Dopo il successo della scorsa stagione, il 15 e il 16 febbraio in scena al Nest “Premiata Pasticceria Bellavista”, la storica commedia di Vincenzo Salemme con la regia di Giuseppe Miale di Mauro. In scena Francesco Di Leva, Adriano Pantaleo, Giuseppe Gaudino. E con Stefano Miglio, Viviana Cangiano, Federica Carruba Toscano, Dolores Gianoli, Alessandra Mantice. Produzione Nest Napoli Est Teatro e DIANA OR.IS.
Dopo la prima “in casa”, lo spettacolo inizierà il suo viaggio in giro per lo stivale: il 19 febbraio a Alba (CN), al Teatro Sociale. La tournée toccherà successivamente Castelfranco Piandiscò (AR) il 21 febbraio, al Teatro Comunale Capodaglio, e Carrara il 22 e 23 febbraio, al Teatro degli Animosi. Il 25 febbraio sarà la volta di Scandicci (FI), al Teatro Aurora, e il 26 febbraio a Camaiore (LU), al Teatro dell’Olivo, seguito dal 27 febbraio a Castelfiorentino (FI), al Teatro del Popolo.
A marzo, il tour proseguirà a Avellino, al Teatro Partenio, il 1 e 2 marzo, per poi spostarsi a Casalnuovo il 6 marzo, al Teatro Magic Vision. Dal 7 al 9 marzo, il tour toccherà Pompei, al Teatro Di Costanzo Mattiello, seguito da Castelnuovo di Garfagnana (LU) l’11 marzo, al Teatro Alfieri. Le date successive vedranno il ritorno a Napoli, con due periodi al Teatro Acacia, dal 13 al 16 marzo e dal 20 al 23 marzo. A marzo, lo spettacolo sarà anche a Satriano di Lucania (PZ) il 19 marzo, al Teatro Anzani, e proseguirà il 25 marzo a Eboli (SA), al Teatro Italia, e il 26 marzo a Pomigliano, al Teatro Gloria. Il 28 marzo, lo spettacolo sarà a Matelica (MC), al Teatro Piermarini, e il 29 marzo a Pratovecchio (AR), al Teatro degli Antei. Ad aprile, il tour toccherà Modena il 1 e 2 aprile, al Teatro Michelangelo, e Osimo (AN) il 3 e 4 aprile, al Teatro La Nuova Fenice. A seguire, il 6 aprile, lo spettacolo sarà a Monopoli (BA), al Teatro Radar, e l’8 aprile a Melendugno (LE), al Teatro Nuovo Cinema Paradiso, per poi spostarsi il 9 aprile a Corato (BA), al Teatro Comunale, e il 10 aprile a Bitonto (BA), al Teatro Coviello. Le ultime date del tour si terranno a Barletta, al Teatro Curci, dall’11 al 13 aprile, per concludere a Roma, al Teatro Sala Umberto, dal 23 al 27 aprile.
Note dell’autore
Erano gli inizi degli anni ’90 e ricordo che si discuteva molto della legge sulla donazione degli organi e uscirono nelle pagine di cronaca diversi episodi che suscitavano molta paura. Episodi che raccontavano di persone date per morte e poi miracolosamente risvegliatesi. “Ve lo immaginate se vi espiantassero gli organi credendovi morti mentre invece non lo siete affatto?”. Fu così che nacque l’idea di Premiata Pasticceria Bellavista. Proprio immaginando una cosa del genere. Non che io sia contrario alla donazione, anzi. Ma raccontare le paure più recondite dell’animo umano mi ha sempre affascinato. Senza la pretesa di trovare risposte. Anche perché sono paure contro le quali non possiamo fare granché se non parlarne, trovare una via di uscita dal buio della ragione nel rapporto aperto e fiducioso con il resto del mondo. Io provo a farlo sempre in maniera spiritosa, non per mancanza di rispetto nel trattare argomenti così delicati ma perché ridere e sentir ridere mi aiuta ad affrontare meglio le mie fragilità. Con affetto e stima per chi decide di venire a teatro a “guardare” le mie storie. E sono felice che, per la prima volta nella mia carriera di autore, non sarò io a raccontare una mia storia ma un gruppo di giovani artisti con una storia già prestigiosa alle spalle e con un futuro pieno di passione ancora da scrivere.
Vincenzo Salemme
Note di Regia
“Ciechi, siete poveri ciechi” (Vincenzo Salemme)
Ci bastano gli occhi per guardare la vita? Premiata Pasticceria Bellavista racconta la differenza tra guardare e vedere. Una storia di cecità, di uomini e donne incapaci di osservare la vita e il mondo che li circonda. Il racconto di una condizione sociale e culturale in cui ogni personaggio della commedia è incapace di affrontare il percorso che la vita gli ha messo di fronte e agisce fingendo di non vedere. Non a caso arriverà proprio un cieco ad aprire gli occhi di tutti e metterli al cospetto della verità che nessuno di loro ha il coraggio di dire e dirsi. Paradosso Kafkiano che Salemme dipana lungo tutta la commedia con la sua penna ispirata fatta di battute fulminanti e tirate esistenziali che mettono in risalto un mondo ipocrita e vigliacco, guidato da una voce che viene dall’alto, la voce di una madre, figura creatrice come quella di Dio. Una commedia in cui si ride a crepapelle anche se non ci sarebbe molto da ridere. Questa è spesso la forza della scrittura di Salemme: riuscire a raccontare le crepe dell’essere umano attraverso la risata, quella risata che ancora non ci ha seppellito e chissà se mai lo farà. E proprio come faceva Eduardo De Filippo, Salemme riesce a raccontare attraverso le vicende di una famiglia il mondo intero, un’umanità che cammina con i paraocchi, che ha difficoltà nelle relazioni, che mira solo al profitto personale, che mente spudoratamente e non guarda mai in faccia la realtà. Una storia amara ambientata nel regno del dolce: un laboratorio di pasticceria. E proprio una torta alla fine risolverà tutti i loro problemi e addolcirà quelle vite insipide, liberandole dal fardello di chi le aveva messe al mondo e condizionava ogni loro scelta. Anche se, forse, di chi ci ha creati così come siamo, non ci libereremo mai. Per la Compagnia Nest continua il percorso nel mondo dei classici, dopo Shakespeare, Pirandello, Eduardo, Age e Scarpelli, abbiamo deciso di confrontarci con questo testo che consideriamo a tutti gli effetti un classico contemporaneo.