Dopo due anni di latitanza, Stanislao Marigliano, noto esponente del clan camorristico Formicola-Marigliano, è stato arrestato a Marbella, in Spagna, e successivamente estradato in Italia. L’uomo, 67 anni, dovrà scontare una condanna definitiva a 5 anni e 8 mesi per ricettazione aggravata dal metodo mafioso.
L’arresto è avvenuto l’11 gennaio 2025 grazie a un’operazione congiunta tra la Polizia di Stato italiana e la Policia Nacional spagnola, coordinata dalla Procura Distrettuale Antimafia di Napoli. Insieme a Marigliano, sono stati fermati anche Michele Sannino, 48 anni, suo genero, e Ciro Marigliano, 24 anni, suo nipote. Tutti e tre erano destinatari di mandati di arresto europei e si erano nascosti in un complesso residenziale di lusso a Marbella, cercando di sfuggire alla giustizia italiana.
Le indagini, condotte dalla Squadra Mobile di Napoli con il supporto del Servizio Centrale Operativo (SCO), hanno richiesto mesi di pedinamenti e sorveglianza internazionale. La svolta è arrivata proprio durante le festività natalizie, quando le visite dei familiari hanno permesso di individuare con certezza il nascondiglio dei tre latitanti.
Marigliano, conosciuto negli ambienti criminali con il soprannome ‘o Silan’, è una figura chiave del clan Formicola-Marigliano, operante nella zona orientale di Napoli. La sua rete criminale gestiva traffici illeciti e ricettazione, sfruttando il metodo mafioso per consolidare il potere sul territorio.
Il Ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, ha espresso soddisfazione per l’arresto, definendolo “un duro colpo al crimine organizzato” e sottolineando l’importanza della cooperazione internazionale nella lotta contro la camorra.
Con l’estradizione di Marigliano, le autorità italiane confermano il loro impegno costante nel contrasto alla criminalità organizzata, colpendo non solo i vertici dei clan, ma anche le reti di protezione che ne garantivano la latitanza all’estero.