento a chi ogni giorno presta servizio, spesso mettendo a rischio la propria vita. Il tricolore sul feretro è emblema di un paese che riconosce il sacrificio dei suoi servitori e rinnova l’impegno a non dimenticarli.











